La Santa Sede vuole il disarmo nucleare

La pace non si può basare sulle armi nucleari, ha affermato l’osservatore vaticano presso l’ONU

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NEW YORK, giovedì 29 aprile 2004 (ZENIT.org).- Il rappresentante di Giovanni Paolo II ha dichiarato che la pace non può basarsi sulle armi nucleari, che costituiscono piuttosto una minaccia per l’umanità.



E’ l’opinione espressa martedì dall’arcivescovo Celestino Migliore durante la terza sessione della Commissione Preliminare per la Conferenza di Revisione delle parti del Trattato relative alla non proliferazione delle armi nucleari (NPT), che si terrà nel 2005.

“La Santa Sede ribadisce la sua posizione, in base alla quale una ‘pace’ fondata sulle armi nucleari non può essere la pace che vogliamo per il XXI secolo”, ha affermato.

Per questo motivo, l’arcivescovo ha chiesto la “ferma opposizione alle armi nucleari come minaccia per la sopravvivenza dell’umanità” da parte degli Stati.

“A livello di dottrina di sicurezza, c’è un grande bisogno di superare l’idea del deterrente nucleare”, ha sottolineato l’arcivescovo Migliore.

“E’ giunto il momento in cui tutti gli Stati dovrebbero rispettare le conclusioni unanimi della Corte Internazionale di Giustizia, secondo la quale i negoziati per il disarmo nucleare devono essere perseguiti e realizzati con lealtà e in presenza di controlli internazionali severi ed effettivi”, ha aggiunto.

Per raggiungere questo obiettivo, l’arcivescovo ha sottolineato la necessità di “un dialogo globale (...) multilaterale, che tenga conto del parere dell’opinione pubblica e degli esperti”.

Per questo motivo, il rappresentante vaticano ha offerto il suo sostegno alla convocazione di “una conferenza internazionale per trovare il modo di eliminare i pericoli nucleari, come quelli menzionati esplicitamente dalla Dichiarazione del Millennio delle nazioni Unite”.

Dirigendosi al comitato preparatorio, riunito a New York fino al 7 maggio, monsignor Migliore ha spiegato che l’impegno per il disarmo è particolarmente necessario nel “contesto geopolitico attuale, tenendo conto soprattutto della minaccia rappresentata dalle reti terroristiche mondiali che stanno acquisendo armi di distruzione di massa”.

“Allo stesso tempo, è ovvio che ‘il commercio delle armi nucleari’ non può continuare”, ha dichiarato l’osservatore vaticano.

Il quale ha poi denunciato, che negli ultimi tempi, “si stanno verificando la modernizzazione delle armi nucleari e lo sviluppo di nuove tecnologie a questo scopo e ciò costituisce una sfida aperta all’applicazione del Trattato”.

“Gli Stati che possiedono armi nucleari dovrebbero essere sottoposti a pressione affinché rivelino a quali condizioni di sicurezza potrebbero eliminare le loro armi nucleari”, ha concluso il monsignore.