La verità della religione

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ROMA, venerdì, 8 giugno 2007 (ZENIT.org).- Il Cristianesimo corrisponde all'esigenza di conoscere la verità? A questa domanda mira a rispondere il libro “La verità della religione” (Edizioni Cantagalli, 2007).



Nel marzo del 2006, filosofi e teologi si sono riuniti presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce per riflettere sulla natura della religione e delle religioni in rapporto al Cristianesimo.

L’operazione, si legge in una nota della Cantagalli, è stata quella di osservare il Cristianesimo “tenendo conto di ogni aspetto della vita, di ogni interrogativo profondo che penetri la superficie delle risposte facili o che suonano come una ‘petitio principii’”.

Prendendo avvio da vari punti di vista – da quello storico a quello psicologico e antropologico, a quello più squisitamente teologico – il libro si profila come “una ricerca genuina che non rinuncia alla possibilità di incontrarsi con il vero, pur facendo i conti con il velo del dubbio, che sempre assale ogni essere umano”.

“L’operazione tentata è quella di prendere sul serio il Cristianesimo come pensiero, osservando il fatto che in Cristo la razionalità poteva diventare religione perché il Dio della razionalità era entrato egli stesso nella religione”.

Come ha del resto affermato Papa Benedetto XVI a Ratisbona, “il coraggio di aprirsi all’ampiezza della ragione, non il rifiuto della sua grandezza – è questo il programma con cui una teologia impegnata nella riflessione sulla fede biblica entra nella disputa del tempo presente. ‘Non agire secondo ragione, non agire con il logos, è contrario alla natura di Dio’”.

“Gesù di Nazaret emerge fenomenologicamente come quel personaggio storico nel quale il concretum coincide con l’universale – prosegue il comunicato –. Egli risponde ad un bisogno di verità che è tanto più pressante quanto più sembra essere superata dalle gratificazioni del progresso tecnico-scientifico. Tanto più l’uomo diventa padrone del mondo, tanto più si pone il problema di cogliere il significato del tutto”.

Nell’opera viene tracciato un excursus storico ed emerge come le diverse religioni vedano realizzata nel Cristianesimo la propria aspirazione, in armonia con le esigenze del pensiero umano stesso.