“La vita vince contro i genocidi”: Convegno all’Università Cattolica di Brescia

| 786 hits

BRESCIA, mercoledì, 14 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Nei giorni 9-10-11 febbraio 2007, si è svolto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia il Convegno Internazionale dal titolo “L’eclissi della bellezza. Genocidi e diritti umani”, che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone.



Promosso da Federvita Lombardia, con la collaborazione dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Brescia e dell’Associazione Laris, il Convegno ha inteso testimoniare come la bellezza si opponga e sopravviva di fronte alle tragedia della Shoah, delle Foibe, dei Gulag, al genocidio cambogiano di Pol Pot, e ai tanti altri avvenuti in Tibet, Corea, Cina, Rwanda e Darfur.

La dottoressa Elisabetta Pittino, Responsabile Giovani "MPV Lombardia" e Membro Direttivo Nazionale del Movimento per la Vita ha spiegato a ZENIT che “i genocidi sono avvenuti perché qualcuno ha affermato che un gruppo di esseri umani non erano 'persone' e quindi non avevano diritti…nemmeno il diritto alla vita”.

“La cultura della vita, che si contrappone alla cultura di morte, ha come radice il rispetto della dignità umana – ha sottolineato la Pittino –. L’uomo, dal concepimento fino alla morte naturale, è l’archetipo della bellezza, come tale va rispettato dal diritto, dagli Stati e dalle società”.

Nel corso dei lavori del Convegno, monsignor Alfonsas Svarinskas, un sacerdote lituano nato nel 1925, ha raccontato dei 22 anni da lui trascorsi nei vari gulag sovietici.

Quando era un giovane studente di teologia venne arrestato alla fine del 1946 , condannato a dieci anni di lavori forzati e portato con un carro bestiame in un gulag di Vorkuta Inta, località degli Urali all’altezza del circolo polare artico.

Sopravvisse al freddo e alla fame e riuscì a farsi consacrare sacerdote clandestinamente, di notte, nei locali di una infermiera, dal Vescovo lituano Ramanauskas.

Cominciò quindi di nascosto a praticare il sacerdozio fra mille pericoli: battezzava, confessava, assisteva i detenuti malati o che morivano, celebrava la messa spremendo acini di uva secca per ottenere il vino, rinunciava al pane perché serviva per la Comunione.

Nonostante la repressione e la detenzione Svarinskas divenne molto popolare al punto che il Presidente americano Ronald Reagan in persona chiese la sua scarcerazione.

Nel 1988 finì la sua prigionia nel gulag sovietico e venne mandato in esilio. Nel 1990 ritornò in Lituania, e in quanto simbolo della libertà, della lotta all’ateismo e all’occupazione sovietica, venne eletto deputato al Parlamento, ma Papa Giovanni Paolo II gli chiese di lasciare l’incarico politico.

Anche Liliana Segre sopravvissuta al Lager di Auschwitz ha raccontato la sua atroce esperienza che l’ha vista essere deportata dai nazisti all'età di tredici anni.

Il Gran Ufficiale ed esule istriano, Luciano Rubessa, ha ripercorso la storia delle foibe, il lungo esilio degli italiani della Venezia Giulia e Dalmazia, perseguitati dalle truppe comuniste di Tito alleate con i partigiani italiani

Giacomo Samek Lodovici, Assegnista di ricerca in Filosofia morale all'Università Cattolica di Milano, dove ha conseguito il dottorato di ricerca e vinto il Premio Gemelli quale miglior laureato in filosofia (nel 1999), ha ribaltato l’equazione secondo cui “la religione è la sventura del mondo” e “l’ateismo è la condizione di possibilità di un vero umanesimo”.

Il giovane professore di filosofia ha affermato che “il cristianesimo è un formidabile generatore di umanesimo” , perché “considera ogni uomo dotato di dignità intangibile ed inviolabile”, perché “prescrive l’amore del prossimo” e perché dal punto di vista storico indica “i doveri verso il prossimo, verso ogni essere umano (e non solo verso alcuni)”.

