La Santa Sede firma Concordati con gli Stati per difendere la libertà religiosa

Spiega l’Arcivescovo Giovanni Lajolo

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ROMA, martedì, 15 novembre 2005 (ZENIT.org).- Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha spiegato questo martedì che la Santa Sede firma Concordati con gli Stati con l’obiettivo di garantire la libertà religiosa dei cittadini di quei Paesi.



L’Arcivescovo Giovanni Lajolo ha illustrato la storia e gli aspetti essenziali degli accordi Chiesa-Stato promossi dal Vaticano partecipando ad un Congresso organizzato dall’ambasciata della Polonia presso la Pontificia Università Gregoriana con un intervento sul tema “La Diplomazia Concordataria della Santa Sede nel XX secolo: Tipologia dei Concordati”.

Il primo Concordato della storia, ha rivelato, è quello del Concordato di Worms del 1122, tra Callisto II (1119-1124) e l’imperatore Enrico V, che ha posto fine alla questione delle investiture riguardante le nomine dei Vescovi, che allora erano anche Principi temporali e feudatari imperiali.

“I Concordati e gli altri accordi vengono stipulati con Paesi retti da diverse forme di governo, senza che per principio una di queste venga esclusa”, ha spiegato.

“Si è dunque rimproverato alla Santa Sede di aver talvolta accettato di concludere accordi anche con regimi totalitari, dando loro in qualche modo un avallo morale e facilitandone la presenza nel conteso internazionale”, ha ricordato.

“In merito va però precisato anzitutto che con tali accordi la Santa Sede non ha mai riconosciuto un determinato regime – ha osservato –; a norma del diritto internazionale, chi stipula l\'accordo è lo Stato, che resta, e non il governo, o il regime, che invece passa”.

“Né si può dimenticare che la Santa Sede, nel concludere degli accordi, mira a proteggere la libertà della Chiesa in un Paese e il diritto di libertà religiosa dei singoli fedeli e dei cittadini, e questo può risultare ancor più necessario proprio quando chi governa lo Stato non rispetta pienamente i diritti fondamentali”, ha aggiunto.

Il Congresso durante il quale è intervenuto il presule è stato organizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario del primo Concordato tra la Repubblica Polacca e la Santa Sede.

All’incontro è intervenuto anche il Cardinale Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali, che ha affrontato il tema dei rapporti tra la Santa Sede e la Polonia durante il comunismo.