La Regione Campania pubblica un’Agenda anticristiana

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NAPOLI, giovedì, 23 dicembre 2004 (ZENIT.org).- La Regione Campania ha pubblicato una “Agenda della Pace”, finanziata con cinquantamila Euro attinti ai fondi pubblici, dove sono stati cancellati tutti i santi e le feste cristiane.



L’Agenda, nella quale festività religiose come il Natale, la Pasqua e la Pentecoste sono state abolite o l’Epifania è diventata il “giorno dei bimbi”, indica i giorni del calendario menzionando le diverse manifestazioni pacifiste avvenute nel mondo, o eventi come la migrazione del profeta Maometto a Medina e il capodanno cinese.

La Giunta che guida la regione Campania ha anche approvato un documento che raccomanda alle scuole di chiudere in occasione delle festività islamiche e buddiste.

Per capire cosa sta accadendo in una delle Regioni più devote d’Italia, ZENIT ha intervistato l’ingegnere Vincenzo Tuccillo, direttore della Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa , “Girolamo Savonarola” di Napoli.

Cinquantamila Euro di fondi pubblici per pubblicare e distribuire nelle scuole un’Agenda che ricorda Maometto, le festività buddiste e dimentica Cristo. Come si può spiegare?

Tuccillo: Quando non si hanno modelli da proporre si cerca di mascherare la pochezza con l’apertura ai lontani, ma dubito che i propositori dell’agenda si siano mai preoccupati di comprendere le necessità dei diversi e dei lontani offrendo loro un accoglienza rispettosa della dignità umana.

La invito ad un fine settimana napoletano per costatare come la città accoglie gli extracomunitari, i nomadi, i senza fissa dimora. Il meglio che si riesce ad offrire sono i portici della stazione o le baraccopoli, dove la mortalità infantile è altissima.

Si dimentica Cristo perché è l’unico che può offrire la vera Pace. Cristo annuncia la vera Pace, fatta di Libertà, di Giustizia di Tolleranza ma anche dell’affermazione del principio dell’unicità della Verità. Cinquantamila euro sarebbero spesi meglio se investiti in azioni reali di accoglienza.Tutto sembra essere ipocrisia politica.

La maschera della democrazia è facile da indossare, ma solo la Chiesa Cattolica in un suo documento ufficiale di magistero, l’enciclica Centesimus annus del 1991, ha affermato come essa apprezzi: “Il sistema della democrazia, in quanto assicura la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e garantisce ai governati la possibilità sia di eleggere e controllare i propri governanti, sia di sostituirli in modo pacifico, ove ciò risulti opportuno”.

Che tipo di ideologia è quella che in nome della tolleranza religiosa vuole eliminare dalla storia il Cristianesimo?

Tuccillo: E’ la stessa pseudo ideologia che qualche settimana fa ha fatto nascere il problema dei Presepi nelle scuole e prima ancora dei Crocifissi. Forse quei presidi e quegli insegnanti che hanno ritenuto opportuno abolire il presepe e l’alberello e Babbo Natale nelle scuole italiane, per non urtare una supposta suscettibilità degli studenti musulmani, hanno tratto l’ispirazione dallo stesso relativismo culturale che, oggi, ha ispirato la Regione Campania.

Costoro, molto probabilmente, non conoscono i versetti del Corano (Sura III 45-46) che recitano: “E quando gli angeli dissero a Maria: O Maria, Dio t’annunzia la buona novella d’una Parola che viene da Lui, e il cui nome sarà il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro e uno dei più vicini a Dio. Ed egli parlerà agli uomini dalla culla come un adulto, e sarà dei Buoni”.

Perché se lo conoscessero saprebbero che l'Islam, al pari del cristianesimo, venera Gesù e Maria riconosce il dogma dell'Immacolata Concezione. Capirebbero che proprio la festa del Natale potrebbe rappresentare uno straordinario momento di condivisione spirituale, di partecipazione religiosa e di intesa umana tra cristiani e musulmani e quanti, in una visione solistica, si dicono Operatori di Pace.

E che proprio la scuola, la sede istituzionale e ideale dove si forgiano la mente e l'animo delle future generazioni, dovrebbe esaltare la festa di Natale, sottolineando l’entrata nella storia dell’Uomo-Gesù, figlio di Giuseppe il Falegname e di Maria la Vergine, rendendolo un passo saliente verso il traguardo della comune civiltà dell'uomo.

A quale utopia intendono ispirarsi coloro che vogliono eliminare il contributo e la presenza di una concezione cristiana dell'uomo e della vita?

Tuccillo: Posso solo sperare che non si ispirino alle utopie fallimentari del XX secolo che hanno prodotto milioni di vittime innocenti in nome del popolo, o della supremazia di un popolo su di un altro. E’ la stessa utopia che, in nome della libertà, censura chi professa pubblicamente le proprie convinzioni cristiane anche nello svolgimento della propria attività pubblica, plaudendo chi, in nome della libertà di costumi, fa della diversità un modello da seguire e non uno stato, o una scelta, da rispettare.

Ricordo che, in Belgio, il Re Baldovino, re ma anche cristiano dalle profonde convinzioni, si sospese per non firmare una legge sull’aborto, oggi nello stessa nazione in nome della “tolleranza” è stato cancellato un murales pacifista solo perché di matrice cristiana.

Quando le amministrazioni non hanno valori da proporre richiedono maggiori “forze dell’ordine” o si risvegliano, dopo lunghi silenzi, costituendo “movimenti per la città”. E’ quello che sta succedendo a Napoli e in Campania.

Mi verrebbe da chiedere dove fosse la maggioranza di questi pii cittadini mentre la città di Napoli e la Regione perdeva la propria tradizione sociale, la tolleranza verso i diversi, il senso della legalità.

Forse dopo qualche evento eclatante si è visto qualche politico? Non mi sembra di averli mai visti offrire il proprio contributo gratuito a chi, con grande fatica morale, intellettuale ed economica ha cercato di offrire un futuro basato sulla Pace, sulla Libertà, sulla Tolleranza, rispettoso di quella profonda dignità che solo nel Cristianesimo trova il vero alimento.

L’attuale situazione della cittadinanza napoletana e campana mi sembra che sia più grave di quanto possa sembrare. Napoli è la regione del Meridione che, oggi, rispetto allealtre soffre di più i forti ritardi di interventi strutturali che dovrebbero essere la base per poter permettere lo sviluppo a più livelli: economico, sociale ed umano.

Come hanno reagito i Cattolici napoletani di fronte a questa iniziativa? E in che modo si pensa di ribadire la presenza e la testimonianza cristiana nella Regione?

Tuccillo: La reazione dei Cattolici è nell’immutato impegno, come ribadito in un passo del documento redatto in occasione della 44a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani svoltasi a Bologna 7-10 ottobre 2004. In questo scenario, emerge una volta di più l’irrinunciabile necessità di affermare, salvaguardare e realizzare il “primato della politica”, di una politica ovviamente degna di questo nome.

È principalmente compito della politica ricostituire e mantenere una democrazia reale e sostanziale, una democrazia cioè che, oltre ad essere un “metodo”, si presenta ed è riconosciuta come un valore decisivo per esprimere la stima, l’apprezzamento, il giudizio di verità e di bene sull’uomo.

Vorrei citare a questo proposito l’esortazione espressa da Sua Santità Giovanni Paolo II a Loreto, lo scorso agosto, affinché i Cattolici si impegnino in politica unitariamente, forti della propria unicità e unità di Fede: il politico cattolico è un laico ma dalle radici profondamente cristiane.