La vera parentela

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 244 hits

Lettura

Essere credenti, ascoltare la Parola e metterla in pratica come Maria e viverne la beatitudine conseguente, non significa entrare in una sfera intimistica di godimento, ma diventare collaboratori attivi del “sogno” di Dio: farsi una famiglia di figli e di figlie grande come l’umanità intera! 

Meditazione

Luca conclude il discorso sull’ascolto della parola di misericordia, mostrandone il frutto: essa ci rende madre e fratelli di Gesù, generatori e consanguinei di colui che è la Parola stessa del Padre misericordioso. Ci rende madre in quanto, accogliendo la Parola come Maria, lo Spirito ce la fa concepire; fratelli in quanto, facendola, siamo trasformati in Lui, ascoltatore e figlio del Padre. L’appartenenza alla famiglia di Gesù, quindi, non si fonda su privilegi di sangue riservati a pochi, ma è aperta a tutti, perché fondata sull’accoglienza della Parola. Ognuno è chiamato a diventare “madre” (al singolare!) e la maternità è quell’ascolto che precede ogni messa in pratica, è la fede non delegabile ad altri che consiste nell’accogliere la parola di misericordia, accettando così di essere accolti nelle “viscere materne” di Dio. Tutti siamo chiamati ad essere suoi “fratelli” (al plurale!) perché se la maternità è l’ascolto, la fraternità ne è la conseguenza: il fare ciò che si è ascoltato. Maria è il prototipo del vero discepolo e della Chiesa perché crede (1,45), e la sua vera maternità consiste nell’essere stata “ascoltatrice” e “fattrice” della Parola (11,27). Insomma, come dice san Paolo (2Cor 5,16), anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così, ma secondo lo Spirito! Questa è una buona notizia per tutti gli “estranei”, peccatori o lontani che siano (e chi di noi non lo è?), i quali sono chiamati ad essere “di casa” con Dio, nella sua misericordia. 

Preghiera

Signore, riconosco la bellezza della tua chiamata a far parte della famiglia del Regno, a sperimentare in essa la tenerezza e la forza dell’amore del Padre che mi vuole suo figlio, a divenire sempre più tuo fratello e amico. Con l’aiuto della tua grazia, fammi diventare sempre più simile a Maria, madre tua e nostra, modello di obbedienza alla tua Parola. 

Agire

Cercherò qualche momento di silenzio per gustare l’essere madre e fratello di Gesù. 

Meditazione del giorno a cura di monsignor Emidio Cipollone, arcivescovo di Lanciano-Ortona, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: info@edizioniart.it