La Russia nel quadro delle apparizioni di Fatima

Intervista a padre Mario Piatti icms, direttore del mensile "Maria di Fatima"

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 825 hits

I recenti sviluppi nell’Europa dell’Est hanno ravvivato il dibattito sulla profezia mariana di Fatima sulla consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. Per approfondire il tema ZENIT ha incontrato padre Mario Piatti IMCS, sacerdote dei Servi del Cuore Immacolato di Maria e direttore della rivista Maria di Fatima, organo ufficiale di stampa della Congregazione.     

Negli ultimi anni si fa un gran parlare delle profezie di Fatima, in particolare riguardo alla Russia: cosa avvenne veramente e cosa disse davvero la Madonna?

Padre Mario Piatti: Possiamo ricostruire, con fedeltà e obiettività, gli eventi di Fatima e risalire alle parole rivolte dalla Vergine stessa ai Pastorelli soprattutto grazie agli scritti di Lucia. Essi hanno una valenza di indiscutibile autenticità, data la grande riluttanza a rivelare l’accaduto da parte dell’autrice (avrebbe preferito vivere totalmente nascosta in Dio e dimenticata dal mondo) che redasse le sue sei “Memorie” solo per obbedienza e con l’esplicito desiderio di narrare solo e soltanto i fatti nella loro integrale verità. Nelle “Memorie” (raccolte in due volumi - a cura del Secretariado dos Pastorinhos di Fatima - ancora poco conosciuti e che andrebbero invece tanto più divulgati e meditati, in tutto il mondo cattolico), a proposito della apparizione del 13 luglio 1917 si fa esplicito riferimento alla Russia. Maria Santissima, offrendo una panoramica profetica sul secolo XX, avverte del rischio incombente sulla umanità, a causa del dilagante diffondersi del peccato: “Se ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, spargerà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati... Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà...”. Inoltre, in una famosa visione avuta da Lucia nella cappella del Noviziato delle Suore Dorotee a Tuy, in Spagna, il 13 giugno 1929 (v. Appendice II al I volume delle “Memorie”) la Madonna rinnovò il suo appello: “È arrivato il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i Vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo di salvarla con questo mezzo...” . La Russia fu dunque espressamente citata dalla Madre del Signore, nel corso delle apparizioni e in successive esperienze mistiche di Lucia.

La rinascita cristiana di questo grande paese slavo lascia davvero pensare che quella profezia si sta realizzando in questi anni: è vero o dobbiamo mantenere la prudenza su questo fronte?

Padre Mario Piatti: La caduta del Muro di Berlino è stata spesso posta in relazione con la solenne Consacrazione compiuta dal beato Giovanni Paolo II il 25 marzo 1984, a Roma, dinanzi alla statua della Vergine, custodita nella Cappellina delle Apparizioni, a Fatima. Molti sperarono, allora, di assistere a un repentino capovolgimento di fronte, a una conversione immediata e universale del “blocco” sovietico. I processi storici e i percorsi spirituali dei popoli hanno invece le loro tappe e i loro tempi di maturazione. L’insistente e diretto riferimento alla Russia (parola, come si sa, sconosciuta ai Pastorelli e da loro riferita senza comprenderne il senso) certamente induce a ricercare, nella luce profetica di Fatima, il legame di quella predizione con gli avvenimenti successivi, compresi gli ultimi attuali sviluppi.  La prudenza, in questo “campo minato”, non è mai troppa - è vero - e i facili “trionfalismi” devono cedere spesso il passo a un realismo più concreto e verificato. Tuttavia è perlomeno “incoraggiante” percepire positivi segnali di risveglio spirituale proprio là, da dove, in un recente passato, sono scaturire le perverse radici di una ideologia che ha prodotto e ancora produce tanti frutti nefasti.       

Al ritorno della fede cristiana nella Russia post-comunista, si aggiungono incoraggianti contatti diplomatici (incontro Papa Francesco-Putin, con il presidente russo che bacia l'icona mariana) ed evidenti progressi dell'ecumenismo catto-ortodosso. È possibile intravedere nel messaggio di Fatima anche una ricucitura dello scisma d'Oriente?

Padre Mario Piatti: Mi ha sempre fatto riflettere questo diretto ed esplicito riferimento - nel quadro degli eventi del 1917 - alla Russia, terra a prevalenza “ortodossa”: Fatima, senza voler forzare artificiosamente la mano, indubbiamente racchiude un forte richiamo anche al Cristianesimo d’Oriente, nel quale la devozione alla Madre di Dio e la spiritualità mariana sono state sempre ampiamente coltivate e promosse. Un rilievo centrale - d’altra parte - assume, nelle Apparizioni, la figura del Santo Padre, garante del deposito della Fede e della unità dei credenti. Credo, cioè, che la Madonna ci abbia maternamente voluti introdurre nel cuore di un vero ecumenismo, che favorisce le antiche tradizioni - orientali e occidentali - e che indica nel carisma proprio del Vescovo di Roma l’anello imprescindibile di connessione, per custodire la vera comunione universale dei credenti in Cristo. Anche in questo campo - a cui siamo oggi particolarmente sensibili - valgono le grandi dimensioni indicate dalla Vergine: la preghiera, la conversione dl cuore, il sacrificio e la penitenza, nell’esercizio costante della carità. Ella non indice convegni o conferenze (peraltro spesso utili): ci insegna piuttosto ad amare, a impegnarci in un cammino concreto, sincero e rispettoso, di confronto e di dialogo.

