La testimonianza dei cristiani nella società deve alimentarsi di bellezza, afferma il Papa

Nel messaggio rivolto ai partecipanti alla IX Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie

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CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 9 novembre 2004 (ZENIT.org).- Questo martedì Giovanni Paolo II ha invitato i cristiani a testimoniare, in modo incisivo nella società attuale, l’ “eloquente trasparenza della bellezza dell'amore di Dio”, attraverso le opere della propria creatività, in unione con la “bontà” e la “santità di vita”.



Queste le parole contenute nel discorso letto a nome del Santo Padre da monsignor Leonardo Sandri, sostituto della Segreteria di Stato, in occasione della IX Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, tenutasi il 9 novembre nell’Aula nuova del Sinodo, in Vaticano, e dedicata quest’anno a "La ‘Via pulchritudinis’: cammino di evangelizzazione e di formazione umana”.

L’incontro in Vaticano è stato aperto da un saluto dal cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Consiglio di Coordinamento fra Accademie Pontificie.

Di seguito sono intervenuti il Professor Vitaliano Tiberia, presidente della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon; e il poeta Mario Luzi insieme al regista Vittorio Di Giacomo, entrambi membri della stessa Pontificia Accademia riconosciuta da Papa Paolo III il 15 ottobre 1542 e finalizzata “a favorire lo studio, l'esercizio ed il perfezionamento” della letteratura d’ispirazione cristiana e delle belle arti a soggetto sacro.

Dopo aver rivolto un breve saluto ai presenti e in particolare al cardinale Paul Poupard, il Pontefice ha spostato il discorso sul tema odierno “la Via pulchritudinis” come “itinerario privilegiato per l'incontro tra la fede cristiana e le culture del nostro tempo, e come strumento prezioso per la formazione delle giovani generazioni”.

Il Papa ha quindi accennato alla “via della bellezza” percorsa dalla Chiesa lungo l’arco dei duemila anni attraverso le numerose opere d’arte sacra che hanno accompagnato “la vita delle famiglie e delle comunità cristiane”, additando “come modello e fonte di ispirazione, la bellezza di Cristo, splendore del Padre”.

“Autentici tesori, che ci fanno comprendere, attraverso il linguaggio della bellezza e dei simboli, la profonda sintonia che esiste tra fede e arte, tra creatività umana e opera di Dio, autore di ogni autentica bellezza”, ha aggiunto.

La “via pulchritudinis”, ossia quell’itinerario a Dio attraverso la via della bellezza, oltre che della verità e bontà, normalmente applicato alla Vergine Maria, Madre di Gesù, fu soprattutto affinata nella spiritualità dell’Oriente cristiano, mentre in Occidente fu Papa Paolo VI a darne un nuovo impulso.

Papa Paolo VI illustrò bene il principio della via della bellezza nel suo discorso ai partecipanti al Congresso Mariologico-mariano celebrato a Roma nel maggio 1975, quando descrisse Maria come lo “speculum sine macula”, la “Donna vestita di sole”, “nella quale i raggi purissimi della bellezza umana si incontrano con quelli sovrani, ma accessibili, della bellezza soprannaturale”.

“Perché tuttavia la bellezza rifulga nel suo pieno splendore – ha sottolineato il Santo Padre –, deve essere unita alla bontà e alla santità di vita; occorre cioè far risplendere nel mondo, attraverso la santità dei suoi figli, il volto luminoso di Dio buono, mirabile e giusto”.

Ricordando un passaggio del Discorso della Montagna di Gesù dove egli si rivolge ai suoi discepoli esortandoli a far risplendere la propria “luce davanti agli uomini”, il Papa ha osservata che: “La testimonianza dei cristiani, se vuole incidere anche nell’odierna società, non può non nutrirsi di bellezza per diventare eloquente trasparenza della bellezza dell'amore di Dio”.

“Mi rivolgo particolarmente a voi, cari Accademici ed Artisti! E’ proprio questo il vostro compito: alimentare l’amore per tutto ciò che è autentica espressione del genio umano, nonché riflesso della bellezza divina”.

Nel corso della seduta il Santo Padre ha poi annunciato l’attribuzione del Premio annuale delle Pontificie Accademie – giunto alla sua VIII edizione – all’Abbazia Benedettina di Keur Moussa , in Senegal, “dove i Benedettini provenienti dall'Abbazia madre di Solesmes si sono messi in ascolto delle tradizioni dell'Africa, conservando fedelmente, allo stesso tempo, il patrimonio liturgico ricevuto dalla tradizione della Chiesa”.

L’Abbazia benedettina di Keur Moussa, secondo quanto scritto in un comunicato del Pontificio Consiglio per la Cultura, si è fatta portatrice “di un lavoro di inculturazione della musica e del canto gregoriano, adattandolo allo strumento tipico del Senegal, la Kora”, uno strumento a corde pizzicate, a metà tra un'arpa e un liuto.

Il Papa ha di seguito consegnato la Medaglia del Pontificato alla Scuola di Cinematografia "Ipotesi Cinema", fondata e diretta dal Maestro Ermanno Olmi, “per la sua pedagogia fondata sull’autentico umanesimo” così come al Coro Interuniversitario di Roma, diretto dal Maestro Don Massimo Palombella, “per il servizio reso al culto divino e alla cultura musicale”.

Al termine del suo messaggio il Papa ha quindi affidato tutti i presenti “alla materna protezione della Vergine Maria, che invochiamo come Tota Pulchra, la ‘Tutta Bella’”, ed ha auspicato che il loro contributo possa dare vita ad “un nuovo umanesimo cristiano, capace di percorrere la via dell'autentica bellezza, ed additarla a tutti come itinerario di dialogo e di pace tra i popoli”.