La scuola cattolica sta beneficiando tutte le zone “calde” del pianeta

Afferma il sottosegretario della Congregazione vaticana per l’Educazione Cattolica

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 21 novembre 2007 (ZENIT.org).- La scuola cattolica svolge la sua missione educativa in tutte le aree geografiche, incluse quelle in cui non ci sono libertà religiosa o vantaggi sociali o economici, “con una stupefacente capacità di rispondere alle emergenze e ai bisogni formativi, nonostante talvolta vi siano grandi difficoltà”.



Lo ha affermato portando esempi concreti il sottosegretario della Congregazione vaticana per l’Educazione Cattolica, monsignor Angelo Vincenzo Zani, nella presentazione, questo martedì, del nuovo documento del dicastero, “Educare insieme nella scuola cattolica – Missione condivisa di persone consacrate e fedeli laici”.

Perseguendo l’educazione integrale della persona, le istituzioni scolastiche della Chiesa nel mondo si stimano in circa 250.000 scuole, con 42 milioni di alunni e 3,5 milioni di professori.

Di questi alunni, 10 milioni si trovano in Africa, 12 milioni in America, 10 milioni in Asia, 9 milioni in Europa e 800.000 in Oceania. La popolazione scolastica (in istituti di ogni ordine e grado) del mondo è di mille milioni di persone.

“La presenza della scuola cattolica è una voce significativa che si propone con un progetto educativo incentrato su una chiara idea di persona, e orientato secondo una precisa visione pedagogica”, ha sottolineato monsignor Zani.

Un esempio di questa presenza – “in quanto il linguaggio dell’esperienza è molto più adatto a spiegare l’azione educativa della Chiesa, soprattutto in luoghi ‘caldi’ e di frontiera” – è quello del Libano, in cui “il programma della scuola cattolica ha come obiettivo principale di portare i giovani al dialogo e alla collaborazione tra musulmani e cristiani”.

In questo Paese, dei 210.000 alunni delle scuole cattoliche, appartenenti alle 18 confessioni religiose presenti sul territorio, il 63% è cattolico, il 12,6% cristiano di altre confessioni e il 24,4% non cristiano, soprattutto musulmano.

Ci sono zone del Libano in cui i non cattolici rappresentano il 99% degli allievi delle scuole cattoliche.

La Terra Santa (Stato di Israele, Territori Palestinesi, Giordania) offre esempi più emblematici di questa missione educativa: nelle scuole cattoliche il 55% degli alunni è cristiano, il 45% non cristiano – per la maggior parte musulmano, ma ci sono anche alcuni ebrei.

Il sottosegretario della Congregazione vaticana per l’Educazione Cattolica ha anche riportato l’esempio della Bosnia: in piena guerra dei Balcani, l’Arcidiocesi di Sarajevo ha fondato tre scuole – “Scuole per l’Europa” – per accogliere alunni serbi, croati e musulmani.

“E’ un esempio riuscito di educazione al dialogo, al rispetto reciproco ed all’accoglienza che coinvolge anche i genitori”, ha sottolineato monsignor Zani, ricordando che all’inizio frequentavano queste scuole 1.600 allievi, mentre attualmente gli iscritti sono oltre 10.000 in 15 centri.