La visita del Papa in Libano favorirà una "primavera cristiana" in Medio Oriente

Al Sinodo il Patriarca di Antiochia dei Maroniti fa cenno al dialogo con l'Islam

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di Béchara Boutros Raï

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 15 ottobre 2012 (ZENIT.org) – Riportiamo di seguito l’intervento di S. B. R. Béchara Boutros Raï, O.M.M., Patriarca di Antiochia dei Maroniti, Capo del Sinodo della Chiesa Maronita, alla decima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi (13 ottobre 2012).

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Secondo l’Instrumentum laboris (nn.56-57), il dialogo interreligioso rientra appieno nella nuova evangelizzazione. Io mi limiterò al dialogo con l’Islam nei paesi arabi. Questo dialogo è evocato dai nuovi attori economici, politici e religiosi presenti sulla scena mondiale.

Si tratta di un dialogo specifico, come descritto nell’Esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente che il Santo Padre ha firmato il 15 settembre in occasione della sua visita in Libano: “Questo dialogo in Medio Oriente è basato sui legami spirituali e storici che uniscono i cristiani agli ebrei e ai musulmani. Questo dialogo, che non è principalmente dettato da considerazioni pragmatiche di ordine politico o sociale, poggia anzitutto su basi teologiche che interpellano la fede. [...] Sono chiaramente definite nella Dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, Nostra aetate” (n. 19).

L’evangelizzazione nei paesi arabi è messa in atto in modo indiretto, all’interno delle scuole cattoliche, delle università, degli ospedali e degli istituti appartenenti alle diocesi e agli ordini religiosi aperti sia ai cristiani che ai musulmani.

L’Evangelizzazione indiretta è praticata soprattutto tramite i mezzi di comunicazione sociale, in particolare quelli cattolici che trasmettono le celebrazioni liturgiche e vari programmi religiosi. Constatiamo tra i musulmani conversioni segrete al cristianesimo.

I discorsi pronunciati dal Santo Padre in Libano e l’Esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente favoriranno l’avvento della “primavera cristiana”, che condurrà, per grazia di Dio e grazie a una nuova evangelizzazione illuminata, a una vera “primavera araba” della democrazia, della libertà, della giustizia, della pace e della difesa della dignità di ogni uomo, contro tutte le forme di violenza e di violazione dei diritti.