La speranza dell'essere è esaudita

Vangelo della I Domenica d'Avvento

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di padre Angelo del Favero*

ROMA, venerdì, 30 novembre 2012 (ZENIT.org).

Ger 33,14-16

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele e alla casa di Giuda.

In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.”.

1Ts 3,12-4,2

Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra di voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i nostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.”.

Lc 21,25-28.34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli, infatti, saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi ed alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio, infatti, esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia della terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.

Quando una donna che desiderava un figlio esclama finalmente: “aspetto un bambino!”, la felicità traspare da lei come se lo stringesse già tra le sue braccia. Il motivo è molto più che psicologico, dato che la gioia della maternità umana è un raggio della gioia infinita della paternità divina, poiché Dio-Amore è in se stesso Padre e Madre. In verità, l’essere femminile, materno per natura, quando la donna si ritrova incinta ‘entra’ in risonanza ontologica la Fonte della vita, il Creatore di tutte le cose.    

Questa premessa ci introduce nella meditazione del Tempo di Avvento, nel quale oggi la liturgia ci fa entrare come l’aurora fa entrare nel giorno.

L’Avvento è il tempo in cui la speranza dell’essere-uomo e dell’essere-donna, la speranza essenziale di questa nostra fragile, infinita stoffa umana, viene esaudita dalla venuta dell’Unico Essere che le è adeguato: Gesù Cristo, il Centro del cosmo e della storia, principio e fondamento di ognuno di noi.  

Annuncia infatti altrove Paolo: “E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo perciò via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Rm 13,11-12).

L’apostolo contempla qui l’aurora, e dice: come la luce del sole precede ed attiva il risveglio delle creature predisponendole al loro lavoro, così il Signore Gesù “Sole che sorge” (Lc 1,78-79), viene a donarci le armi della sua Parola e della fede, che ci fanno essere vincitori in ogni combattimento spirituale.  

Meravigliosa aurora divina! contemplata oggi da lontano anche dal profeta Geremia: “In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.” (Ger 33,14-16).

Come uno di noi e come ognuno di noi, il Figlio di Dio si fa germoglio di carne, virgulto della nostra stessa fragilissima natura. Così, grazie al “sì alla vita” di Maria, il Verbo increato ‘entra’ sin dal concepimento nel grembo e nel figlio di ogni donna incinta, divinizzando lei e lui.

Ad ogni essere umano è così rivelata tutta intera la verità della propria esistenza, ed è donata, in Cristo, la capacità di accogliere la sovrabbondanza della vita divina, come annuncia oggi Paolo: “Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra di voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i nostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.” (1Ts 3,12s).

Lo fa intendere anche il profeta Geremia, affermando che il germoglio:“eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra”. Certamente, alla sua seconda venuta alla fine dei tempi, Dio non lascerà impunito ogni delitto commesso sulla terra, ma, per quanto riguarda l’oggi della vita, Egli vuole esercitare l’anima nella “giustizia”, cioè nel vero amore, rendendola pura e santa mediante i Sacramenti e la Parola, al fine di sollevarla dalla tristezza del peccato e farla vivere nella gioia radiosa della libertà dei figli di Dio:“Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi ed alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (Lc 21,28).

La nostra parte è perciò quella della perseverante attenzione ad evitare il male, cosa del tutto possibile come quando si guida l’auto nel traffico intenso della città senza permettersi pericolose distrazioni: “State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita...Vegliate in ogni momento pregando,..” (Lc 21,34-36).

Nulla di cui avere paura, dunque, come nessuno teme il frutto della vite ben sapendo che l’abuso del vino può essere mortale.

 La presenza nascosta di Gesù in Maria, ci fa vivere l’Avvento nella gioia delle cose nuove, giovani, piene di vita come un germoglio che spunta, nel quale anche noi siamo a poco a poco trasformati interiormente.

Benedetto XVI lo ha scritto nel suo nuovo libro:

Maria è un nuovo inizio. Il suo bambino non proviene da alcun uomo, ma è una nuova creazione, è stato concepito per opera dello Spirito Santo. (…) alla fine è Maria, l’umile vergine di Nazaret, colei in cui avviene un nuovo inizio, ricomincia in modo nuovo l’essere persona umana.” (Benedetto XVI, L’infanzia di Gesù, cap. I, p. 15-16).

* Padre Angelo del Favero, cardiologo, nel 1978 ha co-fondato uno dei primi Centri di Aiuto alla Vita nei pressi del Duomo di Trento. E' diventato carmelitano nel 1987. E' stato ordinato sacerdote nel 1991 ed è stato Consigliere spirituale nel santuario di Tombetta, vicino a Verona. Attualmente si dedica alla spiritualità della vita nel convento Carmelitano di Bolzano, presso la parrocchia Madonna del Carmine.