La vicenda del gesuita che prima divenne comunista e poi ritornò in Chiesa

Il giornalista Andrea Galli racconta la vita di Padre Alighiero Tondi

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ROMA, lunedì, 11 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Padre Alighiero Tondi era un gesuita di punta della Gregoriana negli anni Cinquanta: artista, scrittore e collaboratore dell'Enciclopedia Cattolica.



Infatuatosi della dottrina marxista e travolto da una profonda crisi di coscienza, nel 1952 lasciò improvvisamente la Compagnia di Gesù e aderì al Partito Comunista Italiano.

Fu un caso clamoroso, con un'eco internazionale, ripreso per mesi dai giornali, anche perché Tondi divenne presto il contraltare dell'ex-confratello Padre Riccardo Lombardi, tenendo comizi in tutta Italia per il PCI e scrivendo velenosi libri tradotti in più lingue, come "Vaticano e neofascismo" o "I Gesuiti", che ebbero un'enorme diffusione.

Tondi sposò poi una parlamentare comunista, Carmen Zanti, e ad un certo punto fu mandato dal partito a insegnare all'Università Humboldt, nella Germania dell’est, dove però iniziò un altro - e noto a pochi - periodo di crisi.

Spentisi i riflettori dei media su di lui, resosi conto di essere stato usato dai comunisti come mero strumento di propaganda, toccato con mano cos'era il socialismo reale nei paesi dell'Est, dove viaggiò a lungo, Tondi maturò un cocente e silenzioso pentimento.

Tornato in Italia a metà anni '60 si eclissò dalla scena politica. E quando la moglie morì, nel 1978, pienamente pentito, chiese umilmente ed ottenne dal Vaticano il reintegro nella stato sacerdotale, vivendo gli ultimi anni della vita celebrando la Santa Messa.

Quando morì, nel 1984, in solitudine, lasciò anche un'interessante autobiografia incompiuta, il cui manoscritto sembra perso, tanto che P. Giacomo Martina SJ, nella sua ultima "Storia dei gesuiti in Italia" si chiedeva che fine mai avesse fatto.

Della vicenda Tondi si è occupato con una accurata inchiesta Andrea Galli, giornalista collaboratore di “Avvenire” e membro del servizio nazionale per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana. ZENIT lo ha intervistato.

Chi è stato veramente Alighiero Tondi?

Andrea Galli: Una figura dall'animo nobile, quanto passionale ed emotivo. Un religioso le cui disavventure prefigurarono, in un certo senso, quelle di tanti altri negli anni del disorientamento post-conciliare. Ma con un finale simile alla parabola del Figliol prodigo, come disse nel 1984 l'allora vescovo di Reggio Emilia mons. Gilberto Baroni.

Cosa lo portò ad aderire al marxismo?

Andrea Galli: L'approfondimento della filosofia marxista fece probabilmente contatto con la tradizione socialista della famiglia e la ricezione distorta della sensibilità per le tematiche sociali che andava allora maturando nella Compagnia: va ricordato che è del 1946 la lettera all'Ordine del generale Janssen sull'apostolato sociale e del 1948 la nascita a Milano della rivista Aggiornamenti Sociali, che segna per i gesuiti italiani l’inizio di quella svolta pastorale, di quella preferenza per i poveri, che diventerà manifesta sotto la guida di padre Arrupe. In più giocò un ruolo il carattere dello stesso Tondi, incline a entusiasmi e scelte di campo radicali.

Cosa significò il trasferimento nella Germania dell'Est?

Andrea Galli: Il trasferimento nella Germania Democratica intanto diede la stura a una serie di voci che vedevano in Tondi la longa manus di Stalin in Vaticano, spia in talare addestrata dal KGB, trafugatore di documenti segreti dai Sacri Palazzi, ecc. che rimbalzarono in tutto il mondo e ancora circolano qua e là, come dimostra un articolo uscito nel 2002 sul quotidiano argentino “La voz del interior”, che le ha riprese integralmente.

Una leggenda nera, la cui diffusione fu senza dubbio facilitata dal silenzio che ad un certo punto avvolse la vicenda dell'ex-gesuita. Costui fece infatti rientro in patria nel 1963, ma fu ignorato praticamente da tutti, in primis da chi lo aveva lanciato anni prima nell'agone politico, fatta eccezione per alcuni intellettuali del PCI come Ambrogio Donini.

Il motivo era che, negli anni berlinesi, oltre a sperimentare una cocente e inaspettata marginalità, Tondi aveva potuto ammirare di persona le conquiste del socialismo reale, dalla Polonia alla Cecoslovacchia alla stessa Russia, in cui aveva compiuto lunghi viaggi. Era insomma tornato alquanto traumatizzato e avviato sulla strada di un ultimo, definitivo pentimento, che si sarebbe manifestato soprattutto in due successivi momenti.

Quali?

Andrea Galli: Nel '63 Tondi e la Zanti, che si erano sposati civilmente, chiesero ed ottennero dal Pontefice la sanatio in radice del proprio matrimonio, che fu elevato alla dignità di sacramento. E alla morte di Lei, nel 1978, Tondi riuscì addirittura a farsi reintegrare nello stato sacerdotale, venendo incardinato nella diocesi di Reggio Emilia, dove visse gli ultimi anni della vita celebrando la Santa Messa.

Ma altrettanto significativa fu l'autobiografia che Tondi lasciò incompiuta al momento della morte, avvenuta nel settembre del 1984, e il cui manoscritto, rimasto intatto fra le sue carte personali, è tornato alla luce dopo vent'anni di oblio.

Un testo frammentario e più volte rimaneggiato, dominato dall'amarezza per un'ideologia abbracciata a suo tempo come verità, per le miserie umane di tante realtà attraversate nell'arco di una vita: "In questo libro si leggeranno parecchie critiche rivolte al Partito Comunista Italiano ma non soltanto a lui e alcuni riconoscimenti", si legge all'inizio della narrazione.

Ma soprattutto pagine punteggiate dalle prese di distanza rispetto agli scritti anticlericali degli anni '50, dalla confutazione delle dicerie complottistiche sul suo conto e dalla riaffermazione di una fede cristiana pienamente ritrovata.

Oltre che ornate dall'omaggio postumo a figure come Papa Montini: "Paolo VI era completamente diverso. La prima volta che gli parlai fu in Vaticano, quand'egli era in Segreteria di Stato. Modesto, semplice, naturale, schietto, quest'uomo mi fece un’impressione profonda, indimenticabile. Mi trovai subito a mio agio e capii di avere di fronte una personalità straordinaria".

O dai ricordi commossi della moglie Carmen, morta secondo Tondi da credente, nonostante il parere contrario di parenti e compagni di partito, che pretesero per lei un funerale rigorosamente civile. Tondi e moglie che, per la cronaca, oggi riposano uno accanto all'altra nel cimitero di Cavriago, il piccolo paese in provincia di Reggio Emilia che diede i natali, oltre che a Carmen Zanti, a un personaggio emblematico nel rapporto tra cattolicesimo e comunismo, quale fu Giuseppe Dossetti.