La Santa Sede convoca un Forum di giovani di tutto il mondo sull’università

Un’opportunità per formare giovani operatori della pastorale

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì 25 marzo 2004 (ZENIT.org).- La Santa Sede ha convocato in una località alle porte di Roma un Forum Internazionale dei Giovani al quale parteciperanno due giovani delegati di ogni Conferenza Episcopale.



L’incontro, che avrà luogo dal 31 marzo al 4 aprile a Rocca di Papa, riunirà 300 ragazzi e ragazze tra i 20 e i 26 anni, impegnati nella Chiesa e nell’università e provenienti da più di cento Paesi.

L’incontro, convocato dal Pontificio Consiglio per i Laici e avente come tema “I giovani e l’università: testimoniare Cristo nell’ambiente universitario”, è inserito nell’ambito delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Gioventù, che quest’anno sarà celebrata dalle diocesi di tutto il mondo il 4 aprile, Domenica delle Palme.

In questa occasione, Giovanni Paolo II presiederà a due incontri in piazza San Pietro: oltre all’Eucarestia con cui avrà inizio la Settimana Santa, il giovedì precedente parteciperà ad una festa-testimonianza con i giovani della sua diocesi sul tema “Vogliamo vedere Gesù”.

Anche se si tratta dell’VIII Forum di giovani convocato dalla Santa Sede, in questa occasione, secondo le notizie fornite giovedì da un comunicato del Pontificio Consiglio per i Laici, ci saranno grandi novità.

Il Forum si concentrerà su un solo argomento e acquisterà una “dimensione formativa”, secondo quanto riportato nel comunicato. Il Consiglio vuole “seguire l’evento con maggiore cura” e “coinvolgere i giovani più impegnati nel campo della pastorale”.

Il comunicato spiega anche che nel Forum sono previste varie attività: conferenze, che avranno il compito di stimolare la riflessione, momenti di condivisione, gruppi di lavoro, testimonianze e tavole rotonde alle quali è affidato il compito di concretizzare le proposte avanzate.

Con questa iniziativa, conclude il comunicato, il Consiglio per i Laici vuole dare ai giovani partecipanti “strumenti concreti di riflessione e di crescita, perché essi possano poi svolgere un ruolo di trasmissione e di formazione all’interno delle proprie comunità, associazioni, movimenti e nei Paesi di provenienza”.