La “Radio Vaticana”, una voce al servizio della verità e della riconciliazione, secondo il Papa

In visita alla Sede dell’emittente pontificia nel suo 75° anniversario

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 3 marzo 2006 (ZENIT.org).- Visitando questo venerdì la Sede della “Radio Vaticana” nel 75° anniversario della sua fondazione, Benedetto XVI ha definito l’emittente una voce al servizio della verità e della riconciliazione.



Poco dopo il suo arrivo a Palazzo Pio, il Papa è salito fino al quarto piano alla vecchia Regia 3, ora dedicata alla memoria del Cardinale Karol Wojtyła, che dal 1972 al 1978 era stato ospite di 21 trasmissioni della Sezione polacca.

Giunto lì, il Papa ha quindi prima benedetto la targa commemorativa del suo predecessore, collocata all’interno della Regia, per poi sedersi fra tre giornalisti della Radio, che trasmettevano in diretta, e ricevere da loro il microfono.

Dopo aver augurato a quanti lo ascoltavano sulle frequenze di “105-live” o via Internet “la pace e la gioia del Signore”, il Vescovo di Roma ha quindi ricordato che Papa Pio XI fondò questa Radio per dare “una nuova voce alla Santa Sede, anzi alla Chiesa e al Signore”.

“Una voce con la quale si potesse realmente eseguire il mandato del Signore: ‘Annunciate il Vangelo a tutte le creature sino ai confini della Terra’”, ha sottolineato.

Infatti, all’indomani dei Patti Lateranensi, Pio XI aveva incaricato Guglielmo Marconi di costruire una stazione radio all’interno del nuovo Stato della Città del Vaticano per poter comunicare liberamente aldilà dei confini nazionali. La Radio venne inaugurata il 12 febbraio 1931 con un discorso in latino trasmesso in tutto il mondo.

Dopo aver osservato con ammirazione le apparecchiature tecniche all’avanguardia di cui si è dotata la Radio nel tempo, il Vescovo di Roma ha quindi riconosciuto la particolare dimensione dell’interattività offerta dalle nuove tecnologie della comunicazione.

In questo modo, ha constatato, “oggi la voce di Radio Vaticana può giungere in ogni parte del mondo, in tante case”, ma “soprattutto c'è anche una bella reciprocità, non solo parlando ma anche accogliendo le risposte, in un vero dialogo per capire, per rispondere e per costruire così la famiglia di Dio”.

“Mi sembra questo il senso di un mezzo di comunicazione come questo: aiutare a costruire questa grande famiglia che non conosce frontiere, nella quale, nella molteplicità delle culture e delle lingue, tutti sono fratelli e sorelle, e così rappresentano una forza per la pace”, ha affermato.

Il Papa ha chiesto agli ascoltatori dell’emittente pontificia di “sentirsi coinvolti in questo grande dialogo della verità”.

Il Vescovo di Roma ha successivamnete constatato il fatto che “nel mondo dei mezzi della comunicazione non mancano, come sappiamo, anche voci contrastanti. Tanto più è importante che esista questa voce, che vuole realmente mettersi al servizio della verità, di Cristo, e così mettersi al servizio della pace e della riconciliazione nel mondo”.

Dopo il suo primo intervento in diretta ai microfoni della Radio come Papa, Benedetto XVI ha visitato gli uffici delle varie redazioni dell’emittente, che trasmette in più di 45 lingue, ricevendo da loro diversi doni.

Il Pontefice ha quindi voluto salutare personalmente – facendosi ritrarre in numerose fotografie – gli impiegati della Radio Vaticana: 384 persone di 59 nazionalità, fra cui 43 religiosi e 341 laici.

Visitando la cappella, ha partecipato ad un momento di preghiera comunitaria, animato da un coro formato da impiegati della “Radio Vaticana”.

Al termine della visita, il Papa si è riunito con il personale nella Sala Marconi, dove hanno luogo normalmente le conferenze stampa o gli incontri di livello.

Dopo il saluto di uno dei dipendenti, padre Federico Lombardi, S.I., Direttore Generale della Radio Vaticana, ha riconosciuto: “Noi siamo lieti di lavorare nella Radio del Papa. Questo è il compito che ci è stato assegnato nella vigna del Signore”.

“Siamo convinti che il nostro tempo e le nostre forze sono ben spesi nel comunicare quello che dice il Papa, quello che la Chiesa annuncia per il bene di tanti nostri fratelli e sorelle in obbedienza al Vangelo di Gesù”, ha aggiunto.

Il successore di Pietro ha quindi letto un discorso preparato in italiano in cui ha sottolineato i grandi momenti della storia di questa radio ed ha incoraggiato i nuovi cammini che la “Radio Vaticana” sta aprendo su Internet.

Prima di concludere, il Vescovo di Roma ha lasciato un consiglio particolare a tutti coloro che rendono possibile il lavoro di questa emittente radiofofinca: coltivare “incessantemente in voi uno spirito di preghiera e di fedele adesione agli insegnamenti di Cristo e della sua Chiesa”.