La vita è degna, sempre...

All'Università Cattolica un ciclo di incontri sulla "vita fragile"

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di Angela Maria Cosentino, bioeticista

ROMA, lunedì, 12 novembre 2012 (ZENIT.org) - Coniugare fragilità e dignità (binomio che sembra ovvio) oggi risulta più difficile per una mutata sensibilità culturale, politico, legislativa. Perciò, richiamarne la inscindibilità né cattolica, né laica, ma umana, ispirata al diritto alla vita, fondamento di tutti i diritti umani,  è importante.

Il Centro di Ateneo per la Vita dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, nato nel novembre 2011, ha assunto questo obiettivo che intende sviluppare anche con l’animazione di un dibattito culturale e scientifico sulle diverse situazioni di vita “fragile”: la disabilità, la vecchiaia avanzata, la vita prenatale, il fine vita. Le diverse situazioni saranno sostenute con ricerche avanzate e progetti assistenziali che si concretizzano - come ha dichiarato Massimo Antonelli, direttore del Centro di Ateneo - in una “filiera di interventi rispettosi della dignità umana, sempre”.

Questo ambizioso progetto di eccellenza, a sostegno dell’annuncio che la vita è un bene inalienabile e indisponibile, è stato presentato il 9 novembre scorso, al primo di una serie di incontri-seminari promossi dal Centro di Ateneo per la Vita in collaborazione con il Centro culturale di Roma e il  Policlinico A. Gemelli. 

Le iniziative, aperte a tutti, affrontano questioni delicate per malati e familiari (La disabilità nello sport – La vita prenatale – Lo stato vegetativo – La vecchiaia e il fine vita ) con la partecipazione di professionisti della medicina, della palliazione non oncologica e testimonianze di "specialisti in umanità" per contribuire a realizzare - dichiara Rodolfo Proietti, Presidente del Centro di Ateneo - “la missione per cui l’Università Cattolica è nata”. A ciò contribuisce anche la  messa in rete di tutte le sinergie possibili, a diversi livelli: un aiuto per i malati, le famiglie e un’ incisiva proposta formativa integrata e globale per gli studenti dell’ambito sanitario.

Al primo incontro del ciclo La vita è degna sempre, dal titolo Sla: di inguaribile solo la voglia di vivere, sono intervenuti Rocco Bellantone, Preside Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università, Maurizio Guizzardi, Direttore del Policlinico A. Gemelli, Mario Melazzini, neo-assessore regionale lombardo alla Sanità, presidente dell'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica (Aisla), direttore scientifico del Centro Nemo, medico e malato, Rodolfo Proietti, presidente del Centro di Ateneo per la vita, Paolo Maria Rossini, direttore dell'Istituto di Neurologia del Gemelli, Massimo Antonelli, direttore dell'Istituto di Anestesiologia e rianimazione alla Cattolica, Mario Sabatelli, Ricercatore Istituto di Neurologia e Dario Sacchini, professore aggregato Istituto di Bioetica, Università Cattolica – Policlinico Gemelli.

Durante il seminario, in cui viene annunciata la prossima apertura di un Centro per la cura e l’assistenza di malati con patologie neuromuscolari, è stato proiettato un brano tratto dal video-documentario “Io sono qui. Sette giorni di appunti della vita di Mario Melazzini” del regista Emmanuel Exitu.  

L'incontro, moderato da Monica Mondo, ha contribuito a ricordare che la fragilità, in modo diverso,  è in ognuno di noi. “Qualcuno – segnala Sacchini -  ne rimane piagato e, a volte, piegato”. Ma, la presenza di un rapporto empatico (a cui richiama l’etica della cura) tra operatori sanitari, volontari, familiari e paziente, ha un valore terapeutico che spesso- ricorda Melazzini - è migliore dei farmaci.

Così, la sofferenza, pur rimanendo uno dei grandi misteri per l’uomo, se sostenuta “può rappresentare un’opportunità di cambiamento”. Parola di Mario Melazzini, medico, malato di Sla.