La promozione della donna richiede la riscoperta del significato dei diritti umani

Conclusioni di un Convegno internazionale tenutosi a Roma su "La donna e i diritti umani"

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ROMA, giovedì 18 marzo 2004 (ZENIT.org).- Qual è il ruolo della donna nella difesa e nella salvaguardia dei diritti umani? Per rispondere a queste domande si è svolto a Roma, un convegno internazionale, organizzato dall'Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell'Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”.



I partecipanti all'incontro, che ha avuto luogo giovedì 18 marzo 2004, hanno proposto di riscoprire il significato originale dei diritti umani, che si basa sulla dignità unica e inalienabile dell'uomo e della donna.

Già nell'introduzione Cristina Zucconi Galli Fonseca, Presidente dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna (ISSD) ha spiegato che ci vengono “proposte antropologie ingannevoli che arrivano a paragonare la dignità delle persone con quella degli animali”.

Secondo la Presidente dell'ISSD, “c'è una nuova concezione dei diritti umani che tende a convertirli in rivendicazioni soggettive”.

”Si cerca di stravolgere l'esistenza ed il significato della famiglia”, ha sottolineato la Zucconi. “Così gli interessi di alcune minoranze, che non rispecchiano le reali necessità della grande maggioranza delle donne nel mondo, vengono presentate come l'espressione di una apparente libertà femminile, come ragione dell’autonomia delle donne, mentre altro non sono che la negazione dell'identità specifica della donna: la sua capacità di dare e custodire la vita”.

A questo proposito la Professoressa Maria Elosegui, Docente di Filosofia del Diritto presso l’Università di Saragozza (Spagna), ha precisato che “Il nuovo concetto di famiglia umana costruito dalle Nazioni Unite va insieme ad un nuovo vocabolario che esprime il concetto di diritti riproduttivi”.

”Questo concetto non è neutrale – ha sottolineato la Elosegui – perché significa diritto al libero aborto, diritto ad avere figli mediante il ricorso a tecniche di riproduzione assistita, diritto alla sterilizzazione ed alla scelta di qualsiasi metodo anticoncezionale”.

“Possiamo difendere - ha concluso la professoressa spagnola - la uguaglianza della donna, i suoi diritti e la sua dignità, senza adottare il modello del femminismo radicale e senza abbandonare la caratteristica della universalità dei diritti umani”.

In merito alla concezione dei diritti umani, padre Luis Garza L.C., vicario generale dei Legionari di Cristo, ha affermato che: “C'è un confusione in materia di applicazione di diritti umani dovuta a relativismo”.

“Stabilire che alla base dei diritti umani vi sia la natura umana non è cosa accettata da tutti – ha continuato il Dottore in Diritto Canonico – alcuni pensano che non possiamo arrivare a cogliere la verità perché ognuno ha la sua verità. I diritti umani secondo questi si baserebbe su semplici desideri o opzioni personali”.

“Senza norme morali obiettive – ha concluso padre Garza –, cadiamo nella tirannia della maggioranza o del più forte che impone i suoi punti di vista al di sopra della coscienza degli altri”.