La preghiera, via per “accogliere il dolore con coraggio, con umiltà e con amore”

Intervista al Direttore nazionale dell’Apostolato della Preghiera

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 2 settembre 2004 (ZENIT.org).- Di fronte ad un mondo che sembra privilegiare l’attivismo e la frenesia, come maschera per la propria “disperazione” vi è chi utilizza la preghiera, come tempo forte della spiritualità, strumento per lenire il dolore proprio ed altrui, in una pratica che valica la sfera privata e si fa universale.



Padre Max Taggi, Direttore Nazionale dell'Apostolato della Preghiera, ha spiegato a ZENIT le intenzioni che danno vita a questo movimento, dedito a quello che a suo avviso è “il più urgente bisogno dell’umanità”.

Che cosa è e cosa fa l'Apostolato della Preghiera (AdP) da lei diretto?

M. Taggi: L’Apostolato della Preghiera è un servizio di spiritualità offerto a tutti i cristiani per aiutarli a vivere giorno per giorno il proprio Battesimo, e in particolare la sua dimensione ‘sacerdotale’.

In sé è un movimento senza strutture, accessibile appunto a tutti, dato che la spiritualità che promuove è la sostanza stessa della vita cristiana. Al servizio di questa spiritualità esiste un’associazione anch’essa con strutture molto leggere, diffusa in tutto il mondo.

Si calcola che attualmente gli aderenti siano circa 40 milioni di persone, mentre quelli che ne vivono la spiritualità sono molti di più. Il Direttore Generale, nominato dal S. Padre, è attualmente il P. Peter-Hans Kolvenbach, Superiore Generale della Compagnia di Gesù.

L’AdP promuove, come si è detto, una spiritualità che ha questi elementi fondamentali:

Offerta della propria vita, giorno per giorno, al Signore con riferimento al Sacrificio Eucaristico (alla Messa) per la salvezza del mondo e, mese per mese, secondo delle intenzioni specifiche riferite ai grandi problemi umani, indicate per tutto il mondo dal Papa e in alcuni Paesi, come l’Italia, anche dai Vescovi.

La consacrazione al Cuore di Gesù, che può essere personale, familiare o addirittura di tutto il genere umano (come fece Leone XIII nel 1899), che è un’esplicitazione volontaria della consacrazione Battesimale e impegna ad una vita di fede nella sequela di Gesù Cristo a gloria di Dio Padre, in profonda comunione ecclesiale.

La riparazione, che impegna a lottare contro il male (il peccato) e le sue conseguenze (povertà, ingiustizia, immoralità) in sé stessi e nella società, per contribuire a costruire la “Civiltà dell’amore”.

Dunque, una spiritualità centrata nell’Eucaristia, attenta al Dio-Amore (il “Sacro Cuore”) e fortemente ecclesiale.

In un mondo dove sembra dominare la secolarizzazione, lo scetticismo e la disperazione, voi proponete la pratica delle preghiera. Perchè? Qual è la speranza che vi muove? A chi rivolgete le vostre preghiere?

M. Taggi: Proprio in un periodo come il nostro, in cui sembrano dominare la secolarizzazione, lo scetticismo e, comunque mascherata, la disperazione, noi pensiamo che la preghiera, in senso forte, sia il più urgente bisogno dell’umanità e che essa sia, in fondo, attesa e desiderata da tanti nostri fratelli e sorelle.

Ce lo conferma l’esperienza quotidiana, sia nelle parrocchie dove i parroci presentano e incoraggiano l’AdP, almeno nella sostanza, sia nelle numerose scuole di preghiera che noi stessi – e meritoriamente tanti altri – promuoviamo.

Rivolgiamo le nostre preghiere al Padre, per mezzo di Cristo, unico Mediatore, cercando di essere docili alla luce ed alla forza che viene dallo Spirito Santo, con riferimento costante alla Parola di Dio, ma anche ai “segni dei tempi”, ai problemi reali e concreti. Amiamo chiedere l’intercessione di Maria santissima, Madre della Chiesa.

La sofferenza e il dolore accompagnano spesso la vita degli uomini. In questo contesto quale ruolo svolge la preghiera?

M. Taggi: La preghiera aiuta, come tutti sperimentiamo, ad accogliere il dolore con coraggio, con umiltà e con amore. Aiuta a viverla con il Signore, seguendo il suo esempio e chiedendo il suo aiuto, per i suoi stessi fini: la salvezza di tutti gli uomini e la gloria di Dio.

Generalmente nella devozione popolare si prega per chiedere al Signore aiuti personali. Ma ci sono molte persone che pregano non solo per se stesse: suore, padri, ordini di Clausura, gruppi di preghiera elevano le loro orazioni quotidiane per disegni più grandi, e per l'umanità tutta. Ci spiega quali sono le ragioni e i fini che alimentano questo fenomeno?

M. Taggi: E’ normale e lodevole pregare chiedendo aiuto per i problemi e le aspirazioni personali di ciascuno, come il Vangelo c’incoraggia a fare. Una caratteristica dell’AdP è di abituarci a non limitarci ad un tipo di preghiera così, diciamo, privata, ma di aprirci agli orizzonti di una preghiera universale.

A questo aiutano molto le intenzioni del Papa. Anche il sapere che in tutto il mondo tanti altri credenti pregano per le stesse cose, proprio in comunione col Santo Padre, rafforza il senso concreto del nostro essere cattolici, che vuol dire universali.

L'Apostolato della Preghiera inizia oggi un convegno di riflessione che durerà 4 giorni. Potrebbe illustrarci i contenuti e le tappe di questo cammino?

M. Taggi: Il Convegno che inizia oggi ha per tema “Il valore della sofferenza”. E’ il dodicesimo di una nuova serie. Ha circa 120 partecipanti. E’ animato da Mons. Giuseppe Taliercio, noto teologo e oratore sacro; da Suor Marisa Bisi, delle Figlie della Croce, pedagogista e animatrice di una Scuola di Preghiera che ha sede a Roma e propaggini in varie altre città italiane; e dalla dott.sa Maria Federica Barchetti, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il tema sarà dunque visto dal punto di vista teologico-spirituale, da quello psicologico e da quello scientifico (fisico-emotivo). I partecipanti saranno attivi nei lavori di gruppo e ci saranno momenti forti di preghiera liturgica e mediante altre forme di condivisione.