La vera libertà è quella che celebra correttamente il sacramento dell'Eucaristia

Intervento del Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì 23 aprile 2004 (ZENIT.org).- Molti e diffusi sono gli abusi che riguardano la celebrazione del sacramento dell’Eucaristia. E non si tratta di libertà creativa bensì di ignoranza della tradizione biblica e ecclesiale. La vera libertà è quella di celebrare correttamente il sacramento dell’Eucaristia.



Così monsignor Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, è intervenuto il 23 aprile in Sala Stampa Vaticana per presentare l'Istruzione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti: "Redemptionis Sacramentum, su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia".

"Da un punto di vista dottrinale, l'Istruzione si pone in continuità con l’enciclica Ecclesia de Eucharistia". ha precisato Amato.

"In quella enciclica il Santo Padre, oltre a consegnarci con autorevolezza una lezione di altissimo magistero sull'Eucaristia, come mistero della fede, che nutre ed edifica continuamente la Chiesa nella storia, non manca di segnalare più volte le ombre e gli abusi che oscurano la retta fede e la dottrina cattolica su questo sacramento" ha spiegato il prelato.

"Una attuazione arbitraria della Liturgia non solo deforma la celebrazione, ma provoca insicurezza dottrinale, perplessità e scandalo nel popolo di Dio" ha detto Amato citando Giovanni Paolo II.

"In realtà gli abusi, più che espressione di libertà, manifestano, invece, una conoscenza superficiale o anche ignoranza della grande tradizione biblica ed ecclesiale relativa all'Eucaristia”.

“L'Istruzione, invece, intende promuovere la vera libertà, che è quella di fare ciò che è degno e giusto nella celebrazione di questo Sacramento", ha affermato il segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Per quanto riguarda l'Istruzione Redemptionis Sacramentum Amato ha ricordato che il Santo Padre alla plenaria della Congregazione per la Dottrina della fede nel febbraio scorso ha richiamato l'attenzione alla "recezione dei documenti magisteriali da parte dei fedeli cattolici, spesso disorientati più che informati dalle immediate reazioni e interpretazioni dei mezzi di comunicazione sociale".

Per questo, ha continuato il prelato "i Vescovi, i sacerdoti, i fedeli laici non dovrebbero quindi soffermarsi su opinioni immediate 'in prima battuta'”. Ma “dovrebbero avere la pazienza e il tempo di leggere, di assimilare e di vivere in profondità i contenuti dell'Istruzione".

"L'Istruzione, - ha concluso Amato - dovrebbe suscitare nella Chiesa sana curiosità e generosa accoglienza, per contemplare con rinnovato stupore questo grande mistero della nostra fede e incentivare comportamenti e atteggiamenti eucaristici appropriati".