La Santa Sede e gli Ordini Cavallereschi: doverosi chiarimenti (Prima parte)

Una puntualizzazione sulla nota emessa lo scorso 16 ottobre dalla Segreteria di Stato

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di Fabio Adernò, canonista

​CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 21 ottobre 2012 (ZENIT.org) - In data 16 ottobre 2012 la Segreteria di Stato di Sua Santità ha emesso un documento dal titolo: “Precisazione sugli Ordini Equestri”, nel quale si riafferma il principio secondo il quale la Santa Sede, oltre ai propri Ordini Equestri, riconosce e tutela solo il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Resa pubblica in Nostre Informazioni dell’Osservatore Romano del 17 ottobre, la nota verrà prossimamente pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis.

Al di là del contenuto di immediata comprensione, abbastanza cristallino anche agli occhi di quanti non sono molto esperti dell’argomento, tale precisazione della Segreteria di Stato urge, tuttavia, di una spiegazione particolareggiata e specifica circa il contenuto subliminare, vale a dire sui restanti Ordini (o pseudo-tali) che nella predetta nota non sono contemplati.

Il presente contributo non vuole dunque essere uno studio scientifico di diritto araldico, ma solo una ulteriore puntualizzazione.

La nota della Segreteria di Stato ribadisce quanto già pubblicato sull’Osservatore Romano il 4 luglio 2002, e soprattutto il dettagliato elenco di Ordini NON riconosciuti dalla Santa Sede pubblicato sull’Osservatore Romano del 21 marzo 1952 (ripreso poi dalla Rivista Araldica[1952],  pp. 182-183).

Ecco il testo della nota:

«La Segreteria di Stato, a seguito di frequenti richieste di informazioni in merito all’atteggiamento della Santa Sede nei confronti degli Ordini Equestri dedicati a Santi o aventi intitolazioni sacre, ritiene opportuno ribadire quanto già pubblicato in passato: Oltre ai propri Ordini Equestri (Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), la Santa Sede riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta – ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta – e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e non intende innovare in merito.

Tutti gli altri Ordini – di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali – non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica, delle loro finalità e dei loro sistemi organizzativi. […]».

In quest’ultimo capoverso la locuzione “tutti gli altri Ordini” ha un valore ben preciso.

Va infatti specificato che né in quest’ultimo intervento né nei precedenti la Santa Sede fa menzione di quegli ordini cosiddetti Dinastici o Familiari, così come non contempla nel detto riconoscimento, ovviamente, tutti quegli ordini cavallereschi nazionali dei vari Stati sovrani.

La nota si riferisce solo ai gruppi di “nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali”.

La ragione di un simile provvedimento è data, infatti, dalla prassi sempre più diffusa di dar vita a gruppi che si autodefiniscono “ordini” e che, millantando continuità storiche con antiche tradizioni cavalleresche ed i carismi specifici di aviti Ordini soppressi o estinti, spacciano i loro titoli come validi e prestigiosi, chiedendo e ottenendo, sovente, di celebrare le loro adunate in chiese e cappelle, a partire delle cosiddette cerimonie di investitura.

La Santa Sede, dunque, interviene per chiarire chi sia titolare di un diritto ad un trattamento di attenzione (ecco il significato della locuzione “riconosce e tutela”) e chi no, onde evitare commistioni sgradite e inopportune tra quelle degnissime istituzioni ed altri sodalizi che altro non sono che “pergamenifici” e congreghe di quelli che volgarmente si chiamano “pataccari”.

Tuttavia la nota della Segreteria di Stato, non fa menzione degli Ordini cosiddetti Dinastici o Familiari.

Come si classificano gli Ordini cavallereschi?

Una prima suddivisione degli Ordini Equestri risale al XVI sec., quando Sansovino, nella sua opera “Dell’origine dei Cavalieri” (1566), distingue i cavalieri in tre categorie: “Cavalieri di Croce” (e dunque gli Ordini “crocesignati”, quali appunto l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme poi ‘di Malta’, l’Ordine Teutonico, l’Ordine del Tempio di Gerusalemme, soppresso nel 1314), “Cavalieri di Collana” (gli Ordini dinastici creati dalle più insigni Case Regnanti d’Europa, come l’Ordine Supremo della Ss.ma Annunziata, della Giarrettiera, di San Michele dell’Ala, del Toson d’Oro) e “Cavalieri di Sperone” (cioè gli investiti dai Pontefici e dai Sovrani, o, successivamente, da feudatari e cavalieri anziani).

Nel tempo tale suddivisione non fu più sufficiente e le scienze araldiche distinsero gli Ordini in: ereditari, militari, onorari e religiosi.

Attualmente, secondo il diritto araldico, gli Ordini si distinguono in:

Ordini statuali (detti anche “di Merito”), vale a dire quegli Ordini che formano il patrimonio araldico di uno Stato nazionale, nati con lo scopo precipuo di premiare benemerenze civili e militari dei cittadini, e giuridicamente si fondano sulla sovranità dello Stato che li istituisce (per l’Italia: l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, l’Ordine al Merito del Lavoro, l’Ordine Militare di Vittorio Veneto, l’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana, l’Ordine Militare d’Italia);

Ordini Equestri Pontifici, cioè gli Ordini cavallereschi conferiti direttamente dal Regnante Pontefice mediante Lettere Apostoliche; tali Ordini sono anche Ordini di Merito, poiché conferiti per premiare le benemerenze e i servigi resi alla Chiesa e alle opere cattoliche. Essi possono essere a cosiddetta “collazione diretta” (e lo sonol’Ordine Supremo del Cristo, l’Ordine della Milizia Aurata o dello Speron d’Oro, l’Ordine Piano, l’Ordine di San Gregorio Magno e l’Ordine di San Silvestro Papa) o di“subcollazione” (quali l’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e l’Ordine di Santa Maria Teutonica detto semplicemente ‘Ordine Teutonico’), in quanto concessi per delegazione apostolica e quindi posti sotto la “protezione” della Santa Sede.

- Ordini Sovrani: l’unico di questa categoria è il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta, comunemente noto come Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM). La natura giuridica dell’Ordine Gerosolimitano consta di due soggetti: la Religione,  cioè la regola religiosa che è la norma di vita dei membri, e l’Ordine Cavalleresco ad essa collegata. Nello SMOM il Principe Gran Maestro, Capo della Religione e Capo Supremo dell’Ordine cavalleresco, unitamente al Sovrano Consiglio, appare come il soggetto titolare di tale sovranità. Ecco perché il Sovrano Militare Ordine di Malta è l’unico Ordine sovrano, soggetto di diritto internazionale che intrattiene rapporti diplomatici con oltre settanta Stati nazionali ed esercita pleno jure il diritto di legazia attivo e passivo anche presso gli organismi sovranazionali.

Ordini Dinastici: sono quegli Ordini che appartengono al patrimonio araldico di una Dinastia Sovrana, la quale se regna configurerà gli Ordini come “dinastici statuali”; in caso contrario si parlerà di “Ordini Dinastici non nazionali”, in quanto la persona del Capo della Real Casa conserva la titolarità e l’esercizio dello jus collationis dei suoi Ordini Cavallereschi, ordinariamente approvati con Bolle Pontificie.

[La seconda parte sarà pubblicata domani, lunedì 22 ottobre 2012]