La Santa Sede approva gli Statuti dell'Associazione internazionale esorcisti

L'Associazione, fondata nel 1991 su idea di padre Amorh, conta oggi 250 esorcisti di 30 paesi. Il presidente p. Bamonte: "Motivo di gioia non solo per gli associati, ma per tutta la Chiesa"

Roma, (Zenit.org) Redazione | 591 hits

Con decreto del 13 giugno 2014, la Congregazione per il Clero ha riconosciuto giuridicamente l’Associazione internazionale esorcisti (Aie). In base al canone 322 paragrafo 1 del Codex iuris canonici, ne ha infatti approvato gli statuti, conferendole personalità giuridica privata quale associazione privata internazionale di fedeli secondo il canone 116 paragrafo 2, con tutti i diritti e gli obblighi stabiliti dal codice stesso.

Ne dà notizia L'Osservatore Romano, informando che l’idea di riunire in associazione gli esorcisti venne in Italia a don Gabriele Amorth, religioso della Società San Paolo, negli anni '80 del secolo scorso. In quel periodo infatti si andavano diffondendo pratiche occulte e un crescente numero di fedeli, ritenendosi in pericolo o minacciati, si rivolgeva a esorcisti. Maturò allora l’idea di riunire gli esorcisti per scambiare esperienze e riflessioni in modo da poter offrire un aiuto più concreto ed efficace a quanti si rivolgevano loro, che sfociò, il 4 settembre 1991, nella istituzione dell’Associazione italiana esorcisti, che oggi conta 250 esorcisti provenienti da 30 nazioni.

Nel 1993 don Amorth e altri esorcisti italiani parteciparono a un convegno organizzato dall’esorcista francese René Chenessau e dal teologo René Laurentin. L’esperienza fu positiva, e venne ripetuta nel 1994 ad Ariccia, dove si decise di dare continuità a questi incontri internazionali, con cadenza biennale. Fu eletto presidente della struttura organizzativa don Amorth e venne stesa la bozza di statuto di un’associazione internazionale.

Il religioso italiano si dimise nel 2000, proponendo come successore don Giancarlo Gramolazzo, religio-so orionino che restò alla guida per tre mandati successivi, impegnandosi anche a redigere e a sottoporre alla Santa Sede nuovi statuti per l’asso-ciazione. Morto nel 2010 don Gramolazzo, il cammino è stato continuato dal cappuccino Cipriano de Meo, presidente ad interim, al quale nel 2012 è succeduto come presidente padre Francesco Bamonte, dei Servi del cuore immacolato di Maria, esorcista nella diocesi di Roma.

L’approvazione dell’Aie da parte della Santa Sede "è motivo di gioia non solo per noi associati, ma per tutta la Chiesa", afferma padre Bamonte al quotidiano vaticano. Il sacerdote ricorda come Dio chiami alcuni preti "a questo prezioso ministero dell’esorcismo e della liberazione", con il compito di "accompagnare con umiltà, fede e carità le persone bisognose di una specifica attenzione spirituale e pastorale", in modo da sostenerle e incoraggiarle nel "cammino della liberazione e per ravvivare in loro la speranza". 

Il presidente dell’Aie si augura poi che "altri sacerdoti si rendano conto di questa drammatica realtà, spesso ignorata o sottovalutata", dal momento che anche "l’esorcismo è una forma di carità, a beneficio di persone che soffrono", e, senza dubbio, rientra "tra le opere di misericordia corporale e spirituale".