Secondo Samek Lodovic “i genocidi moderni ed i totalitarismi, che hanno cercato di cancellare Dio dalla storia, hanno dimostrato che le ideologie laiciste e anticristiane producono le più grandi carneficine”.

Il docente ha inoltre sottolineato come la reiezione contemporanea di Dio comporti “il ritorno dei sacrifici umani: per esempio la mercificazione della donna, certi ritmi lavorativi che sono lesivi della dignità umana, l’aborto, l’eutanasia, la fecondazione artificiale, la clonazione umana e la sperimentazione sugli embrioni”.

Sandro Fontana, docente di Storia contemporanea all’Università di Brescia, ha invece rilevato che “il Novecento, con due guerre mondiale e due terribili aberrazioni come il Nazismo e il Comunismo, non è stato il ‘secolo breve’, ma il ‘secolo dei genocidi’”.

Il giornalista e scrittore Antonio Socci ha parlato della strage silenziosa che ha prodotto oltre un miliardo di vittime e di cui nessuno oggi vuole parlare: l’aborto.

Socci ha denunciato quello che può essere inteso come il peggior crimine commesso dall’umanità contro se stessa nel corso dell’ultimo secolo, raccontando tutta la verità sull’aborto: dalle origini del dibattito morale alle scelte politiche italiane, dalle politiche antinataliste cinesi all’attuale orientamento dell’ONU e delle istituzioni europee, dalle polemiche sull’RU-486 alle coraggiose iniziative del Movimento per la Vita.

Giorgio Gibertini - responsabile organizzativo del Movimento per la Vita (MpV) italiano - ha chiesto che “il genocidio censurato dell’aborto, che solo in Italia miete 347 vittime al giorno, venga ricordato al pari degli altri genocidi”.

Gibertini ha ricordato che “i Centri di aiuto alla vita, nel silenzio, operano per la vita ed hanno aiutato a nascere, in questi anni, 77 mila bambini”, precisando che “12.000 bambini sono stati strappati all’aborto dal Progetto Gemma”.

In merito all’Eutanasia il responsabile organizzativo del MpV ha affermato che “la storia di Welby diventerà un boomerang contro chi si è aggirato come avvoltoio attorno all’uomo Piergiorgio”.

Infatti, ha continuato, “stanno venendo alla scoperta, quasi ogni giorno, storie di vite vissute fino all’ultimo…. esperienze di accompagnamento alla morte che permettono alla persona di morire serenamente dando anche un senso ai propri ultimi giorni, dando anche un senso al dolore, alla sofferenza”.

Circa gli attacchi contro la famiglia Gibertini ha detto: “E’ vero che le statistiche ci dicono che ogni giorno ci sono 200 separazioni e 100 divorzi ma, nonostante questo, noi sappiamo che la bellezza sta nel matrimonio, nella famiglia ed a quella dobbiamo tendere e soprattutto far tendere i nostri giovani”.

Sui DICO, proposti dall’attuale maggioranza di governo, il responsabile organizzativo del MpV ha denunciato “l’affossamento totale della famiglia con l’apertura dell’istituto matrimoniale camuffato alle coppie omosessuali e conseguente adozione dei bambini”.

Gibertini ha quindi concluso sottolineando che “noi sposi, noi padri e madri, dobbiamo testimoniare la bellezza della famiglia. Famiglia che meraviglia. Conviene fare famiglia. Conviene fare figli. Esiste il per sempre: ed è la cosa più bella che possa capitarci”.

[Gli atti del Convegno ed un cofanetto con 4 DVD contenenti tutte le relazioni possono essere richiesti a Federvita Lombarda (FEDERDO2@federvita.191.it); oppure contattando il seguente numero di tel. e fax: 02/48701374]