La speranza oltre la malattia

Storia di Bruno un giovane che vuole guarire per continuare a suonare

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di Antonio Bressi

ROMA, martedì, 3 luglio 2012 (ZENIT.org).- 26 novembre 2011, un giorno come tanti, la rassicurante normalità scandita dal lavoro, e dal trascorrere delle ore in una giornata di sabato pomeriggio; si, approfitto del riposo degli altri per lavorare in tranquillità.

Squilla il telefonino, devo correre, molta confusione, il mondo si ferma, mio figlio è in ospedale. Al mio arrivo mi accoglie una luce fredda, accecante, un corridoio che presto imparerò a conoscere, c'è il medico, mi presento, dopo gli inutili lunghissimi convenevoli inizia a parlarmi di Bruno, mio figlio, la persona al mondo che amo di più, l'altra parte di me, parla di leucemia e di come curarla ed io penso... sta parlando di Bruno, Bruno ha la leucemia, continuo ad ascoltare, in silenzio, quando il medico termina di parlare mi alzo, lo saluto e lo ringrazio dicendogli: "Bruno è forte ce la farà", e penso: "Dio non può farmi questo".

Mentre corro verso la stanza che hanno assegnato a Bruno mi assalgono mille immagini di vita passata, Bruno piccolo, la sua prima fisarmonica, il suo primo giorno di scuola e penso che dovrà ancora vivere mille prime volte, eccolo finalmente, già consapevole di quello che sta vivendo, maturo, deciso, nella fragilità dei suoi diciassette anni; inizia un periodo di vita diverso, devo ripensare tutto, dire e non dire. Le persone che metto al corrente, quelle che amo, mi danno forza, coraggio.

La paura mi assale ad ondate, è sempre li, pronta a sopraffarmi, ce l'ha quasi fatta quando torno a casa e la trovo vuota di suoni e piena di oggetti inanimati che mi ricordano la normalità ma vado avanti, vado avanti anche quando dò la notizia ai miei genitori e scorgo la paura negli occhi di mio padre e le lacrime in quelli di mia madre. Vado avanti anche la notte di Natale, da solo, al Gianicolo, con ai piedi una Roma stupenda e le lacrime, questa volta nei miei occhi.

Bruno è fantastico si sottopone con determinazione alle terapie, ed intanto suona la sua fisarmonica nei corridoi dell'ospedale regalando a tutti momenti emozionanti, "spensierati". Questa esperienza mi sta donando tanto, trovo la solidarietà degli amici e inaspettatamente trovo nuovi amici e dal passato, per caso, riemergono persone che ho amato e perso di vista ma magicamente sono di nuovo lì pronte, come se tanti anni non fossero mai passati ed allora mi nutro di loro e ne traggo la forza per continuare.

Ma di nuovo, il 3 aprile 2012, il pericolo è in agguato, questa volta si chiama pancreatite, di nuovo il buio, il tunnel, la paura che torna, più forte, nutrita da un nuovo evento, sconosciuto: devo ancora una volta capire e affrontare l'ignoto. E l'ignoto prende la forma del reparto della terapia intensiva pediatrica, che presto imparerò a chiamare "tip", quasi che il termine convenzionale riesca a mascherare il dramma. Giorni interminabili si susseguono tutti uguali, Bruno lotta, io con lui, e convivo con il pericolo di perdere, di perderlo. Poi ... uno spiraglio di luce e di nuovo si torna a sperare, trascorrono due mesi, siamo fuori pericolo.

Torno a respirare il fiato di mio figlio.

Da questa esperienza di vita decido di aiutare la ricerca contro la leucemia e coinvolgo insieme ai soliti amici, l'Associazione di cui sono fondatore e presidente. Insieme decidiamo che la manifestazione, che tutti gli anni organizziamo a favore di tematiche sociali, quest'anno sarà a favore della ricerca contro la leucemia. I fondi saranno raccolti tramite una lotteria nazionale.

Mi adopero per coinvolgere sponsors, personaggi pubblici, cantanti, attori, sportivi che vogliono aderire all'iniziativa donando la loro presenza durante la manifestazione; non è semplice ma, con la forza di Bruno e il mondo degli amici, sicuramente riusciremo e quando la prossima estate Bruno suonerà nuovamente sul palco della manifestazione, sarà l'estate più bella della mia vita.

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Per chiunque voglia aiutare e mettersi in contatto il papà di Bruno, autore dell’articolo:

Associazione culturale Castellitini
Contrada Castellitini 5 – 88021 San Floro CZ
telefax 0961.952998 – telefax 06.58232200 fax 1782259821 cell. 338.2859491
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