La speranza è nella persona di Gesù

Durante la messa a Santa Marta, papa Francesco raccomanda di non confondere questa virtù con l'ottimismo

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 496 hits

La speranza è cosa diversa dal semplice ottimismo. Quest’ultimo è fondamentalmente un atteggiamento umorale, mentre la prima è rappresentata nella sua forma più alta dalla persona di Gesù Cristo. Lo ha detto stamattina papa Francesco durante la messa nella cappella di Santa Marta.

La speranza è molto più che un “dono” di Gesù: essa è Gesù stesso, ha il suo nome. È San Paolo a confermarlo nella prima lettura di oggi, quando scrive: “Cristo in voi, speranza della gloria” (Cl 1,24-29.2,1-3).

Avere speranza, ha spiegato il Papa, non è semplicemente guardare il “bicchiere mezzo pieno”, secondo un atteggiamento di mero ottimismo essenzialmente umano.

La speranza, che a volte viene confusa con il buonumore, è per certi versi una virtù “umile” e di “seconda classe”, essendo meno menzionata rispetto alla fede e alla carità, ha proseguito il Papa.

È ancora San Paolo a ricordarci che la speranza “mai delude”, in quanto è un dono dello Spirito Santo. La speranza, ha ulteriormente precisato il Papa, per essere autentica e per non ridursi a un puro ottimismo, deve essere rivolta a Gesù Cristo, vivo nell’Eucaristia.

Inoltre, “dove non c’è speranza non può esserci libertà”, ha aggiunto il Papa, con riferimento al Vangelo odierno (Lc 6,6-11) in cui Gesù guarisce la mano paralizzata di un uomo in un sabato, suscitando scandalo tra i “rigidi” farisei. Il miracolato, dunque, è stato liberato due volte: “dal rigore e dalla mano paralizzata”.

Il più grosso miracolo di Gesù, tuttavia, è nella sua capacità di “rifare tutte le cose più meravigliosamente della Creazione”, diventando così “motivo della nostra speranza”, una speranza che “non delude perché Lui è fedele” e “non può rinnegare se stesso”.

Papa Francesco ha poi parlato della virtù della speranza nello specifico ambito del sacerdozio: “È un po’ triste – ha detto – quando uno trova un prete senza speranza”, mentre è assai confortante, al contrario, incontrare un sacerdote che sia sostenuto da questa virtù. “Questo prete – ha proseguito il Pontefice – è attaccato a Gesù Cristo, e il popolo di Dio ha bisogno che noi preti diamo questo segno di speranza, viviamo questa speranza in Gesù che rifà tutto”.

Il Santo Padre ha poi auspicato che il Signore ci aiuti nella strada del “dare speranza” e nell’avere “passione per la speranza”. La speranza più grande, ha concluso, è quella della Madonna che ha mantenuto tale virtù “nel buio più grande”, ovvero dalla sera del Venerdì fino alla prima mattina della Domenica della Resurrezione.