La Santa Sede ricorda la necessità di ridurre il debito e sostenere lo sviluppo in Africa

Intervento di monsignor Migliore alla 61ª Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

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NEW YORK, domenica, 15 ottobre 2006 (ZENIT.org).- “C’è la necessità di creare nuove forme di solidarietà a livello bilaterale e multilaterale attraverso un impegno più deciso da parte di tutti, con la convinzione che il benessere dei popoli dell’Africa è una condizione indispensabile per il raggiungimento del bene comune”.



Così monsignor Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha lanciato un forte richiamo per lo sviluppo dell’Africa di fronte alla 61ª Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite al Palazzo di Vetro di New York.

Monsignor Migliore è intervenuto sul punto 62(a) dell’Ordine del giorno, relativo a “Una nuova partnership per lo sviluppo dell’Africa: i progressi nella sua realizzazione e il supporto internazionale”.

La Nuova Associazione per lo Sviluppo dell’Africa (New Partnership for Africa's Development- NEPAD) è stata fondata ad Abuja (Nigeria) nell’ottobre 2001 dai capi di Stato e di Governo di Sudafrica, Nigeria, Senegal, Algeria ed Egitto.

“Sin dalla sua nascita, cinque anni fa, il NEPAD ha funzionato da guida per diverse iniziative volte a realizzare le promesse fatte alle popolazioni africane”, ha ricordato nel suo discorso il rappresentante della Santa Sede.

“Il NEPAD è stato particolarmente benvenuto perché è un’iniziativa africana guidata da Africani che riflette la visione comune africana e condivide l’impegno di sradicare la povertà e di collaborare sulla strada dello sviluppo e della crescita. Questi obiettivi sono in linea con gli impegni della comunità internazionale di dimezzare la povertà entro il 2015”.

“Per raggiungere questo obiettivo”, sottolinea monsignor Migliore, “occorre una nuova cultura politica, specialmente nell’area della cooperazione internazionale. La ancora irrisolta questione del debito estero di diversi Paesi e la riluttanza di offrire agli Stati interessati una speciale considerazione nelle relazioni commerciali internazionali sono problemi che vanno affrontati con urgenza”.

“Mai come oggi, la condizione fondamentale per portare la pace nel mondo è il riconoscimento dell’interdipendenza tra i Paesi ricchi e quelli poveri. In questo modo lo sviluppo sarà concepito come un compito comune di tutti noi; altrimenti, si avrà un regresso anche nelle zone finora contraddistinte dal progresso” afferma il Nunzio.

“Come mezzo per aiutare la costruzione della cooperazione internazionale e rafforzare la solidarietà, la mia delegazione chiede ai Governi di onorare le promesse fatte sull’alleggerimento del debito o sulla sua cancellazione e di adempiere all’impegno di dedicare lo 0,7% del Prodotto Interno Lordo per l’aiuto allo sviluppo”, ha chiesto il presule, che ha anche sottolineato l’importanza di ulteriori sforzi per l’educazione dei giovani, “essenziali per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo”.

La Santa Sede riconosce anche l’importanza di “difendere l’ambiente naturale come mezzo per gestire la creazione e salvaguardare le ricchezza della terra per le generazioni future”.

Monsignor Migliore ha concluso ricordando che “il programma d’azione del NEPAD consiste in una serie di priorità” per favorire “la stabilità e la crescita in Africa”.

“L’efficace implementazione delle priorità della partnership” è la “chiave” per realizzare questi obiettivi. “L’opportunità che ciò fornisce deve essere afferrata dai leader africani e da tutti i loro partner nello sviluppo nel loro lavoro di mettere in pratica le promesse”, ha concluso.