La preghiera di Avvento e l'Incarnazione

Risponde padre Edward McNamara, L.C., professore di Teologia e direttore spirituale

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ROMA, venerdì, 7 dicembre 2012 (ZENIT.org) - Un lettore inglese ha sottoposto la seguente domanda all’attenzione di padre Edward McNamara:

La preghiera di apertura del lunedì nella seconda settimana di Avvento chiede: “preparaci a celebrare l’Incarnazione di Tuo figlio”. L’Incarnazione viene celebrata il 25 marzo, non il 25 dicembre. Ci sono molti altri errori di questo genere durante l’Avvento. Il Vaticano non dovrebbe correggerli? Una persona che conosco usa questo proprio come argomento pro-aborto, dicendo: “Anche la Chiesa riconosce che Cristo è diventato uomo solo a Natale. Prima non era un uomo, non era un essere umano nel grembo di Maria”. Sbaglia, sì, ma non è che ha tutti i torti. -- C.A., Carlisle, Inghilterra

Padre McNamara ha dato la seguente risposta: Esiterei ad affermare che la Chiesa commetta degli “errori” nel proporre le preghiere da proclamare davanti a Dio e ai fedeli.

Quando una certa preghiera ci lascia perplessi o esterrefatti, il nostro atteggiamento dovrebbe essere quello di considerare che forse è sbagliata la nostra interpretazione del testo o le nostre aspettative riguarda la funzione della preghiere liturgiche.

Da un punto di vista storico le preghiere usate durante l’Avvento sono tratte dagli antichi manoscritti conosciuti come il Rotolo di Ravenna (V-VI secolo) e il Sacramentario Gelasiano (VII secolo). Il loro tema costante è la venuta di Cristo, sia nell’incarnazione (la prima venuta) sia alla fine dei tempi (la seconda venuta).

Infatti, sia il Natale che l’Annunciazione celebrano aspetti diversi dello stesso mistero dell’Incarnazione e dimostrano relativamente scarsa accuratezza biologica o cronologica.

La festa di Natale ha le sue origini nella città di Roma e venne celebrata per la prima volta circa l’anno 330, cioè circa 15 anni dopo la fine delle persecuzioni, e, forse, nella basilica di San Pietro appena ultimata.

Le prime tracce di una festa dell’Annunciazione risalgono al 624, in Egitto. Dopo questa data, le testimonianze aumentano in varie zone della cristianità. Sin dall’inizio viene celebrata il 25 marzo a causa della convinzione che l’equinozio di primavera era sia il giorno della creazione che l’inizio della nuova creazione in Cristo.

Questa data ha causato dei problemi in alcune Chiese, come ad esempio in quelle di rito mozarabico spagnolo e di rito ambrosiano a Milano, a causa del loro rigoroso divieto di celebrare feste durante la Quaresima. Per questo motivo hanno optato di celebrare l’Annunciazione il 18 dicembre, una tradizione mantenuta fino ad oggi.

Quindi, è chiaro che né il calendario liturgico né alcuna preghiera liturgica in particolare possano essere utilizzati nel dibattito sull’aborto o sul momento esatto dell’inizio della vita.

L’intenzione della liturgia non è di affrontare tali argomenti, ma di magnificare e lodare Dio per il mistero meraviglioso del Verbo che si è fatto carne e “si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo” (Credo niceno-costantinopolitano) per la nostra salvezza.

*I lettori possono inviare domande all’indirizzo liturgia.zenit@zenit.org. Si chiede gentilmente di menzionare la parola “Liturgia” nel campo dell’oggetto. Il testo dovrebbe includere le iniziali, il nome della città e stato, provincia o nazione. Padre McNamara potrà rispondere solo ad una piccola selezione delle numerosissime domande che ci pervengono.

[Traduzione dall’inglese a cura di Paul De Maeyer]