La ricerca sulle staminali deve essere resa nota al grande pubblico

Intervista al Premio Nobel, John Gurdon, a margine della conferenza internazionale in Vaticano

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Ann Schneible | 633 hits

Per quanto riguarda la ricerca sulle cellule staminali adulte e il progresso della relativa terapia, è essenziale promuovere la consapevolezza e la comprensione di questa complessa scienza. Lo ha affermato il Premio Nobel per la Medicina, John Gurdon.

Il dottor Gurdon è stato uno dei relatori di spicco durante la sessione di ieri mattina della Seconda Conferenza Internazionale sulle cellule staminali adulte in Vaticano, tenutasi in Aula Paolo VI.

La conferenza mira a rendere noti i progressi compiuti nella ricerca e nella terapia sulle cellule staminali adulte, attraverso un forum nell’ambito del quale i leader in questo campo, hanno condiviso idee e si sono confrontati. Con questo obiettivo, gli organizzatori della conferenza hanno messo insieme esperti di vari ambiti, cattolici e non cattolici, scienziati, medici, bioeticisti, politici e giornalisti. Poiché il primo obiettivo della conferenza è quello di esaminare la ricerca sulle cellule staminali adulte nel suo complesso, i partecipanti – tra cui il dottor Gurdon – provengono dai più svariati punti di vista religiosi, etici e morali, compresi coloro che non condividono la dottrina della Chiesa Cattolica.

Biologo dello sviluppo, attivo a Cambridge, in Inghilterra, il dottor Gurdon ha vinto nel 2012 il Premio Nobel in Fisiologia e Medicina per aver scoperto come le cellule adulte possono essere trasformate in cellule staminali analoghe alle embrionali. Questa scoperta è fondamentale per l’esplorazione nella ricerca sulle cellule staminali adulte e per i suoi benefici terapeutici.

Il Premio Nobel si è intrattenuto con ZENIT, conversando sull’importanza di trasmettere tale ricerca al grande pubblico.

Quali sono state le sue impressioni su questo meeting?

Gurdon: Ciò che mi ha insegnato più di questo meeting è stato apprendere la finalità clinica delle nostre ricerche. Nel mio lavoro non c’è legame con l’ambito clinico, sebbene io sia ben consapevole del punto in cui molti scienziati sono arrivati nei loro sforzi di portare il loro lavoro a beneficio del paziente.

Perché è così significativo che una conferenza su questo tema sia stata promossa dal Vaticano?

Gurdon: Personalmente, io sono quello che chiamereste un liberal. Non sono cattolico, sono un cristiano della Chiesa Anglicana. Non condivido alcuni degli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Proprio per questo, tuttavia, è di grande interesse per me, incontrare persone che mi dicano perché osservano determinati principi. Inoltre non ero mai stato in Vaticano prima d’ora, è una nuova esperienza e sono grato per questo.

Cosa vorrebbe che il grande pubblico apprendesse da questa conferenza?

Gurdon: Immagino la gente sarà interessata ai dibattiti religiosi ed etici che hanno avuto luogo. Ma questi temi vanno al di là del mio ruolo, non vi sono coinvolto. Spero, però, che, come me, siano interessati a vedere a che punto è questo campo a livello terapeutico.

Perché è importante trasmettere una disciplina scientifica così complessa a chi è meno scientificamente istruito?

Gurdon: Per chi non è scienziato, penso sia importante comprendere in cosa consista il lavoro in questo ambito. Il pubblico può quindi supportare questo tipo di lavoro ed è quello che sicuramente vogliamo. Mi auguro che ci siano sempre più persone con interessi scientifici, piuttosto che persone che trascorrono il loro tempo ad ascoltare le celebrità televisive. E devo dire che molte delle persone che incontro sono davvero interessate. Incrementare il livello di interesse del pubblico, ritengo sia davvero una buona cosa.

Più la gente è consapevole del tipo di discussione che ha luogo, meglio è, perché i sentimenti avversi che certa gente può provare, credo siano interamente dovuti al fraintendimento; semplicemente essi non sanno abbastanza di quello che si fa in questa disciplina. Se qualcuno può giocare una parte nel provare a spiegare alla gente cosa si fa e cosa si farà in futuro, ciò – spero – li renderà entusiasti. E alla fine avrà anche effetti positivi di incremento del sostegno governativo, che è ciò di cui abbiamo bisogno per questo lavoro.