La responsabilità dei cattolici per il futuro dell'Europa

Le dichiarazioni del cardinale Peter Erdö, presidente del CCEE

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di Anita Bourdin

ROMA, giovedì 10 maggio 2012 (ZENIT.org) – Al termine della Messa per l’Europa, presieduta ieri sera nella basilica romana di Santa Maria Maggiore, il cardinale Peter Erdö, ha rilasciato alcune dichiarazioni a ZENIT sulla responsabilità dei cattolici per il futuro del continente.

Il cardinale Erdö è arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria) e presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), che riunisce i presidenti delle attuali 33 conferenze episcopali di tutto il continente. Dagli anni ‘70, il segretariato del CCEE ha sede a San Gallo (Sankt Gallen), in Svizzera.

L’organismo conclude oggi il suo XII Congresso europeo per la catechesi, svoltosi sotto il titolo L’iniziazione cristiana nella prospettiva della nuova evangelizzazione, con un’attenzione particolare per i bambini e i giovani dai 7 ai 16 anni.

Eminenza, Lei ha appena presieduto la Messa per l’Europa, nell’anniversario della Dichiarazione di Robert Schuman del 9 maggio 1950: come aiutare i cattolici a riprendere il controllo del progetto europeo promosso da grandi figure come Schuman, De Gasperi, Adenauer?

Cardinale Erdö: I cattolici e i cristiani in generale si sentono a casa in Europa. Indipendentemente dai cambiamenti di circostanze politiche, vero? Allora è la nostra casa. E penso che anche noi siamo responsabili dell’avvenire del nostro continente. Questo significa che noi dobbiamo continuare a contribuire al lavoro comune e al progetto europeo che, sin dall’inizio, conteneva anche degli elementi preziosi dell’identità cristiana.
Credo che questa assemblea che abbiamo celebrato qui delle Conferenze episcopali europee e della nostra Commissione per la catechesi è anche preziosa. Abbiamo avuto l’occasione di occuparci un po’ dell’identità dell’Europa e del contributo che i vescovi, le conferenze episcopali, i cattolici possono apportare allo sviluppo dell’Europa.

Quali sono i vostri prossimi impegni per questo “sviluppo” dell’Europa?

Cardinale Erdö: Adesso si parlano molto di crisi, vero? Questo sarà anche il tema del grande incontro con tutte le Chiese ortodosse europee. Sarà il III Forum cattolico-ortodosso europeo, che celebreremo a Lisbona all’inizio del mese prossimo (dal 4 all’8 giugno 2012), e speriamo di avere delle posizioni comuni su molte questioni importanti.

Abbiamo avuto già due Forum in passato. Il primo sulla famiglia (in Italia, a Trento, nel dicembre 2008) e il secondo sulle relazioni tra Chiesa e Stato (a Rodi, in Grecia, nel 2010). Speriamo inoltre che la nostra assemblea plenaria, che si terrà in Svizzera, a San Gallo, dal 27 al 30 settembre, possa contribuire all’approfondimento e alla ricerca sulle questioni dell’attualità europea.