Lavoro e famiglia: speranza e futuro per il Mezzogiorno

In Basilicata, il 14° dei sedici Convegni pubblici regionali promossi dall'AC in preparazione alla prossima Settimana sociale dei cattolici italiani

Roma, (Zenit.org) | 368 hits

Sabato 13 aprile si terrà a Melfi, nella suggestiva cornice della sala degli Stemmi del Palazzo arcivescovile, con inizio alle ore 17.00, il quattordicesimo dei convegni pubblici promossi dalla Presidenza nazionale e dalle Delegazioni regionali dell’Azione Cattolica in preparazione ai lavori della prossima Settimana Sociale dei cattolici italiani, che si terrà a Torino dal 12 al 15 settembre venturo e che ha come tema Famiglia: speranza e futuro per la società italiana. Un cammino che procede nello stile proprio dell’Ac, costruendo nel Paese occasioni di dialogo con le realtà territoriali, proponendo momenti di discernimento e di confronto con la società civile e con le istituzioni ai vari livelli.

Lavoro e famiglia: speranza e futuro per il Mezzogiorno. Dal Concilio Vaticano II ad oggi è il titolo dato all’appuntamento lucano, che intende porre l’accento in particolare sulla problematica del lavoro e delle condizioni di vita delle famiglie che vivono in un territorio particolare quale è il Mezzogiorno di Italia. Una realtà che, come ci raccontano anche gli ultimi dati statistici, sta sempre di più scivolando pericolosamente verso la «periferia economica e sociale dell’Italia e dell’Europa».

Se è vero che -come dichiarato dai nostri vescovi presentando i lavori della prossima Assemblea generale della Cei, a maggio - l’aver indicato come centrale nella prossima Settimana sociale dei Cattolici Italiani il tema della famiglia ha «l’obiettivo di far cogliere al Paese come il mettere al centro della vita culturale, sociale e politica la famiglia significhi porre un fondamento indispensabile per il bene e la crescita di tutti, per un futuro di speranza dei giovani, per una società civile più libera», cionondimeno diventa inscindibile legare a tale tema quello del lavoro e delle condizioni di vita dignitose, così come richiamato dalla dottrina Sociale della Chiesa, solo all’interno delle quali una famiglia può far crescere i propri giovani. Va da sé che nel Mezzogiorno d’Italia, nelle sue attuali condizioni, in cui i giovani non trovano lavoro e sono costretti ad emigrare, vengono minate alla radice le basi della famiglia intesa quale volano di sviluppo e di crescita, fondamento per il bene e la crescita di tutti.

Al Convegno di Melfi sono previsti gli interventi di: mons. Agostino Superbo, arcivescovo della diocesi di Potenza, Marsico e Muro Lucano e presidente della Conferenza episcopale di Basilicata (Ceb); Luca Diotallevi, vice presidente del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali; Vera Negri Zamagni, docente di economia all’Università di Bologna; Franco Miano, presidente nazionale dell’Ac. Sono previsti inoltre i saluti di mons. Gianfranco Todisco, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa; Livio Valvano, sindaco di Melfi; mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo delegato CEB per i problemi sociali e il lavoro, mons. Francesco Nolé Vescovo delegato Ceb per la famiglia; mons. Domenico Sigalini, assistente ecclesiastico generale dell’Ac. Modera i lavori Fausto Santangelo, delegato regionale Ac Basilicata.

«L’Azione Cattolica lucana ha scelto il tema di questo appuntamento pubblico interrogata dalle emergenze del proprio territorio e convinta che sia necessario provocare una riflessione, sui temi proposti, all’interno di una cornice di impegno che è necessario ampliare sempre più e che non può e non deve guardare solo alla propria regione, al singolo territorio; e che muova naturalmente in una prospettiva portata avanti alla luce degli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa», sottolinea Fausto Santangelo.

«Nel vuoto etico che si è generato e che è parte della crisi che stiamo vivendo, vogliamo, anche attraverso questo convegno, riproporre con forza i valori della dignità dell’uomo e della famiglia quale vero motore di sviluppo. Rispondendo così anche all’appello lanciato dai nostri vescovi con il documento Sviluppo nella Solidarietà. Chiesa Italiana e Mezzogiorno. Con il quale hanno chiesto, innanzitutto alle realtà ecclesiali, “la responsabilità di formare una generazione di persone preparate, forti sul piano morale e interiormente motivate, che sappiano guidare il Sud ad un protagonismo fattivo e positivo”. Solo se tutti e singolarmente sapremo portare il nostro contributo- conclude il delegato regionale Ac Basilicata-potremo tornare a crescere come Paese e come comunità e così dare un futuro alle giovani generazioni».