La “vocazione internazionale”, elemento connaturato al cattolicesimo, afferma il Cardinal Ruini

Inaugurando il I Anno Accademico dell’Università Europea di Roma

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ROMA, martedì, 10 gennaio 2005 (ZENIT.org).- Inaugurando questo martedì il I Anno Accademico dell’Università Europea di Roma (UER), il Cardinale Camillo Ruini, Vicario per la diocesi di Roma, ha affermato che il cattolicesimo ha una “vocazione internazionale” che lo rende valido per tutti i popoli.



La fede cristiana, infatti, è “capace di incarnarsi nelle più diverse culture, per comunicare loro la propria linfa di verità e valorizzare quanto di vero, di buono e di bello in esse è contenuto”, ha affermato il porporato dopo aver benedetto i presenti e le strutture e aver presieduto la dedica dell’auditorium a Giovanni Paolo II.

Se “la vocazione internazionale è naturale per il cattolicesimo”, ha osservato, ciò è vero “anche e specificamente in ambito universitario”.

“La Chiesa cattolica, e in particolare la Chiesa presente in Italia, guarda con grande attenzione ed interesse al mondo della cultura e della ricerca, come anche all’impegno nella formazione delle persone”, ha ricordato il Cardinale, spiegando che per questo motivo la nascita di una nuova Università “che si richiama ai grandi principi della fede e della cultura d’ispirazione cristiana” è un evento “positivo e incoraggiante”.

Constatando che “nell’odierno contesto culturale sono all’opera forti correnti che spingono nel senso della secolarizzazione, e anche della cristianizzazione”, il Cardinale Vicario di Roma ha osservato che “una ricerca e un insegnamento che si richiamino all’eredità cristiana, per inverarla e attualizzarla nel presente e nel futuro, devono affrontare una sfida non facile”.

Nonostante la difficoltà del compito, si può confidare “non soltanto nel grande patrimonio di verità e bellezza che ci viene dal nostro passato, ma anche nella luce dello Spirito Santo, che guida i passi della Chiesa, e nelle energie positive che il medesimo Spirito suscita sempre di nuovo, per rispondere ai compiti che man mano si profilano”.

“Di fronte a quel distacco dal cristianesimo che si è purtroppo verificato in molti ambienti culturali europei”, il Cardinal Ruini – che è anche Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – ha quindi citato le parole “assai impegnative, ma anche cariche di speranza”, pronunciate a Subiaco dall’allora Cardinale Joseph Ratzinger pochi giorni prima della sua elezione al Pontificato.

“Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo – affermava il futuro Benedetto XVI –. (…) Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini”.

“Il mio fervido auspicio è che questa nuova Università contribuisca a formare un tale genere di uomini”, ha affermato il Cardinal Ruini, esprimendo il desiderio che “la giovane pianta di questa Università, appena germogliata, possa crescere rapidamente e diventare un albero robusto e ricco di frutti di bene”.

L’Università Europea di Roma è nata dall’impegno della Congregazione dei Legionari di Cristo, fondata nel 1941 in Messico da padre Marcial Maciel e che attualmente conta 23 Università in sei Paesi (Italia, Francia, Spagna, Stati Uniti, Messico e Cile) e circa 300 centri di formazione.

Presentando l’Università, il Rettore, padre Paolo Scarafoni, L.C., ha sottolineato che “si tratta di un laboratorio che prepara alla vita concreta”, insegnando ad impegnarsi per cercare “il vero, il bello, il bene, al di fuori dei vantaggi immediati”.

Alla cerimonia di inaugurazione del I Anno Accademico della nuova Università erano presenti anche il Direttore Generale dei Legionari di Cristo, padre Álvaro Corcuera, che ha augurato all’UER un “lungo e fruttuoso cammino”, e numerose autorità.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha ricordato le tre parole che “sono insieme l’identità di questa Università e la finalità di questa iniziativa”: “laboratorio”, ovvero “piccolo cenacolo, non grande officina” – che “porta con sé quei valori della tradizione artigiana che fanno più forte la ricerca della verità” che è l’obiettivo dell’UER –, “comunità” e “cattolica”, vale a dire “ricerca disinteressata”.

“Noi consacriamo oggi una comunità di studio e di lavoro e le auguriamo un percorso luminoso”, ha affermato, auspicando che “parta da questo nuovo Ateneo romano un viaggio alla scoperta di una nuova Europa che noi vogliamo fortemente ancorata alle radici antiche”.

Richiamando queste radici, il Presidente del Senato, Marcello Pera, ha ricordato i due compiti di un’Università cristiana: la “consapevolezza del valore e del ruolo della civiltà cristiana” e la “determinazione a diffondere e a promuovere i principi e i valori della civiltà cristiana”.

Come Giovanni Paolo II “ha saputo tenere insieme l’identità e l’apertura”, infatti, così oggi bisogna unire “la curiosità e il valore”, ha affermato il Sindaco di Roma Walter Veltroni, ricordando che questo costituisce la grande sfida della nostra civiltà.

Gli interventi delle personalità presenti all’inaugurazione del I Anno Accademico dell’UER sono stati seguiti da un concerto della banda musicale dell’Arma dei Carabinieri, diretta dal Tenente Colonnello Massimo Martinelli.

Giovanni Paolo II ha benedetto l’Università Europea di Roma il 14 dicembre 2004 nella sua ultima apparizione nella Basilica vaticana in occasione dell’incontro con gli studenti universitari. Il 15 dicembre scorso, durante l’ultimo incontro con gli universitari, l’UER è stata presentata a Benedetto XVI.