La teologa Janine Hourcade presenta “L’eterno femminino”

Intervista in occasione dell’8 marzo, Giornata Mondiale della Donna

| 213 hits

PARIGI, 8 marzo 2004 (ZENIT.org).- Una delle teologhe francesi più famose ha affermato che è giunta l’ora di un “nuovo femminismo” che riconosca il “genio della donna”, come propone Giovanni Paolo II.



Janine Hourcade ha appena dedicato a questo argomento il suo ultimo libro “L’eterno femminino. Donne mistiche” (“L’Eternel féminin. Femmes mystiques”, edizioni “Le Carmel”), con un’introduzione del cardinal Paul Poupard, Presidente del Consiglio Pontificio per la Cultura.

La Hourcade, laureatasi in Teologia con una tesi sul tema “La donna nella Chiesa” (1986), ha scritto molti libri sulla donna, come “La Chiesa è misogina?”, del 1990, o “Donne-sacerdote?”, del 1993.


L’8 Marzo le Nazioni Unite ci invitano a celebrare la Giornata Mondiale della Donna. Che senso cristiano si può dare a questa festa?

Janine Hourcade: Quel giorno ogni cristiano, che sia un semplice cittadino o un responsabile politico, deve offrire amore ed attenzione alle donne: a quelle che sono al suo fianco come spose, madri, sorelle, cittadine, o sotto la sua amministrazione, e a quelle che sono più lontane da lui nello spazio o a livello di razza. Il cristiano vivrà questo dovere come Gesù, che ha sempre mostrato tanta considerazione e benevolenza nei confronti delle donne.


E’ appena uscito il suo ultimo libro sulla donna. Qual è l’idea che vuole trasmettere?

Janine Hourcade: Il mio libro inizia con una riflessione sull’“eterno femminino”, espressione coniata da Goethe, che afferma: “L’eterno femminino ci porta verso l’alto”. Alla luce dell’eterno femminino, le donne straordinarie che hanno caratterizzato la storia della Chiesa, da Santa Genoveffa a Madre Teresa di Calcutta, rappresentano un’espressione di piena femminilità. La femminilità non ha impedito loro di svolgere ruoli politici, sociali, ecclesiali e spirituali di primo piano. Sono per noi una lezione magistrale che dimostra come la donna non abbia bisogno di essere sacerdote per avere un potere gerarchico e svolgere un ruolo importante nella Chiesa e nel mondo. Le lotte e i rancori in questo senso sono, quindi, vani.


Giovanni Paolo II ha appena festeggiato i 25 anni del suo pontificato. Cosa l’ha colpita di più degli insegnamenti di questo Papa sulle donne e dei suoi gesti nei loro confronti?

Janine Hourcade: Si può dire molto sull’insegnamento di Giovanni Paolo II sulla donna. Ogni donna dovrebbe essergli enormemente grata. Ha proclamato la sua dignità e la fiducia illimitata nel “genio della donna”, in testi ufficiali e anche a livello privato. La prima volta che ha utilizzato questa espressione è stato di fronte a Maria Antonietta Macciochi, professoressa universitaria e deputato europeo, di orientamento marxista e femminista. Come possiamo, noi donne del XXI secolo, non farci attrarre dalla sfida che ci lancia: un nuovo femminismo, lontano da una militanza sterile e dalla servile sottomissione all’autorità maschile?