Le buone notizie del 2013

Dal premio Sakharov a Malala Yousafzai, ai 2 milioni di firme per "Uno di Noi"; dal referendum croato, fino alla bocciatura del Rapporto Estrela e l'abolizione in Cina della politica del figlio unico

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 794 hits

Dell’anno che è passato i mezzi di comunicazione di massa ricordano per lo più le cattive notizie, gli scandali, i disastri e le morti eccellenti. In realtà sono tante le buone notizie che hanno caratterizzato l’anno appena terminato. Abbiamo provato a guardare indietro e riassumere gli eventi positivi in merito alla difesa della vita, della famiglia e della dignità umana. E abbiamo scoperto che il 2013 è stato un anno di grandi cambiamenti.

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Premio Sakharov per la libertà di pensiero a Malala Yousafzai

Il 10 ottobre è stata annunciata la decisione di conferire il presitigioso Premio Sakharov per la libertà di pensiero a Malala Yousafzai, studentessa sedicenne di Mingora, nel distretto di Swat, in Pakistan. I talebani hanno cercato di ucciderla perché si ostinava ad andare a scuola, mentre nella valle dello Swat, il regime talebano lo vietava alle ragazze.

20.000 sindaci in Francia chiedono il diritto all’obiezione dei coscienza

Dopo le manifestazioni pacifiche di piazza, sono stati i sindaci francesi ad opporsi alla legge che autorizza i matrimoni e le adozioni per coppie omosessuali. Diversi sindaci hanno minacciato le dimissioni se costretti a sposare persone dello stesso sesso. Marie-Claude Bompard, sindachessa di Bollène, comune della regione meridionale di Vaucluse, si è rifiutata di sposare due donne lesbiche e, il 18 ottobre 2013, ha annunciato di essersi rivolta alla Corte europea dei diritti dell’uomo per vedersi riconosciuta l’obiezione di coscienza che il Consiglio costituzionale francese le negava. La rivolta è stata di tale portata da arrivare a costituire un Collettivo dei sindaci per l’infanzia, composto da più di 20mila primi cittadini di comuni francesi - di destra e di sinistra, etero e persino omosessuali - uniti nella richiesta di potersi astenere dal celebrare nozze tra persone dello stesso sesso.

Due milioni di firme per “Uno di Noi”

Due milioni di cittadini di 18 paesi dell'Unione Europea ha sottoscritto l’iniziativa popolare “Uno di Noi” per riconoscere la vita fin dal concepimento e non utilizzare i fondi eruropei per sostenere le associazioni che promuovono l’aborto e la ricerca che viola i diritti dei nascituri. L’Italia è il paese dove sono state raccolte più firme. Al Viminale, sono stati consegnati 70 pacchi contenenti i fogli con le oltre 600mila firme raccolte nel nostro Paese. L’iniziativa, promossa dai movimenti per la vita d'Europa, ha unito il continente e le diverse fedi religiose: cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei, musulmani, tutti hanno firmato per "Uno di Noi". Sono state costituite le basi per un coordinamento europeo dei movimenti per la vita.

La Russia a favore della vita e della famiglia naturale

Vladimir Putin, Presidente della Russia, ha firmato una legge che proibisce di fare pubblicità per l’aborto. Si tratta di una legge in discussione al parlamento russo già dal 2011. La Chiesa Ortodossa Russa e la dirigenza della Nazione Russa sono stati concordi nel porre fine al crollo demografico. Il Governo ha sovvenzionato campagne pubblicitarie a favore delle famiglie con più figli. Inoltre sono stati messi a diposizione incentivi economici alle coppie per incoraggiare la natalità. Il Parlamento russo ha anche approvato una legge che limita le interruzioni di gravidanza e favorisce misure per aiutare le mamme in difficoltà.

Il popolo croato sveglia l'Europa

Con il 65,8% dei voti favorevoli alla definizione del matrimonio come unione tra uomo e donna, il popolo croato ha mostrato a tutta l’Europa che, quando i cittadini hanno diritto di voto, manifestano chiaramente la difesa e promozione della famiglia naturale.Quanto è accaduto in Croazia è il segno di una rivolta popolare di molte nazioni dell’Est Europa. Nell’Unione Europea infatti la Croazia, la Polonia, l’Ungheria, la Bulgaria, la Lettonia e la Lituania hanno sottoscritto nella Costituzione la difesa del matrimonio tra un uomo una donna. Anche Montenegro, Serbia, Ucraina, Bielorussia e Moldavia, pur non essendo ancora nell’Unione Europea, hanno difeso la famiglia naturale composta da un uomo e una donna.

