La rivoluzione evangelica di papa Francesco

Il Pontefice "venuto dalla fine del mondo" vuole riportare gli uomini del nostro tempo a Dio, a Gesù Cristo e alla Buona Novella

Milano, (Zenit.org) Padre Piero Gheddo, PIME | 461 hits

Un anno fa, il 13 marzo 2013, Giorgio Mario Bergoglio era eletto da 115 cardinali Vescovo di Roma e Pontefice della Chiesa cattolica universale, il 263° discendente dell’Apostolo San Pietro. A un anno di distanza, Papa Francesco continua a suscitare nei popoli anche non cristiani tante speranze di pace, di giustizia, di gioia di vivere, di crescita umana ed economica per tutti. Un interesse inspiegabile, poichè Francesco non ha alcun potere economico-politico-militare-scientifico-tecnico, così da poter influire sull’andamento delle vicende mondane. Si spiega solo per un motivo soprannaturale. Il Papa argentino ripropone ai popoli, con la sua persona, i suoi gesti e le sue parole, il Vangelo e le Beatitudini di Gesù, un’autentica rivoluzione rispetto alla disumanità del mondo in cui viviamo, che specialmente nel nostro Occidente post-cristiano, sembra aver eliminato Dio dall’orizzonte dell’uomo e della società.

Da duemila anni le Chiese cristiane proclamano la Buona Notizia che è nato il Salvatore dell’uomo e già in passato il “primo annunzio” aveva provocato un terremoto benefico nei popoli, come pure capita anche oggi, in territori e popoli limitati, nelle missioni e ora giovani Chiese. L’annunzio delle Beatitudini non ci commuove più, l’abbiamo sentito tante volte! In ogni epoca storica il Vangelo è sempre nuovo, ma perché Francesco viene accolto in modo così corale quasi senza obiezioni o rifiuti? Nel recente passato Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II erano Papi “popolari”, che toccavano il cuore dei popoli. Con Francesco si verifica un fatto nuovo. Lui stesso si mette a livello della gente comune, parla a braccio, i suoi discorsi si riferiscono alla vita quotidiana e li capiscono tutti. Sembra quasi che dica: voi sapete già cosa dice la Chiesa, cosa dicono la dottrina e la morale cristiana. Adesso vediamo un po’ come noi stessi viviamo o possiamo vivere questa millenaria tradizione. Papa Francesco scende dalla Cattedra pontificia, rinunzia ai lussi e ai fasti tradizionali, si proclama “peccatore”, è uno di noi che fa lo stesso nostro cammino e ha le nostre stesse tentazioni, è trasparente, non vuole segreti, anzi spalanca tutte le nicchie, i ripostigli, le cassaforti vaticane in modo da iniziare la purificazione della Chiesa proprio dal suo centro.

Soprattutto, quando parla provoca sempre chi lo ascolta. Non fa ragionamenti, ma fa la revisione di vita ogni giorno, nel commento al Vangelo a Santa Marta spiega cosa vuol dire Gesù, ma poi subito applica il Vangelo alla vita quotidiana, sua e della gente. Si veda ad esempio il discorso del 14 febbraio 2014 in Piazza San Pietro alle decine di migliaia di fidanzati, venuti da ogni parte del mondo. Un predicatore all’antica avrebbe spiegato cos’è il fidanzamento, quali sono le regole da osservare, citando passi del Vangelo e il Catechismo della Chiesa cattolica. Papa Francesco si fa preparare tre domande dai fidanzati e risponde direttamente raccontando fatti ed esempi: perché il matrimonio è per sempre? Come vivere assieme il matrimonio e la preparazione alle nozze? Domande che tutti si fanno, quindi l’attenzione è assicurata, e poi i fatti, i proverbi, le battute che Francesco fa saranno ricordati, mai un Papa ha parlato in modo così diretto e personale alla gente che lo ascolta. E’ la realtà vista dalla parte della gente, non dalla parte della millenaria Dottrina della Chiesa. Naturalmente spiegando la Dottrina, ma applicandola alle situazioni umane del nostro tempo.

Ma insomma, qual è, in fondo, la rivoluzione di Papa Francesco? Nient’altro che questa: vuole riportare gli uomini del nostro tempo a Dio, a Gesù Cristo, al Vangelo. In lui non c’è alcuna rottura con i Papi precedenti e con la Tradizione cristiana, che però, come i Manuali della morale cristiana, i Codici di diritto canonico, le norme liturgiche, i Concili ecumenici e le encicliche dei Papi vengono pubblicati per adattare, “aggiornare” (come diceva Giovanni XXIII) la dottrina e la morale cattolica agli uomini di tutti i tempi. La Verità rivelata rimane ferma, ma viene interpretata e applicata in modi diversi secondo le varie epoche storiche e l’evoluzione dei popoli. Gesù ha detto ai suoi Apostoli: “Ho ancora molte cose da dirvi, ma ora non potete comprenderle; quando però verrà lo Spirito della verità, vi guiderà verso tutta la verità… Lo Spirito riprenderà quanto io ho insegnato e ve lo farà capire meglio” (Giov. 16, 12-15).

L’ultima rivelazione di Dio è quella di Gesù Cristo, ma noi uomini non possiamo mai comprendere pienamente il pensiero di Dio, la volontà di Dio. Ecco perchè dalla Parola di Dio autenticata dalla Chiesa, nei duemila anni di cristianesimo lo Spirito ha rivelato, ha fatto capire tante cose contenute nel Vangelo. Questa è la grande “Tradizione della Chiesa”, che è fonte di rivelazione come la Parola di Dio scritta, l’Antico e il Nuovo Testamento. La Chiesa ha compreso a poco a poco più profondamente il Vangelo ed è cambiata nei secoli in tante cose: ad esempio, il giudizio sulle religioni non cristiane (“Nostra Aetate” del Vaticano II), la libertà religiosa di ciascun uomo (“Dignitatis humanae”), la “collegialità” dei vescovi con il Papa (“Lumen Gentium”, Capitolo III), la Messa nelle lingue locali “Sacrosanctum Concilium”, n. 36), ecc. Papa Francesco è su questa linea, ad esempio convocando il Sinodo sulla Famiglia e interrogando le Chiese di tutto il mondo, porterà un rinnovamento e “aggiornamento” non del modello di matrimonio secondo il Vangelo, ma delle norme pastorali e giuridiche per vivere il modello nel mondo d’oggi.

Molti ancora si chiedono qual’è, com’è la rivoluzione evangelica di cui Papa Francesco è il primo missionario e modello. Eppure è facile capirlo: che tutti noi battezzati diventiamo sempre più autentici seguaci e imitatori di Gesù Cristo, per trovare l’entusiasmo e la gioia di essere suoi testimoni, luce del mondo e sale della terra. Nessuno può tirarsi fuori da questa “revisione di vita” secondo il Vangelo: cardinali, vescovi, preti, suore, laici, l’importante è che ciascuno di noi abbia a cominciare la rivoluzione evangelica della Chiesa, partendo da se stesso. Tornare a Cristo affinché, con l’aiuto dello Spirito Santo, il mondo in cui viviamo diventi meno disumano e più umano.

(Fonte: blog ARMAGHEDDO. L'attualità vista da padre Piero Gheddo, missionario-giornalista". L'indirizzo del sito ufficiale di padre Gheddo è http://www.gheddopiero.it/)