“La Resurrezione di Cristo è il punto di arrivo dell’evoluzione”, afferma il Cardinale Schönborn

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RIMINI, giovedì, 24 agosto 2006 (ZENIT.org).- “Non il cammino è il fine, bensì la Resurrezione è il senso del cammino”, per questo “la Resurrezione di Cristo è il punto d’arrivo dell’evoluzione”, sostiene il Cardinale Cristoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna.



Intervenendo il 23 agosto al Meeting di Rimini ad un incontro sul tema “Evoluzione e creazione” di fronte ad un Auditorium stracolmo di gente, composta in maggior parte da giovani, il porporato ha esordito cercando di rispondere alle domande: “Il mondo ha un senso?”, e più precisamente, “il percorso evolutivo dalla vita fino all’uomo è stato un processo casuale?”.

“Per secoli – ha spiegato il Cardinale Schönborn – la creazione è stata raccontata con la Genesi. Poi la storia scientifica del mondo soppiantò quella biblica, facendo di questa un racconto mitico. Ma solo con l’avvento del racconto darwiniano il darwinismo divenne la storia alternativa della creazione, che non necessitava più di un Creatore”.

L’Arcivescovo di Vienna ha voluto sottolineare che in realtà “fede e scienza non sono in conflitto ma in relazione”. “La ragione è l’anello di congiunzione fra scienza e fede. L’uomo per realizzare pienamente la sua natura umana deve orientare il suo cammino di vita servendosi della ragione”.

Il Cardinale Schönborn si è detto molto preoccupato dell’evoluzionismo ideologico che sta influenzando il modo di concepire la vita sociale. A questo proposito ha spiegato che in campo economico l’evoluzionismo ideologico sostiene condizioni di mercato affinché “possa innescarsi il meccanismo di selezione”.

La seconda conseguenza secondo l’Arcivescovo di Vienna è nella pedagogia dove si assiste ad una economizzazione riduzionista dell’istruzione.

Ancora più grave l’influenza dell’evoluzionismo ideologico nel campo dell’etica della vita dove chi rifiuta l’idea di un “Dio-designer” , propone un “uomo-designer” e cioè l’eugenetica, la genetica preimpianto, gli embrioni soprannumerari e il loro utilizzo per la produzione di cellule staminali.

“Progressi – ha commentato Schönborn – che si rivelano problematici. L’uomo-designer non ispira molta fiducia, anzi…”

A questo proposito l’Arcivescovo di Vienna si è rammaricato per il fatto che l’Italia abbia “abbandonato l’alleanza politica con Germania, Austria e Polonia che si oppone al finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali” auspicando che tale gesto “sia riparato”.

In conclusione il Cardinale Schönborn si è domandato: “Che evoluzione sarebbe se la Resurrezione e la vita eterna non fossero il fine ultimo?”.

“Per quanto possa apparire in alcuni passi privo di finalità e orientamento – ha affermato – a partire dalla Pasqua il lungo cammino ha avuto un senso. Non il cammino è il fine, bensì la Resurrezione è il senso del cammino”.