Maria è anche "regina della Pace": ritiene che quello che accade in Russia sia significativo ai fini della pace, in particolare in Medio Oriente?

Padre Mario Piatti: Ogni autentico segnale di pace è un sintomo positivo, che non può che essere accolto con viva speranza, pensando anche alla tormentata Terra Santa e ai suoi secolari problemi. “Cova da Iria”, l’immenso avvallamento nel quale apparve la Vergine nel 1917, significa, guarda caso, “Conca della Pace”. Nella vasta rete di simbologie, legate a Fatima, l’accenno alla Pace è determinante. L’Angelo stesso, apparso nel 1916 per tre volte ai Pastorelli, si definì “Angelo della Pace” e invitò i piccoli veggenti a prostrarsi e ad adorare con lui l’imperscrutabile mistero di Dio. La Vergine Maria accennò alla Guerra in corso, la Prima Guerra Mondiale, assicurando che la preghiera e il sacrificio avrebbero anticipato la fine del conflitto. In tempi recentissimi - il 7 settembre scorso - Papa Francesco ci ha dato una ulteriore prova della “potenza inerme” delle armi spirituali: l’universale appello, da lui esteso a tutti “gli uomini di buona volontà” ha, di fatto, fermato i bombardieri, già pronti a seminare ulteriore distruzione e morte in Siria. Poco più di un mese dopo, il 12 e il 13 di ottobre, il Santo Padre ha accolto, in Piazza San Pietro, la statua della Vergine venerata nella Cappellina di Fatima: non penso che si tratti di una semplice casuale coincidenza...

Dovremmo tutti credere di più alla forza della preghiera: la logica di Dio confonde i progetti dell’uomo e la via dell’amore si rivela sempre vincente e convincente, seppure passi immancabilmente attraverso la via della Croce. Per questo, credo che anche il Medio Oriente, con tutti i drammi insolubili e le ricorrenti tensioni che ben conosciamo, possa trovare giovamento dall’impegno di tutti, dalla preghiera di tutti.

Siamo alla vigilia della solennità dell'Immacolata: questa ricorrenza è strettamente legata alle apparizioni di Lourdes. C'è tuttavia anche un legame con Fatima?

Padre Mario Piatti: Ogni autentica apparizione, valutata e sapientemente approvata dalla Chiesa, ha una sua fisionomia spirituale, una sua specifica bellezza. Personalmente preferisco evitare troppo facili nessi, a volte un po’ forzati, tra un evento mariano e l’altro, seppure sia evidentissimo e indiscutibile il “filo di Grazia” che unisce e assimila, nel comune sguardo della nostra Madre celeste, luoghi e tempi distanti e differenti.

Mi permetto solo di segnalare due aspetti, tra i molti altri possibili: la semplicità e l’umiltà dei veggenti; i richiami a una solida vita interiore e alla pratica della Fede; le condizioni di difficoltà o di aperta avversione a cui vanno incontro Bernadette e i Pastorelli, che sembrano più significativi.

In primo luogo sia a Lourdes sia a Fatima viene sottolineato il potere della Autorità ecclesiastica: la Vergine stessa conferma il dogma della Immacolata, solennemente proclamato, appena 4 anni prima, dal beato Pio IX. A Fatima, come dicevo, il frequente riferimento al Santo Padre ne caratterizza la figura e il ruolo unico, di garante della unità nella Fede. È un aspetto che andrebbe forse maggiormente approfondito, nel panorama delle Apparizioni mariane.

In secondo luogo, a Fatima la Madonna parla, in più occasioni, del suo Cuore Immacolato: lo mostra circondato di spine; chiede riparazione per i peccati, che lo feriscono e lo offendono; invita espressamente alla Consacrazione; ne annuncia - paradossalmente, proprio parlando delle sciagure provocate dal male e dalla cattiveria dell’uomo - l’immancabile Trionfo. È come se il dogma della Immacolata, proclamato nel 1854, confermato a Lourdes nel 1858, trovasse a Fatima il suo sviluppo, la sua piena esplicitazione nella immagine del “Cuore“, ricchissima dal punto di vista biblico e più facilmente e immediatamente comprensibile, per la sua valenza affettiva, da tutti. L’Immacolata è una Madre che ci ama teneramente, il cui Cuore vive, palpita, soffre e offre tutto per noi, suoi figli.