Le arti come finestre di dialogo con il sacro

Monsignor Luigi Negri, spiega il senso e la "mission" del Master in Architettura, Arti Sacre e Liturgia dell'Università Europea di Roma

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 364 hits

Monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, recentemente insignito del Premio internazionale Medaglia d'Oro al Merito della Cultura Cattolica, ricopre da quest’anno il ruolo di coordinatore accademico del Master universitario di II livello in Architettura, Arti Sacre e Liturgia dell’Università Europea di Roma, giunto alla VII edizione.

Al di là dei meriti indiscussi in campo culturale, il caso di un vescovo alla guida di un corso universitario di architettura è molto insolito e forse unico.

Alcuni pensano che questo è un tentativo di clericalizzare le arti, anche se è evidente che nel corso della storia la cultura cristiana è stata determinante nell’influenzare le arti nella ricerca del vero, del buono e del bello.

Pur essendo l’umanesimo cristiano un fenomeno che ha segnato profondamente la storia delle civiltà, oggi la modernità sembra averlo dimenticato e in alcuni casi è addirittura osteggiato.

Per questo motivo il Master in Architettura, Arti Sacre e Liturgia dell’Università Europea di Roma, intende riscoprire i classici per rinnovare e progredire nella modernità.

Per cercare di capire a che punto è il dialogo tra architettura, pittura, scultura, musica, teologia e liturgia ZENIT ha rivolto alcune domande a Monsignor Luigi Negri.

Come concepisce il Suo ruolo di pastore in relazione al Master di Architettura, Liturgia e Arti sacre del quale sarà il prossimo coordinatore accademico?

Monsignor Luigi Negri: Il mio impegno verterà principalmente nel creare un incontro tra l’esperienza ecclesiale della quale sono portatore e l’esperienza di formazione professionale ed accademica del Master. Questo incontro è di fondamentale importanza non solo per ottenere una completa formazione degli allievi, ma per raggiungere degli obiettivi culturali di alto profilo. Tra questi soprattutto quello della riapertura del dialogo tra arte e fede, un dialogo a tratti interrotto ed incompleto, ed il cui avanzamento era già stato una preoccupazione di Giovanni Paolo II, che nella sua Lettera agli Artisti riprendeva le intenzioni che avevano anni prima animato Paolo VI nella sua Omelia agli Artisti. Cercherò di fare del Master un luogo dove questo incontro possa effettivamente avvenire.

Il Master dell’Università Europea propone infatti un incontro tra architettura, pittura, scultura, musica, teologia e liturgia che è veramente originale nel panorama accademico non solo italiano. Questo incontro tra arte e fede, da alcune parti non solo disatteso ma addirittura osteggiato, è parte di un problema più ampio quale quello del rapporto contemporaneo tra fede e cultura. È cosa comune oggi vedere questi due campi della realtà umana in opposizione tra loro e considerare sorpassati quanti cerchino di conciliarli.

In realtà non esiste un aspetto della realtà umana che sia estraneo alla Fede, così come la Fede non è qualcosa di estraneo all’esperienza dell’uomo. Dobbiamo superare l’ostilità tra umanesimo e Fede, tra conoscenza dell’uomo e del mondo e teologia. Sicuramente l’operato di Benedetto XVI è oggi un riferimento in questo campo, ma è anche il punto di arrivo di un impegno che parte da lontano, ho in mente ad esempio l’introduzione del sinodo dei vescovi del 1964, redatto personalmente da papa Paolo VI, sulla nuova evangelizzazione da cui uscì la Evangelii Nuntiandi, l’ultimo grande documento di Paolo VI, che dedica importanti pagine all’incontro tra cultura e Fede e che recita: “occorre evangelizzare in modo vitale, in profondità e fino alle radici la cultura e le culture dell'uomo”. Certamente anche l’iniziativa del Master è un passo in questa direzione.

La storia ha conosciuto dei casi di conversioni, come ad esempio quelle di André Frossard o di Alfonso Maria Ratisbonne, avvenute quasi improvvisamente all’interno di una chiesa. Quanto e in che modo la bellezza di queste chiese può aver favorito la conversione?

Monsignor Luigi Negri: Bisogna innanzitutto pregare la Madonna perchè faccia questi miracoli. La conversione è sempre un miracolo, è un dato gratuito, ma è vero che il contesto può favorirla. Pensarla in un contesto sacrale desacralizzato è più difficile ed è qui che risiede l’importanza della missione del Master, quella di formare architetti ed artisti capaci di restituire sacralità alla progettazione di edifici ed opere per il culto sacro. Poi, certo, Dio può trarre figli di Abramo anche dalle pietre.

Tra le pubblicazioni di Mons. Luigi Negri segnaliamo: Fede e cultura, ed. Jaca Book 2011; Emergenza educativa, ed. Fede & Cultura 2008; Per un umanesimo del terzo millennio, ed. Ares 2007.

Oltre al coordinamento didattico, Monsignor Negri terrà per lo stesso Master in Architettura Arti Sacre e Liturgia anche il corso di Arte e Liturgia. Le iscrizioni termineranno il giorno 18 gennaio 2014.

sito web:  http://www.universitaeuropeadiroma.it/master-2013-2014/1588

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Aldo Cianfarani
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