La vita monastica benedettina fiorisce in Oklahoma

Si spera di costruire una chiesa che duri 1000 anni

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di Jason Adkins



HULBERT (Oklahoma, Stati Uniti), lunedì, 16 giugno 2008 (ZENIT.org).- Tra le colline e i laghi dell'Oklahoma orientale è nato recentemente un monastero benedettino la cui istituzione può rappresentare un impulso alla rinascita della cultura cristiana.

Nel monastero di Nostra Signora dell'Annunciazione, coloro che sono ormai noti come “i monaci di Clear Creek” stanno infatti cercando di ricostruire la vita monastica e la cultura cristiana dell'America dalle fondamenta.

Il priore, padre Philip Anderson, ha spiegato a ZENIT che la storia dei monaci di Clear Creek è iniziata all'Università del Kansas, dove un programma sui Grandi Libri guidato da John Senior e finanziato dal National Endowment for the Humanities ha dato agli studenti l'opportunità di riscoprire la cultura e le idee della civiltà occidentale.

Il successo del programma è consistito nella volontà di Senior di proporre risposte alle domande più profonde, puntando al cattolicesimo come fonte di molti frutti prodotti dall'Occidente.

Senior ha anche sottolineato l'importanza del latino come mezzo che lega questa civiltà comune e i suoi successi.

Il programma, ha raccontato padre Anderson, si è diffuso e ha prodotto non poche conversioni. In seguito, alcuni benefattori dell'Università hanno protestato, e l'iniziativa è stata bloccata.

Quando alcuni studenti, uno dei quali era padre Anderson, hanno chiesto a Senior come ricostruire una civiltà persa a causa della moderna società tecnocratica, questi ha suggerito di trovare dei monaci in Europa – perché in America, se ancora ce n'erano, dovevano essere molto pochi – che vivessero una vita monastica tradizionale.

Il viaggio ha portato padre Anderson e i suoi compagni nell'abbazia benedettina francese di Fontgombault, dove sono stati accolti e hanno ricevuto una formazione sulla vita religiosa secondo la Regola di San Benedetto.

I monaci volevano tornare in America per erigere un monastero nel loro Paese. Ci sono voluti quasi 25 anni, fino a quando, nel 1998, il Vescovo Edward Slattery di Tulsa ha invitato i monaci di Fontgombault a formare una comunità di quella abbazia nella sua diocesi.

Secondo padre Anderson, la costruzione di un monastero nell'Oklahoma orientale è stata il risultato di una combinazione fortuita di fattori: un Vescovo entusiasta, una zona del Midwest vicina al luogo di residenza di molti studenti di Senior, che hanno potuto contribuire alla fondazione, e la proprietà adeguata, che ha definito “perfetta per la vita monastica”.

Dal 1999 questi monaci americani, insieme a qualche fratello canadese e francese, vivono a Clear Creek, vicino Hulbert.

La vita monastica di Clear Creek si basa sulla preghiera liturgica, soprattutto sulla Liturgia delle Ore, che i monaci cantano in latino otto volte al giorno.

La forma in uso è quella tradizionale – quella straordinaria – della liturgia romana, secondo i monaci più idonea al tipo di vita monastica contemplativa che vogliono condurre.

Per finanziarsi, i monaci sono impegnati in varie attività: allevano pecore, hanno un frutteto, coltivano ortaggi, fanno formaggio, confezionano abiti e producono mobili.

Reperire i fondi per costruire una chiesa romanica per il monastero che possa durare mille anni è però tutt'altra questione.

Secondo i monaci, la nuova chiesa sarà un segno di contraddizione in una cultura consumistica in cui tutto è temporaneo o può essere gettato via quando non serve più, con il cambiamento che sembra essere l'unica costante.

L'opuscolo informativo che hanno ideato afferma che la gente “ha bisogno di un luogo in cui ricollegarsi alla creazione e al centro silenzioso del proprio essere, dove Dio l'attende. Il monastero è questo tipo di luogo”.

Padre Anderson spera che la costruzione della chiesa possa iniziare nel 2009.

Interpellato da ZENIT sull'ipotesi di voler ricostruire la civiltà in America, il monaco ha detto che i Benedettini hanno “costruito l'Europa senza nemmeno provarci”.

“Ci concentriamo sulla preghiera – ha affermato –. Possiamo vedere gli effetti della nostra vita solo indirettamente, come vediamo i cerchi provocati da una goccia che cade in uno stagno”.

A suo avviso, l'opera dei monaci è a cerchi concentrici: tutto si centra sulla vita interiore, ma questo ha effetti su ogni altro aspetto.

Il monastero è già diventato meta di molte persone che desiderano condividere la vita dei monaci, come nel Medioevo. Laici e famiglie, infatti, partecipano alla Messa e seguono la liturgia con i Benedettini. Per questo, padre Anderson ha affermato che la Diocesi spera di erigere una parrocchia nelle vicinanze per assistere le necessità spirituali dei visitatori.

I monaci di Clear Creek sono 30, e quest'anno dovrebbero arrivarne altri tre o quattro.

La loro storia potrebbe non solo ispirare una rinascita della vita monastica negli Stati Uniti, ma anche spingere gli insegnanti ad essere come John Senior e a istruire gli studenti nella verità, nella bellezza e nella bontà, pur se a grandi costi professionali.

Con più insegnanti come Senior e monaci come quelli di Clear Creek, la possibilità di un rinnovamento dell'autentica vita monastica e della vita culturale cristiana in America sembra più a portata di mano.

[Traduzione e adattamento di Roberta Sciamplicotti]