"La sindrome di Down, e poi?"

Oggi si celebra la prima Giornata Mondiale della Trisomia 21

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di Anita Bourdin

ROMA, mercoledì, 21 marzo 2012 (ZENIT.org) – Oggi si celebra per la prima volta a livello globale la Giornata Mondiale per la Trisomia 21. Nell'occasione, la Fondazione Jérôme Lejeune propone di cambiare le foto dei profili nei social network con la seguente domanda: “Trisomico, e poi?”. Infatti, come ribadisce la Fondazione, “la questione dello sguardo portato sulla trisomia 21 è una questione sociale”.

Quest'anno, per la prima volta in assoluto, la giornata mondiale delle persone con sindrome di Down è riconosciuta dalle Nazioni Unite con una risoluzione approvata il 10 novembre scorso che istituisce la “World Down Syndrome Day”, da osservare ogni anno il 21 marzo a partire dal 2012.

Si tratta di una data altamente simbolica: si riferisce infatti alla presenza di tre esemplari del cromosoma 21, che sono all'origine della sindrome. L'obiettivo è quello di sensibilizzare e di informare sulla trisomia 21.

In occasione della Giornata, la Fondazione Lejeune partecipa in Francia ad una campagna pubblica di sensibilizzazione sulla sindrome di Down.

L'obiettivo dell'iniziativa è di richiamare l'attenzione sul luogo che la società attribuisce alle persone affette dalla Sindrome e più in generale alle persone con un handicap e ai più deboli.

La campagna “Trisomico, e poi?” viene portata avanti da un gruppo di genitori di bambini con la trisomia che vogliono lanciare un forte messaggio di sensibilizzazione e trasmettere un'immagine positiva alla società. Essa mira a demistificare la trisomia 21, interpellando il grande pubblico sullo sguardo sulla sindrome, per consentire una vera integrazione dei portatori dell'anomalia genetica.

"La questione dello sguardo sulla trisomia 21 è una questione sociale di importanza primaria, e più che mai diventa urgente rispondere, sia per i pazienti e le loro famiglie che per la società nel suo complesso. Interpellare su questa sfida, informare ed educare sulla realtà di questa malattia sono indispensabili in Francia”, così spiegano gli organizzatori.

L'appoggio di sponsor e di altri attori ha permesso la realizzazione di questa campagna: uno slancio straordinario di generosità che manifesta una possibile mobilitazione e una volontà comune di cambiare lo sguardo sulla trisomia 21.

[Traduzione dal francese a cura di Paul De Maeyer]