La Rota Romana analizza 1.181 cause nei cinque continenti

Nella stragrande maggioranza, si pronuncia sulla dichiarazione di nullità matrimoniale

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CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 29 gennaio 2007 (ZENIT.org).- All’inizio di quest’anno giudiziario, il Tribunale della Rota Romana ha in corso 1.181 cause di tutti i continenti.



Lo ha reso noto questo sabato nell’udienza che ha avuto con Benedetto XVI il Vescovo polacco di 71 anni monsignor Antoni Stankiewicz, decano di questo Tribunale della Santa Sede.

Secondo quanto reso noto dal presule, di queste cause 687 provengono dall’Europa, 413 dall’America settentrionale, centrale e meridionale, 64 dall’Asia, 12 dall’Africa, 5 dall’Australia e dalla Nuova Zelanda.

Come ha dichiarato egli stesso, “le cause di nullità matrimoniale sono le più ricorrenti nella Rota”.

La dichiarazione di nullità da parte dei tribunali ecclesiastici non è una dissoluzione di un vincolo matrimonale (divorzio), ma la constatazione, a nome della Chiesa, dell’inesistenza fin dall’inizio di un vero matrimonio.

In base all’istruzione “Dignitatis Connubii (La dignità del matrimonio), pubblicata dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi nel febbraio 2005, tutti i Vescovi devono costituire per la propria diocesi un tribunale diocesano per giudicare queste cause.

Attualmente esistono circa ottocento tribunali diocesani o interdiocesani della Chiesa latina, che affrontano quasi esclusivamente cause di nullità matrimoniale. La Rota Romana giudica in seconda istanza le cause già giudicate da tribunali ordinari di prima istanza e rimesse alla Santa Sede per legittimo appello.

Le cause a ruolo l'anno scorso erano 1.679 (tra cause pendenti, nuove cause, cause decise e decreti del decano), l'anno prima 1.637.

Le decisioni sono state invece 262, di cui 126 sentenze definitive; di queste ultime solo 69 sono state le sentenze affermative, che hanno dichiarato nullo il matrimonio.

Il 67% delle cause ha beneficiato del gratuito patrocinio.

L'anno scorso le cause provenivano da 27 Paesi, fra i quali anche Cuba e Israele.

Il Paese in testa alla lista è l'Italia con 128 cause inoltrate in seconda istanza dai tribunali diocesani, seguita da Stati Uniti (38), Polonia (19) e Libano (12).

I giudici rotali oggi sono 20: 9 italiani, 2 polacchi, 2 americani, 2 libanesi, 1 spagnolo, 1 tedesco, 1 francese, 1 brasiliano e 1 scozzese.