Le care amiche suore di clausura

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di padre Piero Gheddo*

ROMA, martedì, 17 maggio 2011 (ZENIT.org).- Come forse i lettori sanno, dal 1980 mando in omaggio tutti i miei libri (e anche altri del Pime) ai conventi delle suore di clausura in Italia (550 all’inizio, 530 oggi), accompagnando l’invio con una lunga lettera in cui rifletto sul tema missionario e chiedo preghiere per i missionari, quelle giovani Chiese e i loro popoli. Quand’ero direttore di “Mondo e Missione” mandavo pure la rivista che dirigevo, cercando e trovando i benefattori che coprivano le spese. Poi ho sperimentato che la Provvidenza manda tutto il necessario e più del necessario.

Mi hanno invitato e ho visitato decine e decine di conventi di clausura, in alcuni più vicini torno spesso e il Signore mi dà la consolazione di vedere quanto bene fa la lettura di libri e di una rivista dei missionari. Ricevo parecchie lettere dalle suore di clausura, che mi dimostrano come il bene seminato nella nostra vita, anche se non lo vediamo, con l’aiuto dello Spirito Santo porta sempre i suoi frutti. Ecco la lettera che ho ricevuto pochi giorni fa con gli auguri di Pasqua dalle suore della Visitazione di Treia (Macerata), che non ho mai potuto visitare. La riporto per stimolare nei lettori l’amore e l’aiuto alle care sorelle di clausura che con le loro preghiere e i loro sacrifici sostengono la Chiesa e tutti noi:

“Carissimo padre, grazie del suo ultimo libro su padre Augusto Colombo l’apostolo dei paria in India e della sua commovente lettera scritta mesi fa… Siamo rimaste solo in cinque e lei immagina tutto il da fare, insieme all’osservanza della Regola, alla celebrazione quotidiana dell’Ufficio divino, delle ore di orazione e riunioni comunitarie. Vogliamo però dirle quanto ci fa piacere ricevere le sue care lettere e ancor più le straordinarie vite dei missionari del PIME, che ci sono di sprone alla santità e alla preghiera. La storia di ogni missionario ci commuove e ci induce a meditare quanto zelo e amore di Dio e al loro popolo anima questi eroici seguaci di Cristo dimentichi di se stessi. 

Caro padre Gheddo, lei ora è a Milano, ma a noi sembra di averla sempre vicino come una persona di famiglia, un caro fratello. Se possiamo godere del beneficio di queste letture, lo dobbiamo a lei, che non ci ha mai dimenticate, pur non essendoci mai incontrati. Anche nelle sue lettere, lei parla sempre di Dio e di persone che hanno amato Dio e la nostra vita è consacrata a questo Amore e alla preghiera per tutti i popoli. Le mandiamo il nostro grazie più profondo e affettuoso”.

Le Sorelle della Visitazione di Treia (Macerata)


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*Padre Piero Gheddo (www.gheddopiero.it), già direttore di Mondo e Missione e di Italia Missionaria, è stato tra i fondatori della Emi (1955), di Mani Tese (1973) e Asia News (1986). Da Missionario ha viaggiato nelle missioni di ogni continente scrivendo oltre 80 libri. Ha diretto a Roma l'Ufficio storico del Pime e postulatore di cause di canonizzazione. Oggi risiede a Milano.