La valigia di Papa Wojtyla

Presentato a Roma il nuovo libro del vaticanista Fabio Zavattaro

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di Salvatore Cernuzio

ROMA, mercoledì, 16 novembre 2011 (ZENIT.org) -  Il 14 ottobre 1978, l’allora Karol Wojtyla andò in pellegrinaggio al santuario laziale della Mentorella, per poi fermarsi a pranzare in un’osteria nei paraggi. Una volta in viaggio, rimase bloccato nell’auto in panne. Scese allora per chiedere l’autostop fino a quando un autista dell’Acotral, Candido Nardi, lo prese a bordo del suo autobus nei pressi di Guadagnolo, un borgo a 50 km da Roma. Poiché quello che gli sembrava un semplice sacerdote gli aveva spiegato che doveva arrivare in Vaticano prima delle 13.30 (all’epoca il Conclave era “sigillato”, chi non giungeva in tempo restava irrimediabilmente fuori), fu costretto a saltare tutte le fermate, fino a Palestrina, dove venne intercettata la corriera diretta alla Capitale. Un miracolo fece giungere Wojtyla in tempo sulla soglia della Sistina, dalla quale sarebbe uscito, due giorni dopo, con la talare papale, grazie all’ispirazione dello Spirito Santo, ai voti dei cardinali, e all’aiuto provvidenziale di un conducente di bus pubblici, partecipe inconsapevolmente della genesi di un pontificato.

Questo aneddoto, rimasto ormai leggendario, e tante altre storie sono le ‘perle’ che arricchiscono il nuovo libro del vaticanista Fabio Zavattaro: La valigia di Papa Wojtyla, presentato a Roma, martedì 15 novembre, nel palazzo del Vicariato Maffei Marescotti.

Una sorta di ‘diario di bordo’, dove l’autore, che dal 1983 seguì come inviato i numerosi viaggi del Papa in Italia e all’estero, intreccia racconti, episodi inediti, curiosità, persone e luoghi per far emergere un profilo ancora sconosciuto, quasi ironico, di Giovanni Paolo II.

Ritroviamo, sfogliando le pagine del libro, tante vicende che non sempre hanno avuto l’onore delle cronache, ma che hanno accompagnato la preparazione dei 104 viaggi internazionali del Papa: da Gerusalemme fino alla Cuba di Fidel Castro, passando per gli indiani del nord del Canada, i sacerdoti perseguitati dal regime in Ucraina e la sua amata terra natale, la Polonia.

Un libro–verità che mostra, non solo la figura del Pontefice, ma anche dell’uomo che Giovanni Paolo II era. Un uomo che si commosse dall’aereo nel vedere il popolo messicano salutarlo con degli specchietti puntati verso il sole e che, nel suo primo viaggio, sempre in Messico, si fermò per più di un’ora a parlare con i giornalisti a 10.000 metri di altezza, come ha ricordato, durante l’incontro, Valentina Alazraki, corrispondente messicana, anche lei al seguito del Papa nei suoi innumerevoli pellegrinaggi.

Un uomo che, come dichiarato da monsignor Claudio Maria Celli, presidente della Pontificio Consiglio delle comunicazioni, ospite anch’egli della conferenza, “sentiva così forte l’anelito missionario da chiedere continuamente di partire per la Cina, anche nel momento in cui la malattia lo costringeva a Roma”.

Un uomo, che attraverso la comunicazione, dei media, ma anche di semplici gesti, desiderava entrare nella cultura, nelle tradizioni di ogni popolo “in modo da portare avanti la sua missione cristiana abbattendo le barriere del mondo e dei pregiudizi”, ha aggiunto Marco Simeon, direttore di Rai Vaticano.

“Giovanni Paolo II è l’incarnazione vivente delle parole del Vangelo: Andate ed annunziate Cristo fino agli estremi confini della Terra”, ha dichiarato, durante la presentazione del libro, monsignor Liberio Andreatta, vicepresidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi, di cui il Palazzo del Vicariato è la sede. “Papa Wojtyla è stato il più grande tour operator del fine millennio. Ha portato Cristo nel mondo e il mondo a Cristo”, ha aggiunto monsignor Andreatta.

La valigia, quindi, sempre pronta di un Papa che ha fatto dei pellegrinaggio il punto centrale del suo Magistero. Una valigia piena non solo del necessario per partire, ma anche di ricordi, di parole, di intenzioni e piccole chicche come la barzelletta che girava in Vaticano a tempi del suo pontificato: ‘Qual è la differenza tra Dio e il Papa? Che Dio è in ogni luogo e il Papa c’è già stato!”.

Per acquistare il libro di Fabio Zavattaro “La valigia di Papa Wojtyla”, Iacobelli Editore:

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