Lavoro ai giovani: 100 progetti sul territorio

"FORMA" sfida la crisi con la Dottrina Sociale

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di Costantino Coros

ROMA, martedì, 24 gennaio 2012 (ZENIT.org).- Aprire le porte del lavoro ai giovani: 100 progetti nel territorio. Questo è il messaggio di fondo della proposta: “Reti e comunità per il lavoro dei giovani”, che FORMA, l’associazione degli enti di formazione professionale che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa, ha lanciato oggi a Roma in occasione del seminario nazionale.

“La proposta di FORMA – hanno spiegato i suoi rappresentanti – si caratterizza per voler intervenire sulle due linee di frattura sociale che caratterizzano questi tempi di crisi, ovvero la dispersione scolastica e il disallineamento scuola-mercato del lavoro e il blocco dell’accesso dei giovani al lavoro. Per far ciò, intende impegnarsi, insieme a tutte le realtà associative e istituzionali al fine di 'costruire ampie coalizioni operose', che, a livello nazionale e territoriale, sappiano promuovere e realizzare le scelte politiche e operative più adatte a rispondere all’emergenza giovanile”. Secondo FORMA, per raggiungere tale risultato “si devono coinvolgere le famiglie oltre a far leva sulla responsabilità civile e sociale di ogni soggetto rappresentativo: sindacato, organizzazioni datoriali, enti di formazione, reti associative, scuola, mondo produttivo e istituzioni locali”.

“L’obiettivo del progetto – ha sottolineato Maurizio Drezzadore, presidente di FORMA – è quello di lavorare insieme ai giovani e per i giovani utilizzando le sinergie rappresentate, da un lato dalla rete degli enti che costituiscono FORMA, insieme alle associazioni di riferimento e dall’altro dalle comunità locali con l’intento di orientare e fornire informazioni veloci ed efficaci, offrendo anche vicinanza e spazi di partecipazione. Di pari passo – ha proseguito Drezzadore – si deve mirare a una progettualità che contempli una contaminazione positiva tra mondo del lavoro e mondo della scuola e della formazione”.

“Si tratta – ha detto Cristiano Nervegna, segretario generale di FORMA – di non duplicare le reti e le iniziative esistenti, ma di creare nuove opportunità, utilizzando per esempio le potenzialità offerte dai nuovi sistemi d’informazione mobile, creando un motore di ricerca tematico, specifico di FORMA, per rendere trasparenti, disponibili e facilmente correlabili le opportunità presenti nel mercato del lavoro e della formazione, soprattutto a livello locale”. Ma tutto ciò non è sufficiente e allora nella proposta di FORMA, presentata dal suo segretario generale, c’è “l’obiettivo di realizzare 100 progetti territoriali contro la dispersione scolastica e l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, insieme all’idea di creare un osservatorio partecipato sul rapporto giovani e lavoro”.

“Mettere insieme le forze per passare dal dire al fare” così Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, ha sintetizzato lo spirito dell’iniziativa, aggiungendo che “il tasso di disoccupazione giovanile (15 – 24 anni) rilevato dall’Istat nel novembre 2011 era pari al 30,1%, mentre il livello di disoccupazione giovanile a novembre 2007 era del 20%, quindi l’aumento percentuale tra prima della crisi e il novembre 2011 è del 10,1%”. “Per abbattere tale percentuale – ha aggiunto Santini – si devono sviluppare tutte le potenzialità offerte dalla nuova normativa sull’apprendistato; insieme alla riconversione, attraverso l’alta formazione delle cosiddette lauree deboli, meno spendibili sul mercato; al favorire i tirocini negli ultimi anni della formazione professionale e all’intercettare i mestieri difficili da reperire sul mercato, ma richiesti dalle imprese”.

Per Riccardo Giovani, direttore delle politiche del lavoro di Confartigianato, "occorre ridurre la distanza fra i giovani ed il mercato del lavoro. Per questo è fondamentale puntare sul nuovo apprendistato, affinché i giovani abbiamo maggiori opportunità per imparare una professione e le imprese possano formare la manodopera qualificata di cui hanno necessità. Allo stesso tempo è importante rilanciare l’istruzione tecnico-professionale attraverso un maggiore collegamento tra sistema educativo e lavoro, che consenta ai giovani di orientarsi verso professionalità che corrispondano alle reali necessità del mondo del lavoro e di trovare un’occupazione coerente con il percorso scolastico seguito".

FORMA, l’Associazione Italiana degli Enti di Formazione Professionale è nata all’inizio del 1999 per dare stabile rappresentanza ed organizzazione unitaria agli organismi di formazione professionale che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa. FORMA, con oltre 830 centri, coordinati da 110 strutture regionali e 20mila operatori, rappresenta più dell’80% dell’attività di formazione professionale che si svolge in Italia. Aderiscono a FORMA: ACLI, CIF, CISL, CONSORZIO SCUOLE LAVORO, COLDIRETTI, CONFAP, CONFARTIGIANATO, CONFCOOPERATIVE, MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI.