La Santa Sede chiede giustizia

Furto, ricettazione, divulgazione di documenti privati, illegittimamente appresi e detenuti, per diffamare la Chiesa

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CITTA' DEL VATICANO, sabato, 19 maggio 2012 (ZENIT.org).- Di fronte alla continue, ripetute e criminali azioni di furto, diffamazione, ricettazione, appropriazione per uso commerciale di lettere private inviate al Pontefice Benedetto XVI, la Santa Sede ha annunciato di voler adire alle vie legali.

Con un comunicato diffuso oggi 19 maggio, la Sala Stampa Vaticana afferma che “la nuova pubblicazione di documenti della Santa Sede e di documenti privati del Santo Padre non si presenta più come una discutibile – e obiettivamente diffamatoria – iniziativa giornalistica, ma assume chiaramente i caratteri di un atto criminoso”.

Il comunicato non lo precisa, ma si tratta di un libro appena pubblicato in Italia scritto dallo stesso giornalista che ha rivelato le missive private che il Nunzio a Washington ha inviato al Papa.

Aggiunge il comunicato che “Il Santo Padre, ma anche diversi dei suoi Collaboratori e dei mittenti di messaggi a Lui diretti, hanno visto violati i loro diritti personali di riservatezza e di libertà di corrispondenza”.

Per questo motivo “La Santa Sede continuerà ad approfondire i diversi risvolti di questi atti di violazione della privacy e della dignità del Santo Padre – come persona e come suprema Autorità della Chiesa e dello Stato della Città del Vaticano – e compirà i passi opportuni, affinché gli attori del furto, della ricettazione e della divulgazione di notizie segrete, nonché dell’uso anche commerciale di documenti privati, illegittimamente appresi e detenuti, rispondano dei loro atti davanti alla giustizia”.

Se necessario - conclude il comunicato – la Santa Sede “chiederà a tal fine la collaborazione internazionale”.