La storia e il significato del Dogma dell’Immacolata Concezione, secondo un esperto vaticano

Intervista a padre Jesús Castellano Cervera

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ROMA, mercoledì, 14 luglio 2004 (ZENIT.org).- Era 1'8 Dicembre 1854 quando Pio IX proclamò il Dogma dell'Immacolata come verità rivelata da Dio.



Il 14 e il 15 agosto Giovanni Paolo II si recherà a Lourdes dove la Vergine apparve l’11 febbraio del 1858, per celebrare la Giornata Mondiale del malato e ricordare il 150° anniversario della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione.

Ma qual è la storia ed il significato di questo dogma? ZENIT lo ha chiesto al teologo Jesús Castellano Cervera, OCD.

“Si tratta di una storia complessa e lunga – ci ha spiegato il teologo carmelitano –. Risale alla comprensione del mistero di Maria nel suo rapporto privilegiato con Dio e con il mistero della salvezza, alla quale ella è associata, fin dal primo istante della sua esistenza, come piena della grazia e dell’amore di Dio”.

Ci racconta come si è sviluppata a partire dalle sue origini?

Padre J. Castellano: Tale coscienza si sviluppa, prima a livello della fede del popolo, nella comprensione della sua concezione come un momento di grazia; prima di tutto a partire dai Vangeli apocrifi che narrano la grazia dell’incontro dei suoi genitori Gioacchino ed Anna; da questa narrazione trae l'origine alla festa della Concezione di Anna nella liturgia bizantina, celebrata fin dal secolo VIII il 9 dicembre.

Questa festa si introduce verso il sec. X in Occidente e celebra esplicitamente la Concezione di Maria senza peccato originale. Tale festa viene estesa al Calendario universale da parte di Sisto IV nel 1476 con un formulario molto bello, ma, purtroppo declassata a semplice memoria della “Concezione di Maria” nel Messale del 1570.

La pietà popolare e la celebrazione liturgica suscitano un grande dibattito fra i teologi di opposte tendenze. Da una parte ci sono i teologi che difendono la concezione di Maria senza peccato originale e dall’altra coloro che la negano per affermare che anche Maria ha dovuto essere raggiunta dalla redenzione di Cristo.

Duns Scoto offre la chiave teologica della comprensione del mistero affermando che Maria è stata preservata dal peccato originale in previsione dei meriti di Cristo. Il senso dei fedeli, la liturgia e la teologia ricevono finalmente la conferma del Magistero della Chiesa, che dopo alterne vicende, arriva alla definizione del dogma dell’Immacolata Concezione da parte di Pio IX il giorno 8 dicembre 1854 con la Bolla Ineffabilis Deus.

Quali sono le ragioni che portarono alla definizione di questo dogma?

Padre J. Castellano: Prima di tutto una migliore comprensione dei dati della rivelazione, nella Bibbia e nella Tradizione della Chiesa, fondamento di ogni definizione dogmatica, con l’aiuto dello Spirito Santo, che porta la Chiesa alla pienezza della verità.

In modo particolare è stata riscoperta nella sua profondità l’espressione “Piena di grazia”, parola rivolta dall’Angelo a Maria nell’Annunciazione, come rivelatrice della condizione di Maria nei confronti della Trinità fin dall’inizio della sua esistenza e come sia stata voluta fin dall’eternità nel progetto di Dio: “Tu che sei e sei stata sempre piena della grazia di Dio”.

Alla luce di questa parola chiave, viene anche vista tutta la realtà di Maria come collaboratrice della di Cristo nella redenzione. Non poteva essere neanche che per un istante fuori della grazia di Dio colei che è chiamata a collaborare come Madre del Redentore alla sua vittoria sul peccato e sulla morte.

Ma oltre a questo aspetto negativo – l’assenza del peccato originale – Maria è presentata fin dal primo istante della sua esistenza come la Figlia prediletta del Padre, la Madre del Figlio Redentore, il tabernacolo dello Spirito Santo, la Tutta santa, plasmata e resa nuova creatura dallo Spirito Santo, amata sommamente da Dio.

E' la pienezza della comprensione del dogma, come viene anche esplicitato nella Lumen Gentium n. 56 e nel bel prefazio attuale della solennità dell’Immacolata Concezione che la canta anche Madre dell’Agnello senza macchia, e inizio e figura della Chiesa, Sposa senza ruga e senza macchia.

In questo modo appare con chiarezza che Maria è una eccezione del peccato originale e in essa rimane salvo il progetto originale di Dio e la futura sorte della Chiesa, chiamata ad essere per sempre “santa ed immacolata nell’amore”.

Come affermava Max Thurian Immacolata Concezione vuol dire che in Maria tutto è grazia fin dall’inizio e Lei è testimone che tutto viene da Dio. E che Maria vi corrisponde con assoluta libertà di amore, non intaccata dal peccato.

Il Santo Padre va a Lourdes con i malati. Quale è il significato simbolico di questo viaggio?

Padre J. Castellano: Lourdes è il luogo dove Maria con la sua apparizione a Bernardette nel 1858 ha confermato la verità della sua Immacolata Concezione, proclamata dal Magistero. Fin dall’inizio Lourdes è diventato un luogo carismatico avvolto da una speciale presenza del mistero e della maternità spirituale di Maria Immacolata come rimedio per le malattie del corpo e dell’anima.

E’ un luogo terapeutico nel senso più bello della parola, cioè dove Maria continua ad esercitare la sua protezione e la sua caratteristica funzione materna in favore dei fratelli di Cristo, malati nel corpo e nello spirito, a causa del peccato che ha introdotto nel mondo la malattia e la morte, la debolezza fisica e morale.

Il Papa mette in risalto questi aspetti con la sua presenza, va a celebrare il 150° anniversario della definizione del Dogma dell’Immacolata nel luogo dove ha ricevuto una particolare conferma da parte della stessa Vergine Maria, e come pellegrino porta nella sua persona la debolezza di questo mondo e l’implorazione della presenza spirituale di Maria per guarire le piaghe della nostra società che ha bisogno del Vangelo della speranza.

Maria è l’espressione della carità di Dio verso l’umanità. Sarà per questo motivo che apparve a Lourdes? E che continua ad essere Avvocata nostra?

Padre J. Castellano: La presenza materna di Maria accompagna sempre la vita della Chiesa e di ogni fedele, anzi di ogni persona umana, affidata da Cristo a Lei dalla Croce. Ma questa presenza diventa in particolari circostanze una “epifania” una manifestazione visibile e solenne. In questo caso per indicare che l’Immacolata concezione è un mistero di fede e di salvezza, una manifestazione dell’amore di Dio che vince il peccato e la morte ed un segno di speranza per tutti.

Quanti a Lourdes hanno sperimentato la guarigione delle malattie del corpo e dello spirito, le tante “pneumapatologie” della nostra umanità, sono testimoni di una particolare presenza di Maria che chiama alla conversione e alla vita nuova, fonte di riconciliazione con Dio e con i fratelli.

Maria, unita allo Spirito Santo, nostro Avvocato, continua ad essere, come la invochiamo nella Salve Regina, “Advocata nostra”, colei che prega per noi, ci difende dal male e dal Maligno, ma anche ci ispira e ci sprona a vivere in Cristo.