La via della giustizia nella solidarietà

Discorso del cardinale Tarcisio Bertone a Portovesme, in Sardegna

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PORTOSCUSO, sabato, 15 dicembre 2012 (ZENIT.org) - Pubblichiamo il discorso pronunciato oggi dal cardinale Tarcisio Bertone durante la cerimonia di benvenuto a Portovesme, frazione del comune di Portoscuso (Sardegna), dove il Segretario di Stato vaticano ha inaugurato un nuovo impianto della Portovesme srl, fabbrica del gruppo Glencore.

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Eccellenza,
illustri Signori e Signore,
cari amici,

Ho accettato molto volentieri l’invito a venire oggi in mezzo a voi, per manifestare la particolare vicinanza del Santo Padre al mondo del lavoro in questo momento di crisi economica. E in particolare la sua vicinanza a questo territorio, di cui conosce i problemi. Il periodo natalizio poi ci rende ancora più attenti alla trepidazione di tante famiglie.

Quello che diamo oggi qui a Portovesme è un segno di speranza. Benedire e inaugurare nuovi impianti produttivi costituisce infatti un passo incoraggiante per la proprietà, per la dirigenza e per tutte le maestranze. Un segno che vuole essere di buon auspicio per tante realtà lavorative, perché si sappiano trasformare e rinnovare, e possano offrire lavoro a tutti. Lo meritano questo territorio e questa popolazione, che sa essere dignitosa e civile anche nelle crisi più acute.

La Dottrina sociale cattolica non offre ricette, ma sicuramente offre validi criteri etici e un metodo per affrontare i problemi. Indica la via della giustizia nella solidarietà – come dimenticare il magistero del beato Giovanni Paolo II, così carico di coinvolgimento personale? La Dottrina sociale tiene nella massima considerazione il lavoro umano, e lo ribadisce con forza il Santo Padre Benedetto XVI nel Messaggio, appena pubblicato, per la prossima Giornata Mondiale della Pace.

In particolare, il lavoro rimane l’impegno prioritario per l’Italia. Oggi le condizioni per il lavoro sono particolarmente difficili, e questo rende ancora più importante la formazione professionale dei giovani, una formazione adeguata, che permetta loro di compiere le scelte della vita lavorativa e familiare. E’ stata questa l’intuizione di molti Santi educatori, come Don Bosco, Don Orione, Don Leonardo Murialdo, e altri. Investire sulla formazione professionale dei giovani significa investire per il futuro di una regione. Molti giovani in Sardegna non vedono altra possibilità se non l’emigrazione, impoverendo ancora di più questa Regione, che negli ultimi anni ha il più basso tasso di natalità.

Occorre creare le condizioni che favoriscano investimenti produttivi e nuove progettazioni. Questo territorio, ricco di cultura industriale e di tradizione mineraria, oggi attende di poter usufruire di nuove possibilità, che valorizzino il passato attraverso le opportune riconversioni e potenzino le ricchezze naturali e ambientali per unire salvaguardia del creato e opportunità economiche.

Esprimo vivo apprezzamento alla Chiesa diocesana iglesiente, che da sempre è vicina a questi problemi; e all’intera Chiesa in Sardegna, che continuerà ad alimentare la speranza, incoraggiando la ricerca e l’impegno sociale, alla luce della Dottrina sociale della Chiesa.

Vi ringrazio per la vostra accoglienza. E ora nella Santa Messa rendiamo insieme grazie a Dio, che sempre aiuta quanti con tenacia cercano il suo Regno e la sua giustizia.