La tentazione ci rende sordi alla Parola di Dio

Durante l'omelia alla Casa Santa Marta, papa Francesco esorta a non fare come quei discepoli che, invece di ascoltare Gesù, si mettono a litigare sul pane dimenticato

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 464 hits

Il tema delle tentazioni e di come si può resistervi, è stato al centro dell’omelia mattutina di papa Francesco alla Casa Santa Marta. Il Pontefice ha preso spunto dalla Prima Lettura odierna (Gc 1,12-18), in cui San Giacomo Apostolo spiega come la tentazione non provenga mai da Dio ma dalle passioni, le quali “concepiscono e generano il peccato. E il peccato, una volta commesso, produce la morte”.

La tentazione non è mai qualcosa che irrompe nella nostra vita ma, piuttosto, si insinua in modo strisciante, “cresce, contagia e si giustifica”, fino a diventare una schiavitù.

Essa cresce come la zizzania in mezzo al grano “e se uno non la ferma, occupa tutto”. Tuttavia, la tentazione è anche contagiosa e “ci chiude in un ambiente da dove non si può uscire con facilità”: è quanto avviene ai discepoli, quando bisticciano e si accusano a vicenda sotto gli occhi del Maestro, perché uno di loro ha dimenticato di portare il pane a bordo della barca.

Mentre Gesù li invita a stare lontani dal “lievito dei farisei” e “di Erode”, loro continuano a litigare: “non avevano spazio, non avevano tempo, non avevano luce per la Parola di Dio”, ha commentato il Papa.

Quando si è in preda alla tentazione, si diventa sordi all’ascolto di Dio, ci si chiude, si perde “ogni capacità di lungimiranza” e “ogni orizzonte”, e ci si incammina inevitabilmente lungo la strada del peccato.

È solo la Parola di Gesù che “ci salva”, “ci apre l’orizzonte” e ci fa “uscire dalla tentazione”: per riuscire ad ascoltarla, ci vuole la “fiducia” in Lui, una “forza grande, quando siamo in tentazione”. Solo quando ci si pone in ascolto di Dio, è possibile riuscire a non farsi “imprigionare” dal demonio e da un contesto simile a quello della barca degli Apostoli.

Nella tentazione, ha spiegato papa Francesco, va chiesta al Signore la grazia di dirci: “Ricordati cosa ho fatto con te in quel momento, in quel tempo: ricordati. Alza gli occhi, guarda l’orizzonte, non chiudere, non chiuderti, vai avanti’. E questa Parola ci salverà dal cadere in peccato nel momento della tentazione”, ha quindi concluso.