Il Parlamento europeo boccia il Rapporto Estrela

Il 10 dicembre, il Parlamento europeo ha bocciato un'iniziativa "anti vita". Con 337 voti favorevoli e 324 contrari, la mozione pro-life dei gruppi Popolari, Conservatori ed Euroscettici ha respinto il rapporto su "Salute e diritti sessuali e riproduttivi" avanzato dall’eurodeputata socialista portoghese Edite Estrela. Il documento raccomandava a tutti paesi dell’Unione Europea l’inclusione dell’aborto tra i diritti umani e la sua disponibilità in tutti i sistemi sanitari nazionali europei. Qualora fosse stato approvato, il rapporto Estrela avrebbe precluso gli aiuti finanziari a paesi extracomunitari dove l’aborto non è considerato legale e avrebbe messo seriamente a repentaglio il diritto all’obiezione di coscienza di medici ed infermieri anti-abortisti. Il rapporto avrebbe introdotto inoltre anche un programma per l’educazione sessuale scolastica che prevedeva la pratica della masturbazione per i bambini sotto i 6 anni.

Spot dell'Unilever incoraggia le famiglie e la vita

La multinazionale Anglo Olandese Unilever proprietaria di quasi cinquanta imprese tra le più prestigiose nel campo dell’industria alimentare, detersivi, saponi, profumi, chimica - tra i quali Lipton, Algida, Calvè, Knorr, Findus, Lysoform, Badedas, Dove, Pepsodent, Calvin Klein, Mentadent, Fissan - ha promosso un video di quattro minuti e mezzo in cui incoraggia uomini e donne di tutto il mondo a far nascere bambini e bambine. Il Video si trova su You tube ed è intitolato: “Why bring a child into this world?” (Perché portare un bambino in questo mondo?).

Richiamo a Maria nel Preambolo della nuova Costituzione egiziana

Anche dal mondo islamico devastato da attentati e conflitti sono giunte buone notizie. Nel preambolo della nuova costituzione egiziana è scritto: “L’Egitto è la culla della religione, il simbolo della maestà delle religioni monoteistiche. Sul suo suolo è cresciuto Mosè, qui gli si è manifestata la luce divina e qui Mosè ha ricevuto il messaggio sul Sinai. Sul suo suolo gli egiziani hanno accolto Nostra Signora la Vergine Maria e suo figlio e sono morti martiri a migliaia per difendere la Chiesa del Signore il Messia”.  Il riferimento alla Vergine Maria non può che stupire e fare riflettere sulla centralità della madre di Gesù nell’islam. Di fatto Maria potrebbe diventare, il vero punto di incontro tra islam e cristianesimo. La Madonna è infatti l’unica donna a cui il Corano dedica una sura, la XIX, ed il suo nome nel testo sacro dell’islam è citato ben 34 volte. Nell’islam, il culto della Vergine è molto diffuso, in quanto Maria è modello da seguire per la sua purezza e per la sua fede.

Donna e cristiana a capo del sindacato medico egiziano

Il 19 dicembre 2013 è destinato a diventare la data simbolo della vera rivoluzione in Egitto: dopo 28 anni di dominio indiscusso dei Fratelli Musulmani, a capo del potente sindacato dei medici è stata eletta la dottoressa Mona Mina. E’ la prima volta nella storia, dalla sua fondazione nel 1949, che uno dei più importanti organi rappresentativi dei lavori in Egitto viene presieduto non solo da una donna, ma addirittura da una donna copta. Mina, pediatra di 55 anni, è presidente di “Medici senza diritti”, un movimento per i medici e migliorare le condizioni della devastata sanità pubblica egiziana. Nel novembre 2011 il quotidiano Al Akhbar la definiva “il dottore rivoluzionario”, mentre in piazza Tahrir veniva persino chiamata “il Cristo di Tahrir”.

Spagna: il governo restringe la legge sull’aborto

Il 20 dicembre il governo spagnolo ha approvato una riforma delle legge sull’aborto. La nuova legge cerca di porre rimedio alle liberalizzazioni apportate dal governo Zapatero. Con Coì l’interruzione volontaria di gravidanza sarà autorizzata fino alla 14esima settimana in caso di stupro e fino alla 22esima in caso di gravi rischi per la salute fisica o psichica della donna. I rischi verranno analizzati in maniera rigorosa dalla commissione medica. Per le 16enni e 17enni viene reintrodotto la condizione del permesso dei genitori. Con la legge Zapatero non era necessaria l’autorizzazione dei genitori.

La Cina mette fine alla politica del figlio unico

Fine della politica del figlio unico e cancellazione dei campi di lavoro per crimini comuni “laogai”. Queste le due notizie straordinarie annunciate il 28 dicembre dal Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo, centro del potere legislativo in Cina. Si tratta di due avvenimenti che non hanno precedenti nel paese asiatico. La crudele legge del figlio unico è stata introdotta in Cina nel 1979 da Deng Xiao Ping. Si tratta di una legge che vieta alle coppie che vivono nelle aree urbane di avere più di un bambino, a meno che entrambi i genitori siano a loro volta figli unici. In ogni palazzo ci sono persone addette a controllare se le donne rimangano incinte. Finora nel caso della seconda gravidanza, il governo aveva imposto l’aborto obbligatorio. La politica del figlio unico ha significato decine di milioni di aborti, soprattutto di bambine. Ora finalmente sarà possibile per ogni famiglia cinese avere almeno due figli e molti interruzioni di gravidanza verranno evitate.