La salvaguardia del creato è la via per la pace

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GINEVRA, martedì, 8 giugno 2004 (ZENIT.org).- Si è conclusa il 6 giugno scorso a Namur, in Belgio, la Sesta Consultazione delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE) sulla responsabilità per il creato.



In collaborazione con la “Bergerie de la Forête” e su invito della conferenza episcopale del Belgio e del vescovo di Namur André-Mutien Léonard la Ccee ha sviluppato il tema: “La responsabilità delle chiese e delle religioni per la creazione”.

Presenti ai lavori circa 60 delegati di 19 paesi tra cui rappresentanti della Santa Sede, del Pontificio consiglio Iustitia et Pax, della Commissione degli episcopati presso l'UE (Comece), della Rete ecumenica europea per l'ambiente (ECEN), di Justitia et Pax Europa, degli ordini religiosi (UCESM).

L’assemblea si è trovata d’accordo nel definire la responsabilità per il creato come “ una sfida centrale per il futuro della terra, per la difesa della pace e anche per la testimonianza cristiana nella società contemporanea”.

I delegati hanno identificato il dialogo ecumenico e interreligioso come “un elemento necessario per la responsabilità ecologica”.

“Non c’è pace senza dialogo ecumenico e interreligioso; non c’è pace senza giustizia; non c’è giustizia senza corretta gestione e salvaguardia delle risorse del creato” è scritto nel comunicato finale diffuso dalla CCEE.

“Sono necessarie azioni concrete e dialoghi intensi per fare in modo che i conflitti ecologici sull'accesso alle risorse di acqua (come in Medio oriente), petrolio (in Iraq) e terra coltivabile (Africa) vengano bloccati e non trasferiti sul piano religioso”, hanno scritto i delegati presenti alla consultazione.

In tema di pace il comunicato della CCEE afferma che: “Per evitare ogni possibile ambivalenza delle religioni monoteistiche nei confronti della violenza, il dialogo interreligioso e l'ecumenismo diventano i presupposti determinanti per la pace e quindi anche per la sostenibilità”.

La consultazione riconosce che i temi ambientali sono anche un ottimo campo di dialogo e di incontro con i gruppi della società civile, gruppi non credenti, agnostici.

Per quanto riguarda le esperienze in Europa si nota una differenza tra Occidente e Oriente. Nell’Europa dell’est, stanno nascendo iniziative soprattutto nell’ambito della formazione e dell’informazione sui temi ambientali.

Nei paesi dell’Europa occidentale il dialogo ecumenico è una piattaforma significativa per una azione pratica delle Chiese in settori ecologici.

La Ccee prevede “un’azione e una presa di posizione comune delle Chiese sui temi dell’ambiente” in occasione della terza assemblea ecumenica europea che si svolgerà nel 2007 a Bucarest, in Romania.

A questo proposito “un documento sarà inviato alle Conferenze episcopali, per sostenerle nel loro impegno per la salvaguardia del creato”.