La Santa Sede all'ONU: gli esseri umani non sono ostacoli allo sviluppo
Promuove un'economia verde basata sulle persone
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Questo lunedì Charles Clark, docente di Economia alla St. John's University, si è rivolto al Secondo Comitato Preparatorio per la Conferenza ONU sullo Sviluppo Sostenibile a nome dell'Arcivescovo Francis Chullikatt, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite.
Sono infatti in corso gli incontri per la preparazione della conferenza sullo sviluppo Rio+20, che avrà luogo dal 4 al 6 giugno 2012 a Rio de Janeiro (Brasile) in occasione del 20° anniversario del Summit della Terra del 1992.
“Nel perseguire l'obiettivo di un''Economia Verde nel contesto dello Sviluppo Sostenibile e dello Sradicamento della Povertà' (GESDPE), la mia delegazione spera che non si dimentichi che lo scopo dello sviluppo è lo sviluppo umano integrale e che tutte le nostre strategie e pratiche devono essere giudicate alla luce di questo standard – perché gli esseri umani sono e devono rimanere al centro della nostra preoccupazione”.
“Se gli esseri umani nella loro piena umanità non vengono visti come obiettivo ultimo dello sviluppo come è stato concordato a Rio vent'anni fa, allora temiamo che gli esseri umani verranno visti da molti come la principale barriera allo sviluppo”, ha avvertito.
“Possiamo essere certi di quali esseri umani saranno – ha aggiunto il delegato –: i poveri; gli emarginati; gli inopportuni; quelli che ancora devono nascere e quelli che per età, disabilità o malattia non possono difendersi”.
“La maggior parte delle strategie e delle politiche dello sviluppo che hanno fallito nel promuovere uno sviluppo umano integrale in passato lo hanno fatto perché hanno ridotto gli esseri umani a un'ombra della loro umanità”, ha osservato Clark.
“Da un lato ci viene detto che l'interesse personale e la cupidigia sono gli unici vettori del comportamento umano, e che i 'mercati liberi' sono tutto ciò di cui c'è bisogno per trasformare il vizio privato in virtù pubblica. Dall'altro ci si dice che la natura umana è opera della società, dandoci una strategia di sviluppo che si concentra su strutture e istituzioni, con la speranza che le giuste istituzioni saranno sufficienti a promuovere lo sviluppo”.
Tutta la verità
Clark ha riconosciuto che “ogni punto di vista contiene parte della verità: gli esseri umani sono spesso guidati dall'interesse personale, le istituzioni sociali modellano molto gli atteggiamenti e le azioni degli uomini, i mercati e la politica governativa hanno entrambi potenziale per promuovere il bene comune”.
“L'umanità, però, non può essere ridotta a ego egoisti o a costrutti sociali”, ha dichiarato il delegato.
“Una piena comprensione di ciò che significa essere umani deve includere anche la solidarietà fondamentale, che è una parte necessaria della nostra umanità”.
“Un'economia non basata su un'etica e su una moralità centrata sulla persona strumentalizzerà senza dubbio i beni della terra a beneficio dei ricchi e potenti”, ha messo in guardia Clark.
“Trasformerà gli indicatori sociali e ambientali, che possono essere strumenti preziosi per aiutare a promuovere un'autentico sviluppo umano, in elementi statistici e falsi obiettivi che danno un'apparenza di progresso senza produrre la realtà del progresso autentico”.
“O peggio – ha sottolineato –, possono diventare scuse per sacrificare i diritti umani e attaccare la dignità umana, il tutto per una visione distorta del bene comune”.
“Il vero sviluppo non sarà e non può essere prodotto solo da cambiamenti nelle strutture o incentivi del mercato”, ha concluso il delegato. “Di pari importanza è il cambiamento di mente e cuore, così come le nostre azioni derivanti da questo”.


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