La voce di Maria si diffonde nel pianeta

Riuniti a Collevalenza i direttori e i presidenti delle 56 "Radio Maria" del mondo

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COLLEVALENZA, lunedì, 26 maggio 2008 (ZENIT.org).- Si è aperto questo lunedì a Collevalenza (Pg) l'incontro che vede riuniti tutti i direttori delle radio e i presidenti delle associazioni che promuovono e diffondono "Radio Maria" nel mondo.

Nata nel gennaio 1987 in Italia, "Radio Maria" si è diffusa nei cinque continenti ed è oggi presente in ben 56 Paesi. 

Tutti i direttori sono sacerdoti, secolari e appartenenti a 15 differenti Ordini religiosi. L'incontro di Collevalenza mira ad approfondire l'identità cattolica di "Radio Maria", con l'obiettivo di riuscire nell'opera di rafforzamento e diffusione della fede cristiana.

I lavori sono stati aperti da padre Livio Fanzaga, presbitero italiano dell'ordine dei Padri Scolopi, direttore di "Radio Maria", che ha fatto riferimento a un intervento pronunciato a Lourdes dal Cardinale Ivan Dias per spiegare che il rischio di perdere la fede "rientra nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all'inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine". 

Padre Livio ha sottolineato il ruolo della Vergine Maria, decisivo per le sorti del confronto tra bene e male.

Il direttore di "Radio Maria" ha indicato il male nel "relativismo che vuole creare una società senza Dio" e che "erode i valori permanenti e immutabili del Vangelo". 

Invocando l'aiuto dell'Immacolata, padre Livio ha delineato i compiti di "Radio Maria", che deve diffondere e rafforzare la fede nel mondo con la preghiera, la testimonianza e la buona catechesi.

Emanuele Ferrario, presidente di World Family, la ONG che ha aiutato a far nascere le "Radio Maria" nel mondo, ha ricordato che l'associazione è nata il 3 giugno di dieci anni fa per rispondere alle richieste che provenivano dall'Europa, dall'America e dall'Africa. 

"La scommessa era quella di creare un'istituzione flessibile che aiutasse queste ‘chiamate' a nascere e crescere nello spirito che si era creato anni prima in Italia", ha rivelato Ferrario.

Il presidente di World Family ha precisato che "non si voleva creare un network, volevamo fare di più: volevamo creare una struttura che somigliasse ad una Famiglia internazionale, per questo l'abbiamo chiamata World Family of Radio Maria. Una famiglia di volontari uniti dalla fede in Gesù". 

Ferrario ha quindi spiegato il ruolo decisivo dei presidenti delle associazioni che hanno dato vita a "Radio Maria".

"Il Presidente è il primo volontario, a lui guardano tutti - osserva -. Identificare i valori e gli ideali che ci uniscono e cercare di applicarli alla propria vita è il primo passo per creare uno spirito unitario con tutti i nostri associati membri delle 'Radio Maria'". 

Il presidente di World Family ha sottolineato anche lo spirito della missionarietà, perché "una forte chiamata alla missionarietà fa superare gli ostacoli, fa diventare creativi e soprattutto focalizza l'obbiettivo primario che abbiamo ben identificato fin dal principio nella frase ‘dove vi è un uomo, lì deve esserci 'Radio Maria'".

Ruolo decisivo nel successo delle "Radio Maria" è quello dei sacerdoti direttori dei programmi e degli ascoltatori. 

Ferrario ha spiegato come il sacerdote direttore sia "la figura fondamentale che conferisce il profumo spirituale alla missionarietà dell'associazione" e "il garante della ecclesialità dell'iniziativa associativa".

Circa gli ascoltatori, il presidente di World Family ha detto che "tutto è inutile se non ci sforziamo di attivare gli ascoltatori come primi partecipi e sostenitori del progetto". 

"Se siamo deboli in questo aspetto - ha aggiunto -, allora cadremo nelle tentazioni tipiche delle attività di comunicazione: l'eccessivo professionalismo, la presunzione, i personalismi, o peggio commercializzare e banalizzare le nostre attività".

"Se ci impegniamo in questo progetto missionario - ha concluso Ferrario - è perché la Madonna ci utilizzi come poveri strumenti per diffondere il suo messaggio. Gli ascoltatori si devono sentire partecipi e attori protagonisti di questa comunità".