La resilienza di bambini ed adolescenti nell'affrontare i lutti

Corso sulla resilienza organizzato a Piacenza dalla parrocchia San Lazzaro e San Vincenzo de' Paoli

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di Eugenio Fizzotti

ROMA, martedì, 12 giugno 2012 (ZENIT.org).- Risale al 1950 una conferenza tenuta da Viktor E. Frank, fondatore della Logoterapia e Analisi Esistenziale, a Salzburg, intitolata “Dieci tesi sulla persona”, nel corso della quale, dopo aver affermato che «l’uomo “è composto” di fisico, psichico e spirituale” ed è quindi unità e totalità», ribadì che è opportuno «chiamare in campo la “forza di reazione dello spirito”» da cui scaturisce «la fede nella capacità dello spirito dell’uomo di separarsi, in ogni circostanza e a qualsiasi condizione, dallo psicofisico e di porsi a opportuna distanza da esso».

Ed è interessante notare che nel primo libro da lui pubblicato nel 1946, dal titolo originale Ärztliche Seelsorge e tradotto in italiano nel 1953 con il titolo Logoterapia e Analisi Esistenziale, Morcelliana, Brescia (del 2005 è la 6ª ed.), c’è un apposito paragrafo dedicato esplicitamente all’argomento della “forza di resistenza dello spirito”, finalizzato a esprimere l’opinione che la persona umana è sempre in grado di prendere posizione nei confronti dei condizionamenti, il che vuol dire che la sua libertà è tale da consentirgli di «distanziarsi dall’ingranaggio degli impulsi, dell’eredità e del mondo circostante».

Ha manifestato una notevole adesione la scoperta che della letteratura ingegneristica degli anni ’80 fanno parte studi e ricerche sulla capacità o sul processo di riorganizzazione positiva della vita che, definita dagli specialisti “resilienza”, riconosce la capacità di resistere a forze impulsive o a urti improvvisi senza spezzarsi. E utilizzando la medesima parola “resilienza” l’informatica riconosce la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati, mentre per l’ecologia e la biologia la resilienza è la capacità di un ecosistema, inclusi quelli umani come le città, o di un organismo di ripristinare l’omeostasi, ovvero la condizione di equilibrio del sistema, a seguito di un intervento esterno che può provocare un deficit ecologico, ovvero l’erosione della consistenza di risorse che il sistema è in grado di produrre rispetto alla capacità di carico.

Vista dal punto di vista psicologico come la capacità dell'uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente, risulta apprezzabile la proposta, fatta dalla Parrocchia San Lazzaro e San Vincenzo de’ Paoli a Piacenza, di organizzare il 29 e 30 giugno 2012 un corso sulla resilienza, individuando strategie e strumenti operativi per genitori, docenti, volontari, catechisti e operatori socio-sanitari per aiutare e sostenere i bambini e gli adolescenti nell’elaborazione delle perdite e dei lutti.

Responsabile del corso è il consulente educativo Marco Maggi che, avendo lavorato presso diversi enti pubblici e privati all’interno di gruppi appartamento, comunità alloggio, attività di educativa di strada e lavoro di comunità, ha dato vita a numerose e qualificate attività formative di promozione nelle scuole di ogni ordine e grado ed è autore e curatore di diverse pubblicazioni sul tema della prevenzione del disagio giovanile e la promozione del benessere. Specializzato in Pastorale della salute attraverso un corso biennale della Conferenza Episcopale Piemontese e della Consulta regionale per la pastorale della salute, da alcuni anni ha approfondito il tema del lutto, in modo specifico in riferimento ai bambini e agli adolescenti.

Di conseguenza la proposta formativa che avrà luogo il 29 e 30 giugno prossimi è «un percorso alla scoperta di come i bambini e gli adolescenti possono “resistere” con successo alle situazioni avverse della vita quali: le perdite affettive (separazioni), le perdite geografiche (allontanamento dalla propria casa, terra, lingua, cultura e religione), eventi traumatici e difficili come i lutti».

E perché ciò si realizzi vengono individuati strategie e strumenti operativi in grado di «aiutare, sostenere e rafforzare questa resilienza nei bambini e negli adolescenti che vivono e “portano” perdite e lutti all’interno dello loro luoghi di vita e di relazione».

I riferimenti teorici del corso riguardano innanzitutto la psicologia di comunità che, definita come un’area di ricerca e di intervento sui problemi umani e sociali, si rivolge in modo particolare all’interfaccia tra la sfera personale e quella collettiva, tra la sfera psicologica e quella sociale. Ed è auspicabile che, avvalendosi del contributo teorico di Abraham Maslow e di Carl Rogers, rappresentanti della psicologia umanistica, conosciuta con l’appellativo di “Terza Forza”, e particolarmente attenta al bisogno di autostima come presupposto fondamentale, si utilizzi anche la visione antropologica di Viktor E. Frankl che, sottolineando il concetto di “autotrascendenza” e di “autodistanziamento” di cui è conseguenza la felicità, favorisce il conseguimento del ben-essere esistenziale e la valorizzazione delle risorse e delle potenzialità dell’individuo.

Utilizzando nell’itinerario formativo lavoro in gruppo, scambio tra i partecipanti, giochi interattivi e visioni di video, il corso punta a far acquisire competenze sul piano esperienziale, teorico e della crescita personale.

Strutturato in quattro moduli per un totale di 22 ore affronta tematiche di particolare attualità: difficoltà e stress nei cambiamenti nella vita e resilienza; fattori di rischio e fattori protettivi di eventuali traumi; perdite e lutto infantile; perdite nella vita; ciò che i minori pensano della morte; tipologie di morti e relative reazioni; fattori che influenzano il processo del lutto; la religiosità dei bambini e degli adolescenti di fronte la morte; le caratteristiche della religiosità del bambino e dell’adolescente; la morte nelle varie religioni; le reazioni e le domande spirituali; strategie e abilità di aiuto e sostegno dei bambini e degli adolescenti; strumenti operativi per colloqui individuali e per l’animazione di gruppi di auto-mutuo aiuto.