La Santa Sede è interessata a sostenere l’energia nucleare per uso civile

Afferma il Cardinal Martino durante un Seminario di studio per il 20° anniversario del disastro di Chernobyl

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CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 25 aprile 2006 (ZENIT.org).- Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha invitato la Comunità internazionale a sostenere la necessità di sviluppare l’energia nucleare per uso civile.



Così ha affermato il porporato, in un discorso pronunciato a conclusione del Seminario di studio per ricordare il 20° anniversario del disastro di Chernobyl, nel quale ha anche incoraggiato a gesti di solidarietà nei confronti dei Paesi teatro di questa immane tragedia.

Il Seminario a cui hanno partecipato gli Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, è stato organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e dall’Ambasciata dell’Ucraina presso la Santa Sede.

Le relazioni sono state svolte dal dott. Didier Louvat, dell’AIEA (l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), dal Ministro Yuriy Polyachenko, dal prof. Wolfgang Plastino dell’Università di “Roma Tre,” dal dott. Julio Medina de Armas del Programma per i bambini di Chernobyl di Cuba.

Il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha confermato l'interesse della Santa Sede a “continuare una ricerca sull’utilizzo dell’energia nucleare per scopi civili, tanto ricca di implicazioni tecniche, culturali e politiche”.

Secondo il Cardinale, a vent’anni dal disastro di Chernobyl, che provocò danni incalcolabili sul piano sanitario, sociale, economico, soprattutto in Ucraina, Bielorussia e Russia, è necessario che la Comunità internazionale continui in “una generosa disponibilità e solidarietà della società civile” verso i Paesi maggiormente colpiti, “aiutandoli a risolvere i tanti problemi, sociali, economici, sanitari ed ambientali conseguenti al disastro”.

Il porporato ha però sottolineato che la Comunità internazionale dovrebbe anche “seguire le complesse tematiche connesse al nucleare civile”.

“Il Seminario – ha affermato il Cardinale Martino – ci ha insegnato, infatti, che l'energia nucleare non va guardata, come spesso accade ai nostri giorni, con gli occhiali del pregiudizio ideologico, ma con quelli dell'intelligenza, della ragionevolezza umana e della scienza, accompagnate dall'esercizio sapiente della prudenza, nella prospettiva di realizzare uno sviluppo integrale e solidale dell'uomo e dei popoli”.

Nel corso dell’Introduzione mattutina, il Presidente del Dicastero vaticano ha ricordato che l’incidente di Chernobyl ha messo sì “in allarme il mondo sulla opportunità e sulla moralità dell’utilizzo dell’energia nucleare a scopi civili”, ma che nello stesso tempo ha fatto “fiorire innumerevoli iniziative di solidarietà, rivolte in modo particolare ai bambini” ed “ha consentito una discussione approfondita sull’utilizzo del nucleare civile e sulle condizioni di sicurezza del suo uso”.

Infine, il Cardinale Martino ha ribadito l’interesse della Santa Sede affinché il discorso sull’energia venga “accompagnato da un discorso sullo sviluppo e sui modelli di sviluppo”.