Le autorità cinesi chiedono ad un sacerdote di aprire un centro per malati di Aids

Padre Luis Ruiz, di 90 anni, dirige attualmente 145 lebbrosari nel Paese

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HONGJIAN, mercoledì, 9 giugno 2004 (ZENIT.org).- Nell’aprile scorso, il novantenne sacerdote spagnolo Luis Ruiz Suárez ha aperto lo scorso aprile un centro per la cura di malati terminali di Aids nella provincia cinese dell’Hunan.



Noto per la sua opera caritatevole in soccorso dei lebbrosi, nel 1986 il sacerdote gesuita ha cominciato a lavorare con questo tipo di malati nella provincia di Guangdong, dove non c’erano né acqua né tanto meno elettricità e la miseria era enorme. Da allora ha aperto 145 lebbrosari che accolgono 10.000 malati in tutto il Paese.

Padre Ruiz Suárez stava visitando alcuni lebbrosari nella provincia di Hunan, nella Cina meridionale, quando le autorità locali gli hanno chiesto di istituire un centro per i malati di Aids, offrendogli un aiuto sostegno di questo progetto.

Nonostante l’età avanzata, il missionario ha accettato la sfida, come afferma “Fides”. Con l’aiuto di alcune religiose e di un sacerdote di Maryknoll e dopo aver superato molte difficoltà, in aprile ha inaugurato l’“Aids Caring Centre” a Hongjian, una città portuale sul fiume Yuan, nella provincia dell’Hunan.

Il nuovo centro fa parte di un complesso che comprende un centro di disintossicazione e di reinserimento per tossicodipendenti.

Durante la cerimonia di apertura dell’“Aids Caring Centre”, il sacerdote gesuita ha celebrato l’Eucarestia e nell’omelia ha parlato dell’importanza del comandamento di Cristo di amarsi gli uni gli altri.

Come in tutti i lebbrosari aperti da padre Luis Ruiz Suárez, il centro accoglie i malati senza discriminazioni in base al credo o alla razza.

Due medici specializzati nella cura dell’Aids visiteranno regolarmente il centro e saranno disponibili in caso di emergenza.

Ordinato sacerdote nel 1945, padre Luis Ruiz Suárez lavora da 62 anni con i più poveri di queste regioni.

Venne destinato alla missione di Anking, occupata dai comunisti nel 1951. Arrestato, si ammalò di tifo. Fu espulso dalla Cina. Nel novembre 1951 arrivò a Macao per essere curato e riuscì ad ottenere dalle autorità una chiesa per i rifugiati cinesi. L’anno successivo, a causa dell’estrema povertà di Macao, cominciò ad organizzare aiuti per i rifugiati che arrivavano.

E’ stato professore nella Casa Ricci e ha dato vita alla “Caritas” a Macao. Quando nel 1969 Macao venne dichiarata territorio cinese, tutti i rifugiati divennero clandestini. Nel 1970 padre Luis Ruiz Suárez fondò una casa per anziane, due per anziani e un centro per gli handicappati mentali.

Sei anni dopo cominciarono ad arrivare rifugiati vietnamiti ai quali offrì il suo aiuto. Nel 1985 tornò in Cina per aiutare le vittime di un terremoto e cominciò la sua opera tra i lebbrosi.

In un’ intervista concessa a ZENIT, in occasione del suo 90° compleanno, il padre Luis Ruiz Suárez, scherzando sulla sua vitalità, aveva commentato: “Non capisco perché ci si debba ritirare. Fin quando si può servire, si serve; quando il Signore ti dice ‘Basta’, allora basta”.

“Io tutti i giorni, prima di andare a lavorare, passo per la piccola cappella e dico al Signore: ‘Se vuoi chiamarmi oggi, chiamami’. La sera, quando torno a casa, dico: ‘Grazie, Signore, perché hai voluto donarmi un altro giorno per servirTi’”, aveva poi concluso.