La prostituzione e i Mondiali di Calcio 2006: la Caritas dice “no”

Tra le 40.000 prostitute, molte potrebbero essere costrette

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 26 maggio 2006 (ZENIT.org).- A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali di calcio, la Confederazione Internazionale della Caritas ha levato la voce per condannare la prostituzione, legale o illegale, e la quasi certezza che molte delle 40.000 persone “impiegate del sesso” che arriveranno in Germania per mettersi al servizio dei tifosi di calcio lo faranno contro la propria volontà.



“Questa potrebbe essere la professione più vecchia del mondo, ma la sua causa è sempre la vulnerabilità della donna che, per molti versi, non è cambiata molto in tutti questi anni”, ha affermato Duncan MacLaren, segretario generale di Caritas Internationalis, la cui sede è nella Città del Vaticano.

“Molte donne diranno che è la vita che hanno scelto, ma la disperazione economica o la mancanza di certe strutture sociali costringono le donne alla prostituzione, lasciandole con poche alternative”, ha aggiunto.

La prostituzione è stata legalizzata in Germania nel 2002. Si stima che circa 40.000 donne si dedichino nel Paese all’industria del sesso, i cui guadagni raggiungono circa 18.000 milioni di dollari statunitensi all’anno. Per almeno tre quarti queste donne sono straniere, soprattutto provenienti dall’Europa dell’Est. Poche di loro hanno i documenti in regola.

Circa 3 milioni di tifosi di calcio, per la maggior parte uomini, invaderanno 12 città tedesche per un mese in occasione dei Mondiali, che inizieranno il 9 giugno.

Fonti non ufficiali affermano che circa 40.000 persone, impiegate del sesso, si riverseranno nel Paese per rispondere agli appetiti sessuali dei tifosi.

Solo l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha annunciato ufficialmente la sua preoccupazione per il fatto che tra le 30.000 e le 60.000 donne e ragazze potrebbero essere vittime della prostituzione forzata e degli abusi sessuali durante i Mondiali.

“E’ importante riconoscere che lo sfruttamento sessuale, la prostituzione e il traffico di esseri umani sono atti di violenza contro la donna, e come tali costituiscono un’offesa alla dignità della donna e una grave violazione dei diritti umani fondamentali”, si può leggere in un documento ufficiale del Vaticano in risposta ad una serie di riunioni celebrate per trattare questo problema.

Secondo l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione, circa 500.000 donne al giorno sono vittime della tratta delle bianche in Europa dell’Est e, in genere contro la loro volontà, lavorano come schiave del sesso. La maggior parte di loro viene ingannata con la promessa di un lavoro ben pagato.

Varie organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno esortato la FIFA e alcuni giocatori a denunciare il pericolo e a sensibilizzare il pubblico durante il Mondiale. La FIFA ha detto che le è impossibile rispondere a tutte le richieste che riceve, per cui non può occuparsi della difesa di un’altra causa.

Duncan MacLaren ha denunciato la scandalosa discrepanza tra lo spirito positivo del gioco e i sordidi retroscena legati al calcio.

“I tifosi di calcio non dovrebbero sporcare il buon nome del ‘gioco’ con lo sfruttamento di esseri umani. Esortiamo tutte le persone di buona volontà a levare la propria voce contro il commercio del male, che tratta le donne come cose e non come esseri creati ad immagine e somiglianza di Dio”, ha affermato.

Tra le tante iniziative per avvisare le ragazze del pericolo che corrono, un gruppo di religiose della Polonia sta distribuendo foglietti informativi al riguardo, in sei lingue dell’Europa dell’Est. Sui volantini figurano anche numeri di telefono d’emergenza da contattare in caso di necessità.

“Le nostre risorse sono molto limitate, ma facciamo quel che possiamo”, ha detto suor Jolanta Olech, presidentessa della Conferenza delle Superiore degli Ordini Religiosi Femminili della Polonia.

“Siamo profondamente preoccupate per la pubblicazione di servizi che indicano che la vita degli uomini sarebbe molto migliore se importassero ragazze dai Paesi più poveri d’Europa”, ha aggiunto.

Un altro gruppo sta selezionando potenziali clienti, avvertendoli di fare attenzione agli indizi che denotino che le donne che hanno pagato potrebbero essere state costrette a prostituirsi. Sono stati istituiti numeri telefonici che anche i clienti possono chiamare se hanno qualche sospetto a riguardo.

Caritas Internationalis è una confederazione di 162 organizzazioni cattoliche di assistenza, sviluppo e servizio sociale, presente in più di 200 Paesi e territori.